San Maurizio al Monastero Maggiore, la “Cappella Sistina di Milano”

Durante il mio ultimo rientro a Milano ho finalmente avuto il piacere di visitare una delle tappe di una Milano insolita tutta da (ri)scoprire. In pieno centro città, in Corso Magenta, dietro l’anonima facciata di pietra grigia di quella che potrebbe essere una chiesa qualsiasi, si trova invece uno dei tesori più belli di Milano. Sante, martiri, immagini di committenti popolano le pareti all’interno di illusionistiche finte architetture, senza lasciare uno spazio libero e creando quella che è considerata come la Cappella Sistina di Milano o della Lombardia. Aperta grazie ai volontari del Touring Club dal 2006, in questo decennio e mezzo sono passati di qui oltre 2 milioni e mezzo di visitatori. Eccoti tutto quello che devi sapere per visitare San Maurizio al Monastero Maggiore.

Storia e struttura della chiesa

San Maurizio era la chiesa dell’ex Monastero Maggiore, il più vasto e antico cenobio femminile benedettino di Milano (da cui deriva appunto il nome “Maggiore”). Il complesso si colloca sulle rovine del circo romano e, sebbene su questo luogo esistesse una prima chiesa monastica già associata a un monastero (risalente probabilmente al VIII-IX secolo), la chiesa attuale fu iniziata nel 1503 probabilmente a opera di Giovanni Dolcebuono (architetto coinvolto anche del cantiere del Duomo di Milano) e la decorazione pittorica, realizzata in più fasi nel corso del ‘500, rappresenta la più completa testimonianza di pittura cinquecentesca conservata a Milano. 

L’edificio venne consacrato il 4 maggio 1519 e la chiesa non era destinata solo alla cittadinanza ma anche per le monache di clausura, che però non potevano entrare in contatto con il pubblico. Ecco allora la singolare divisione della chiesa in due metà: quella più piccola verso la strada – destinata ai fedeli – è separata da un tramezzo dal cosiddetto Coro delle Monache, riservato alle sole religiose che sentivano Messa dall’interno della chiesa e comunicavano grazie a una grata posta sul tramezzo stesso. Essendo monache di clausura non era loro permesso oltrepassare la parete divisoria per nessun motivo; la porta tra le due metà, attraverso le Cappelle di San Giovanni Battista e della Deposizione, fu aperta solo nell’800 quando il Convento venne chiuso. Per permettere alle monache di assistere alla messa officiata nella parte pubblica attraverso la grata posta sopra l’altare – che un tempo occupava tutta la parete, ma che fu poi ristretta su volere di Carlo Borromeo per rendere il regime claustrale ancora più rigido -, il livello del pavimento nella parte conventuale è più alto di circa mezzo metro rispetto all’aula pubblica.

Ma lo spettacolo è dato soprattutto dalla decorazione. Alle pareti e sul soffitto, è un tripudio di dipinti, stucchi, affreschi di scuola leonardesca che ricoprono ogni centimetro di spazio disponibile, sia nella parte pubblica sia nel Coro delle Monache, che fu in realtà la prima parte a essere affrescata. Il genius loci è Bernardino Luini, che vi operò con la sua scuola dal 1522 al 1529, ritraendo storie di santi, parabole, episodi della vita di Cristo e biblici. Altri artisti che lavorarono a questa chiesa furono Boltraffio allievo di Leonardo, Vincenzo Foppa, dai fratelli Campi e da Simone Peterzano, maestro di Caravaggio. La chiesa presenta una straordinaria espressione della pittura rinascimentale lombarda in perfetto stato di conservazione, tanto che il ciclo di affreschi è stato definito da Vittorio Sgarbi “la Cappella Sistina di Milano”.

Le monache del convento provenivano dalle più importanti famiglie cittadine, donando al monastero grandi ricchezze che hanno permesso una decorazione così complessa e preziosa. In particolare, tra i principali committenti si individuano Ippolita Sforza e il marito Alessandro Bentivoglio, figura importante nella politica milanese del tempo. Quattro figlie della coppia vissero nel convento e la quinta figlia Bianca divenne badessa del monastero nel 1522 per sei volte con il nome di suor Alessandra. I due eleganti donatori, oltre che la badessa Alessandra, sono ritratti inginocchiati e circondati da santi nelle lunette del tramezzo nell’aula dei fedeli. 

Degni di particolare nota sono soprattutto gli affreschi sul tramezzo, tra cui il martirio di San Maurizio e San Sigismondo che offre a San Maurizio il modello della chiesa. Ma anche altre scene piuttosto originali, come la figura di spalle che sembra guardare altrove, nella parte pubblica della chiesa, e il grande affresco dell’arca di Noè – con tanto di unicorni! – nel Coro delle Monache. Pare che gli affreschi paesaggistici dovessero aiutare le monache nella meditazione, mentre quelli raffiguranti le scene della passione di Cristo dovessero aiutarle invece nella preghiera. Ma i particolari da scoprire sono quasi infiniti e consiglio di prendersi il proprio tempo per ammirare tutti i bellissimi affreschi della chiesa.

