Il Taronga Zoo di Sydney

Appena atterrati all’aereoporto di Sydney verrete subito inondati di foto e stampe che ritraggono due bellissime giraffe con l’Opera House, l’Harbour Bridge e lo skyline di Sydney come sfondo. No, non è un fotomontaggio: questo splendido panorama è quello che si gode, per davvero, dal Taronga Zoo di Sydney. Se mi conoscete sapete che ho un’enorme passione per gli animali e in questi 5 anni e passa di vita a Sydney ho dovuto trattenermi dal fiondarmi allo zoo ed ammirare da vicino tutti i loro bellissimi animali. Continue reading “Il Taronga Zoo di Sydney”

Incontri ravvicinati con la wildlife in Australia

Non è di certo un segreto che una delle cose che più amo dell’Australia è la sua spettacolare natura. E non è di certo un segreto che io abbia una passione enorme per gli animali. Mettete le due cose insieme e capirete perchè, nell’arco della mia permanenza in Australia, mi sia fatta una certa cultura sui luoghi migliori dove vedere gli animali. Ancora meglio se in libertà. Oggi infatti non voglio parlarvi di zoo, parchi animali o acquari, ma di posti dove è possibile vedere ed interagire con animali selvatici in piena libertà. Sicuramente ci sono molti altri posti che non ancora non conosco: questi sono (alcuni di) quelli che mi è capitato di frequentare negli anni. Continue reading “Incontri ravvicinati con la wildlife in Australia”

Blackfish e i dugonghi del Sea Life di Sydney

Avevo cominciato questo post tempo fa dopo aver visto su Netflix il documentario “Blackfish“, che racconta la drammatica storia dell’orca Tilikum del parco acquatico SeaWorld di Orlando in Florida, che nella sua più che trentennale vita in cattività ha ucciso diverse persone. Avevo scelto quel film senza sapere di cosa parlasse nello specifico, al di là del fatto che trattasse di orche. Io sono cresciuta guardando “Flipper” e “Free Willy”, e durante i titoli di apertura di “Blackfish” ho confidato all’Avvocato come fosse sempre stato il mio sogno quello di fare l’addestratrice di delfini o simili. Continue reading “Blackfish e i dugonghi del Sea Life di Sydney”

Adopt don’t shop

I was four or five years old when I began pestering my dad for a cat. Every night, when he came home from work, I would beg him to buy me a white cat (why white? Who knows!). I don’t know how long I kept the tirade up and I don’t know how long it was before it had enough of me… all I know is that one cold December night, when he rang the door bell and I opened the door, a small ginger ball of fur was at his feet. Natalino had entered into my life and would remain by my side until January 2012, when he passed away at age 18. Continue reading “Adopt don’t shop”

I pericoli della terra #1

Se dico Australia, voi cosa dite? C’è chi dirà mare, chi dirà canguri, chi koala, chi squali, e chi ragni e serpenti. E’ infatti ben noto che i pericoli in Australia si annidino (letteralmente) in ogni dove. Vi avevo già raccontato qui di alcuni dei pericoli che si possono trovare nei mari australiani. Vediamo oggi quali altre creature vi aspettano Down Under. Continue reading “I pericoli della terra #1”

I pericoli del mare #2: gli abitanti marini

Beati voi che vi godete l’estate dell’emisfero nord, il mare e le spiagge, mentre a Sydney sopportiamo ancora l’inverno più freddo degli ultimi 30 anni… E così, per scacciare un po’ la gelosia la voglia di mare, oggi vi presento la seconda puntata con i pericoli del mare. Nel mio primo articolo sui pericoli del mare in Australia vi avevo parlato delle RIP, quelle terribili correnti così tipiche delle spiagge australiane e che sono la causa numero 1 di morte in mare. Ma so che una delle curiosità e paure principali sull’Australia riguardano la sua temibile fauna, e in particolare alcuni simpatici abitanti marini. Continue reading “I pericoli del mare #2: gli abitanti marini”

