Un libro in valigia: “Disgrace” di J.M.Coetzee

Quanto una delle volontarie dell’ufficio, durante la mia prima settimana di lavoro, mi ha offerto questo libricino da leggere, non ci ho dato molto peso e per un paio di mesi è rimasto a prendere polvere sulla mia scrivania. Ma un paio di settimane fa ho deciso finalmente di prenderlo in mano e ho divorato “Disgrace” di J.M.Coetzee in un battibaleno. D’altronde io sono fatta così: quando un libro mi prende non riesco a metterlo giù e per me questo è in assoluto il miglior tipo di libro!

The Guardian l’ha inserito tra i 100 migliori libri scritti in inglese e io non posso che esserne d’accordo. Un libro che merita, che coinvolge, che mantiene il passo. Un libro che soprende, sconvolge, rattrista, che ti fa pensare. La storia comincia nel Sud Africa urbano, quello della Cape Town bene, quello del mondo universitario, di studenti abbienti e professori ambiziosi. David Lurie, anonimo professore universitario, apre il libro: fin da subito, dall’incontro e ossessione di Lurie per la prostituta Soraya, Coetzee lo dipinge per l’uomo che è. Da una parte stimato professore ed esperto di poeti romantici inglesi e dall’altro schiavo impotente dei suoi impulsi e desideri che lo porta ad avere una relazione con una sua studentessa.

His mind has become a refuge for old thoughts, idle, indigent, with nowhere else to go. He ought to chase them out, sweep the premises clean. But he does not care to do so, or does not care enough.

Davanti alla possibilità di difendersi pubblicamente per la sua condotta, Lurie decide invece di immolarsi: ammette un crimine che non crede di aver commesso e accetta la punizione più alta – il licenziamento dall’università – pur di non doversi scusare pubblicamente e subire la “riabilitazione” che gli viene chiesta. Uomo stoico e pieno di contrasti, Lurie non è certo un personaggio per cui provare una naturale simpatia e affinità.

“Pass sentence,” he says, “and let us get on with our lives.”

Abbandonato alla deriva ed emarginato da amici e colleghi, Lurie trova rifugio dalla figlia Lucy. Ed è qui che la storia vera, quella del paese come quella del libro, prende piede: nel Sud Africa rurale, quella campagna dove i neri sono la maggioranza, dove la “legge della terra” ancora prevale e dove una donna bianca sola non può e non potrà mai sentirsi al sicuro. Nell’apparente tranquillità e sicurezza di questo mondo rurale, incombe presto il mostro della violenza, dell’odio, del razzismo.

Ed ecco che ritorna la paura e quel crimine della carne che collega padre e figlia. Uno il colpevole, l’altra la vittima. Sebbene non dello stesso reato, questa barriera tra uomo e donna, tra carnefice e vittima, piano piano apre un divario tra padre e figlia. Ma sarà questo stesso crimine alla fine ad unirli di nuovo?

Hatred . . . When it comes to men and sex, David, nothing surprises me any more. Maybe, for men, hating the woman makes sex more exciting. You are a man, you ought to know. When you have sex with someone strange – when you trap her, hold her down, get her under you, put all your weight on her – isn’t it a killing? Pushing the knife in; exiting afterwards, leaving the body behind covered in blood – doesn’t it feel like murder, like getting away with murder?

Coetzee non è un autore qualsiasi. Il suo modo di raccontare il suo Sud Africa e il suo complesso universo è – a mio parere – spettacolare. La sua opinione politica traspare leggermente in “Disgrace”, ma non influenza il lettore, non lo costringere a prendere una posizione. Ed è forse proprio per questo che con “Vergogna” nel 1999 Coetzee ha vinto il prestigioso Booker prize (dopo averlo già vinto con un altro dei suoi libri) e nel 2003 ha vinto l’ancora più prestigioso premio Nobel per la letteratura. Insomma, un autore che vale assolutamente la pena di leggere. Che dire poi del fatto che dal 2002 Coetzee vive ad Adelaide ed è ora anche lui cittadino australiano? È proprio destino che questo autore entrasse nella mia vita, direi!


Questo post partecipa al venerdì del libro!

4 thoughts on “Un libro in valigia: “Disgrace” di J.M.Coetzee

  1. Ottimo esempio di un autore e di un libro che mai e poi mai avevo sentito nominare, e probabilmente senza il Venerdì del Libro non avrei incrociato mai.
    Appuntato, e prima o poi finirà tra le mie mani.
    Grazie della segnalazione ^_^

    1. Mi fa molto piacere che questo libro ti abbia incuriosito! Se lo leggi (o altri suoi) fammi sapere poi cosa ne pensi!

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