Nella zona riservata alle monache si può vedere uno straordinario organo, ricostruzione storica dell’originale del 1554, opera di Gian Giacomo Antegnati, con ante dipinte a tempera da Francesco Medici da Seregno. Si tratta di uno strumento a trasmissione meccanica costituito da 50 note ed una pedaliera di 20, costantemente unita alla tastiera.  L’organo ha subìto importanti modificazioni nel XIX secolo, per essere adeguato al mutato gusto musicale, ed è stato riportato verso i caratteri sonori originari da un restauro effettuato nel 1982, e funziona ancora perfettamente. 

In questa parte si trova anche la porta che conduceva le monache alla torre campanaria.

Visitare San Maurizio al Monastero Maggiore

Con la soppressione degli ordini monastici nel 1798 e l’apertura delle vie Ansperto a partire dal 1865 e Luini nel 1867, la chiesa fu in qualche modo separata dalle strutture del Monastero, nel frattempo adibito prima a caserma, scuola, ufficio di polizia e ospedale militare, per poi diventare sede del Museo Archeologico di Milano a partire dal 1964-65, che ospita il Chiostro del Monastero e, nel giardino, le due torri quadrangolari (usata come campanile della chiesa fino alla soppressione del monastero) e poligonali, di epoca romana, inserite nelle antiche mura di Massimiano – sempre di epoca romana alcuni resti del Circo Mediolanense, visibili all’angolo tra via Brisa e Via Luini.

La chiesa ha subito numerosi restauri nel corso degli anni, i primi a metà anni ’80 e poi nei primi 15 anni del 2000 grazie all’intervento della Banca Popolare di Milano.

Piccola curiosità: la cappella Besozzi, la seconda sulla destra e forse la più interessante dell’intera chiesa, rappresenta scene del martirio di S. Caterina d’Alessandria realizzate da Bernardino Luini su commissione del notaio Besozzi. Secondo Matteo Bandello, novelliere dell’epoca, nella scena della decapitazione il volto della santa raffigurerebbe la Contessa di Challant che, accusata di essere la mandante dell’uccisione dell’amante, fu giustiziata in questo modo nel 1526 al Castello Sforzesco. Un ricordo indelebile del pettegolezzo più famoso del ‘500 a Milano! 

Da visitare nei dintorni

San Maurizio si trova nel cuore del centro storico di Milano, con moltissime attrazioni a poca distanza. Queste le principali in ordine di vicinanza.

Il convento adiacente alla Chiesa ospita la sede del Museo Archeologico di Milano. Il monastero è sorto all’interno di un’area grande rilevanza storica, per la presenza di antichi resti, riferibili al periodo romano che furono inglobati nella struttura monastica, consentendone la conservazione fino ai giorni nostri. Una torre quadrata, parte del circo romano, fu riutilizzata come campanile della chiesa, mentre una seconda torre, di forma poligonale, collegata alle mura della città romana, fu riutilizzata come cappella. Nelle vicinanze inoltre, sorgevano i resti dell’antico palazzo imperiale. Durante la costruzione del Museo Archeologico tra 1959 e il 1961, gli sbancamenti condotti sotto il controllo della Soprintendenza alle Antichità della Lombardia, fecero poi emergere i resti di una domus romana. I resti archeologici sono oggi visibili all’interno del Museo Archeologico. 

A 400 metri da San Maurizio si trova la Basilica di Sant’Ambrogio e da qui si arriva velocemente anche al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia. Una delle chiese più significative di Milano, anche perché dedicata al patrono della città, la Basilica di Sant’Ambrogio fu inizialmente consacrata nel 387 ma ricostruita nel XI secolo nello stile romanico lombardo di cui diventò il modello compositivo. Nella cripta della basilica sono esposti gli scheletri di Sant’Ambrogio, San Gervasio e San Protasio vestiti con i loro abiti migliori.

Una breve ma bellissima passeggiata da San Maurizio vi porterà al Castello Sforzesco ma anche al Duomo di Milano, che non hanno bisogno di nessuna presentazione.

La Pinacoteca Ambrosiana di Milano è a soli 600 metri ed è uno dei migliori musei di Milano. Tra le opere esposte si trovano i capolavori di Leonardo da Vinci, Botticelli, Bramantino, Tiziano, Caravaggio e Bruegel il Vecchio. Parte della Pinacoteca è la Biblioteca Ambrosiana, una delle prime ad essere aperte al pubblico, e attualmente conserva più di 750.000 volumi ed oltre 35.000 manoscritti.

Infine, proseguendo lungo Corso Magenta potete arrivare a Santa Maria delle Grazie, dove si trova L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci. Realizzata tra il 1495 e il 1496 nel refettorio del convento dei domenicani di Santa Maria delle Grazie, è una delle opere più famose del mondo ed è patrimonio UNESCO. Per poter vedere quest’opera è obbligatorio prenotare la visita con ampio anticipo qui. Già che siete qui, non perdetevi, soprattutto in primavera, il “Chiostro delle rane”, il piccolo chiostro che si trova sul retro della chiesa. 

