L’arte dell’attesa

Attendere fa parte della natura umana. Ma se chiedete a me, saper aspettare – senza perdere la testa – è una forma d’arte tra le più alte e nell’ultimo anno ho raffinato quest’arte fino a farne uno dei miei skills migliori… Questo è il risultato di 12 mesi di ricerca lavoro e attesa, una condizione non facile e sicuramente non piacevole in cui trovarsi. Ma tant’è, così è e anche a questo ci si fa l’abitudine.

Ci si abitua a fare domande per lavori che chiuderanno dopo settimane, e per cui non si avrà un riscontro prima di un paio di mesi. Ci si abitua a ricevere email (nel mio caso sempre di rifiuto) dopo così tanto tempo, che ci si è dimenticati pure il lavoro per cui si era fatta domanda. Ci si abitua a controllare le email impulsivamente e a fare refresh della pagina ogni 2 minuti.

Ci si abitua a vedere il calendario come un enorme susseguirsi di date di apertura e chiusura di concorsi vari. Ci si abitua a rispondere alla solita domanda: “Allora, hai saputo niente?”, con un “no, non ancora”. Ci si abitua (anche se a malincuore) ad aspettare la telefonata post-colloquio, quella che potrebbe darti il tanto desiderato lavoro e che tarda ad arrivare.  Ci si abitua a fare follow-up con chi ti aveva promesso una risposta settimane fa e poi é scomparso nell’etere.

Ci si abitua a quello a cui non ci si vorrebbe abituare mai.

Ci si abitua a questa attesa snervante anche se dentro di noi la frustrazione aumenta e aumenta… e prima o poi esploderà! Ci si abitua, ma non si é contenti, ovviamente. Si cerca di prenderla con filosofia, si fa buon viso a cattivo gioco, ma dentro si ribolle di rabbia e impazienza!

Il mondo lavorativo australiano adora e si basa sulle attese. Le domande per lavori e concorsi hanno tempi molto lunghi, solitamente 3 o 4 settimane, e il processo di selezione é piuttosto lungo e complicato. A seconda ovviamente del settore in cui si fa domanda, potrebbero esserci diversi stage nell’application, seguiti da eventuali test cognitivi o pratici, video-colloqui online (in cui parli come una scema a una telecamera senza nessuno con cui interagire) e infine uno o più colloqui di gruppo e/o individuali. E poi forse, forse, se siete molto bravi – ma anche molto fortunati – vi verrà offerto un posto.

I numeri poi non sono dalla vostra parte. Per i concorsi pubblici per programmi per neo-laureati nel governo per cui ho fatto domanda l’anno scorso la media era di 1 posto per 100 domande. Per i lavori più vari per cui sto facendo domanda adesso, in università, ONG e governo, si parla di 100-150 domande per singolo posto di lavoro disponibile. Numeri spaventosi e deprimenti.

Il mercato del lavoro australiano é attivo e ha molto potenziale, per questo attrae moltissimi emigranti. Ma per questo é anche un mercato molto competitivo. Come mi ha detto una mia collega l’altro giorno, “trovare lavoro in Australia é un lavoro”.

E nel frattempo si attende.

2 thoughts on “L’arte dell’attesa

  1. Vero, trovare un lavoro è un vero e proprio lavoro, che dopo mesi ti fa uscire di testa. Ma vedrai che al momento giusto arriverà quella dannata risposta…magari proprio dopo una giornata in cui ti eri dimenticata di fare refresh 😉
    Forza e coraggio!

    1. E’ quello che mi ripeto ogni giorno, quella speranza a cui mi aggrappo nei momenti di sconforto… ma proprio non e’ facile dopo cosi’ tanto tempo!

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