Se avessi seguito le mie passioni…

… oggi non sarei qui a fare un PhD in legge… perché QUESTA passione per i diritti umani e la diplomazia è arrivata dopo, è stato un amore maturo che ho conosciuto dopo aver coscientemente rinunciato alla mia seconda passione, medicina. Oddio, forse chiamare medicina passione è una parola grossa: diciamo che per tanti anni sognavo di fare il medico, in particolare aspiravo a diventare pediatra. Forse perché da bambina/ragazza di ospedali ne ho visti tanti, forse perché di pronti soccorsi ne ho passati parecchi, ma in tutto questi di pediatri bravi, ne ho incontrati veramente pochi. Mi immaginavo moderna Patch Addams, a curare i bambini con un sorriso, una carezza e tanto amore. Mi immaginavo ad aiutarli con una passeggiata a cavallo, una nuotata con i delfini, una carezza a un coniglietto. I bambini e gli animali, QUELLE sono sempre state le mie passioni vere.

Animali Bimbi

Neanche a farlo apposta, sono stati il recente post di Mammacongelo sulla ippoterapia e l’ancora più recente scoperta del blog Coccobello a farmi riflettere su quanto abbia rinunciato davvero alle mie passioni VERE per rincorrere la prospettiva di un lavoro SERIO. Che tristezza! Certo, a 18 anni, quando ho dovuto prendere una decisione, neo orfana di padre, non avendo passato il test a medicina, ho scelto quello che il cervello mi diceva in quel momento. Reduce dal mio anno in USA, volevo viaggiare e vedere il mondo, e ho scelto un corso di laurea che mi avrebbe permesso di farlo. Non rimpiango la mia scelta, soprattutto perché mi ha permesso di essere qui oggi… ma è stata innegabilmente una scelta di testa, non di cuore.

Se oggi potessi scegliere una professione che mi renda DAVVERO felice… che mi permetta di  andare al lavoro con il sorriso stampato sulle labbra… che mi faccia essere grata per l’arrivo del lunedì…. Quel lavoro non sarebbe quello per cui sto ANCORA studiando, ma avrebbe a che fare con animali, acqua, natura e bambini…

Ribbet collage
foto prese dal web

Che dite, dopo una triennale, un master e un dottorato di ricerca, senza aver mai lavorato nel mio settore un solo giorno, butto tutto all’aria e mi iscrivo a un corso per diventare zoo keeper o addestratrice di cani?

Cherry Blossom festival: un angolo di Giappone nella periferia di Sydney

Che Sydney sia piena di meraviglie lo si sa: in tutto il mondo la città è rinomata per la sua Opera House, l’Harbour Bridge o l’inconfondibile Bondi Beach. I turisti affollano il CDB e le spiagge in qualsiasi giorno dell’anno e sono sicura che non restano delusi da quello che vedono. Alla fine, Sydney è famosa per quelle cose, e quelle cose loro vogliono vedere. Eppure quest’anno sto scoprendo che la città ha molto di più da offrire di quello che si legge sulle guide turistiche. Vi avevo già raccontato la mia gita alla scoperta dei relitti di Homebush, delle spiagge di Cronulla,  e della meravigliosa natura delle Blue Mountains. Ma non è finita qui. Questo weekend abbiamo approfittato di una giornata finalmente di sole per esplorare un altro gioiello nascosto che questa città ha da offrire. Destinazione: festival dei ciliegi in fiore ai giardini botanici di Auburn. Continue reading “Cherry Blossom festival: un angolo di Giappone nella periferia di Sydney”

Whale watching… Sulla rotta delle balene

???????????????????????????????L’Australia è piena di sorprese in ogni stagione dell’anno. Da 3 settimane qui è cominciata la stagione migratoria delle balene, che nuotano verso nord oltrepassando Sydney, Byron Bay e Harvey Bay, verso i mari caldi dei tropici.Pare che questa stagione sia ottima per gli avvistamenti, con più di 20.000 balene che stanno compiendo la migrazione. Per la prima volta dal mio arrivo in Australia sono riuscita a organizzare un’uscita con altre amiche per vedere questi giganti buoni nel loro habitat naturale.  Ci siamo affidate a Whale Watching Sydney per una mini crociera di 3 ore che da Darling Harbour, attraverso lo splendido porto di Sydney e superato l’ingresso segnato da due promontori (Sydney Heads), ci ha portato in mare aperto, nelle zone dove tra maggio e fine novembre le eleganti megattere nuotano risalendo lungo la costa orientale.