Come raggiungere San Maurizio al Monastero Maggiore

Essendo la chiesa in pieno centro storico, la soluzione più pratica è raggiungerla con i mezzi pubblici perché il centro storico è area C (Zona a Traffico Limitato) con un accesso ristretto ai veicoli. Per accedere a quest’area con un veicolo si deve pagare una tariffa acquistando un ticket speciale di ingresso di 5 euro. Le limitazioni al traffico sono attive solo nei giorni feriali dalle 7.30 alle 19.30, con l’eccezione di giovedì che finisce alle 18.30. Nei giorni festivi e weekend, l’area è aperta e non servono ticket.

Se arrivi in metropolitana, le stazioni più vicine sono Cairoli e Cadorna, sulla linea M1 e M3. Le stazioni si trovano rispettivamente a 7 e 5 minuti di distanza a piedi.

Per chi arriva in tram, le linee 16 e 19 hanno la fermata a pochi metri di distanza su Corso Magenta.

Se scegli l’autobus, le linee 50, 58 e 94 ti lasceranno relativamente vicino alla chiesa.

Infine, se arrivi in treno, la stazione F.S. Cadorna è la più vicina.

Visitare San Maurizio al Monastero Maggiore

Info pratiche:

È possibile visitare San Maurizio al Monastero Maggiore da mercoledì a domenica, dalle ore 10:00 alle 17.30, con ultimo ingresso alle 17.00.

L’ingresso è libero senza prenotazione. In caso di sovraffollamento sarà necessario attendere qualche minuto prima di poter accedere alla chiesa. La gestione dei flussi dei visitatori è gestita dai volontari del Touring Club Italiano. La prenotazione è invece obbligatoria per i gruppi; qui tutte le info.

I visitatori con disabilità motoria possono accedere solo all’aula delle Monache raggiungibile attraverso il Museo Archeologico.

Non sono presenti servizi igienici e non è ammesso l’ingresso agli animali, anche di piccola taglia. 

14 thoughts on “San Maurizio al Monastero Maggiore, la “Cappella Sistina di Milano”

  1. Ma sai che non avevo idea della sua esistenza? Eppure abito a 20 minuti di auto da Milano! Non c’è niente da fare, Milano ogni volta è una scoperta e questa chiesa lo dimostra! Mi intrigano molto i suoi affreschi e la sua storia, dunque è proprio il caso di visitarla!

    1. Non mi sorprende, non penso che nessuno della mia famiglia e amici che sono di e abitano a Milano ci sia mai stato!

  2. Questo articolo capita proprio a fagiolo! Devo fare una tappa a Milano e stavo cercando qualcosa da fare in città in meno di 24 ore. Credo proprio che farò una vista a questo monastero..

    1. Perfetto! La chiesa è proprio in centro quindi riuscirai benissimo a includerla in un itinerario di un giorno!

  3. Amo Milano e proprio di recente, prima delle vacanze estive, ho fatto un tour insolito alla scoperta delle bellezze cittadine. Tuttavia mi sono inspiegabilmente persa questa chiesa, i cui interni sono assolutamente splendidi.

    1. Pensa che io ho vissuto oltre 20 anni a Milano senza conoscere questo piccolo gioiello! Ora puoi segnartelo per la prossima visita!

  4. Che bello il tuo articolo! Pensa che da milanese ho scoperto San Maurizio al Monastero Maggiore solo pochi anni fa entrando quasi per caso dopo aver visitato Santa Maria delle Grazie. Sono rimasta affascinata dalla bellezza degli affreschi e dopo aver letto il tuo post credo che tornerò a guardarli con maggiore attenzione

    1. E io da milanese ho scoperto questa bellezza solo leggendo il post di un’altra blogger in visita a Milano! E’ proprio vero che non si conosce mai abbastanza la propria città!

  5. Conosco pochissimo Milano, ma ogni tanto mi imbatto in un articolo come il tuo che parla di qualche meraviglia ospitata da questa città e mi viene voglia di approfondire la mia conoscenza. Grazie per le info su questo posto bellissimo!

  6. Pensa che io ho scoperto questa perla anni dopo essermi trasferita a Milano (ma tipo 4!), quando ci sono entrata non ci potevo credere, considerando che è davvero vicina a Cadorna dove mi capitava di passare spessissimo. Dopo la visita, per unire l’utile al dilettevole, consiglio un bell’aperitivo al bar Magenta 🙂

    1. E io da milanese ho scoperto questo gioiello solo qualche anno fa! Valorizziamo la nostra città sempre molto poco purtroppo. Hai ragione, un aperitivo in zona Corso Magenta ci sta tutto!

  7. Ogni volta che leggo un articolo su Milano mi rendo conto di quanto poco io conosca questa città. E la cosa è resa ancora più grave dal fatto che vivo a due ore di distanza!
    Non avevo mai sentito parlare di San Maurizio al Monastero Maggiore e sicuramente è una tappa da non perdere.

    1. Le zone vicine sono spesso quelle che conosciamo di meno! Io ad esempio conosco molto poco le regioni intorno alla Lombardia!

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