A quanto pare siamo stati molto fortunati, perchè appena usciti dalle Heads abbiamo subito ricevuto conferma di un avvistamento poco lontano di un paio di megattere. Ci siamo fiondati, e subito è apparso il tipico sbuffo della balena e poi due montagnette che fendono la superficie per poi scomparire di nuovo sott’acqua. ???????????????????????????????Non erano due esemplari particolarmente grandi, forse erano dei giovani. Le megattere infatti possono arrivare fino a 17 metri di lunghezza, e queste decisamente non lo erano. Siamo stati un pò in loro compagnia, osservandole emergere, e poi reimmergersi. Uno dei momenti più belli è stato quando una delle due balene (qui a destra nella foto) ha fregato tutti i miei compagni di avventura (stipati a poppa, dove la balena era stata avvistata l’ultima volta) ed è comparsa a prua, a solo un paio di metri dalla barca, dove io e la mia amica Eve aspettavamo in solitaria. Un piccolo spettacolo solo per noi! Alla facciazza di tutti i cretini che correvano da una parte all’altra della barca a ogni sbuffo!

???????????????????????????????Dopo un pò però cominciavamo a essere troppe barche a inseguire le poverette, e così abbiamo deciso di cercare fortuna con un altro gruppo di balene. Purtroppo ne abbiamo trovata una sola, un giovane di circa 2 anni che si è dimostrato subito molto curioso nei nostri confronti. A un certo punto è emerso accanto alla barca e ci ha fissato con i suoi occhietti: proprio così, ha tirato fuori la testa dall’acqua e ci ha guardato attentamente. Da paura! E poi si è reimmerso. E proprio mentre ero a prua (sul lato sinistro) a cercare il balenottero, ho visto questa massa bianca passare sotto la barca. Che fosse la balena? Bho, ma per precauzione sono andata dall’altra parte della barca, e sure enough, ecco la balena emergere dall’acqua e dirigersi verso l’orizzonte. Che bella visione!

image_4In teoria le megattere sono le migliori balene da seguire, perchè di solito sono le più attive, deliziando gli spettatori con salti ed acrobazie varie. Ecco, non proprio dire che le “nostre” balene fossero così vivaci, ma almeno ci hanno concesso un paio di incontri ravvicinati. E io ero davvero al settimo cielo. Non c’è niente di più bello che vedere questi animali (ma qualsiasi animale in realtà), libero e selvaggio nel suo ambiente naturale. Niente vasche, niente reti: selvatico come natura l’ha fatto. Grazie Australia per questa bellissima esperienza!

Bailey: storia di un gatto che si crede un cane e si comporta come un neonato

In questi giorni il nostro piccolo Bailey ha compiuto 5 mesi e sono 3 mesi e mezzo che è con noi. Come sta crescendo? Benissimo! Pesa pù di 3 chili adesso e si è trasformato completamente in un gatto adulto. Sta anche perdendo i denti da latte! Come si comporta? Sicuramente non da gatto! Tra le cose strane che fa Bailey, le più bizzarre sono:

Succhia le nostre dita (o qualsiasi altra parte di pelle disponibile) come un neonato con la poppa della mamma.  In mancanza del nostro corpo, a volte l’ho visto succhiarsi la sua zampa, come un bimbo con il suo pollice.

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Gli piace uscire al guinzaglio e scoprire il mondo esterno, anche se poi si spaventa per il minimo rumore o per una foglia che si muove. Ogni volta che torniamo a casa o dobbiamo uscire, lui tenta la fuga! E quando siamo in casa passa ore intere davanti alla porta d’ingresso, piangendo, e salta in continuazione sulla maniglia.

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Gli piacciono cibi strani (almeno per un gatto), come le zucchine, i fagiolini, il mais, la zucca, il formaggio (in particolare il brie e il gorgonzola sono i suoi preferiti) e i dolci in generale. Quando mangiamo, dobbiamo tenerlo costantemente sotto controllo, per evitare che ci freghi il cibo dal piatto! Per ora solo la frutta sembra non interessargli per niente.

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Viene e si siede a comando come un cagnolino ma solo se c’è del cibo in giro. L’Avvocato sta cercando di insegnarli anche a “stare”, ma questo sembra proprio fuori dalla sua portata.

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Nonostante questo e le tante altre cose strane che fa, non lo cambierei per niente al mondo!