In Australia di passaggio o per restare?

Quando sono arrivata ad Adelaide per il mio semestre di scambio nel 2009 non mi sentivo come gli altri studenti stranieri: ero già stata in Australia e conoscevo la città, avevo un fidanzato e la sua famiglia come rocce su cui appoggiarmi, e, soprattutto, non avevo nessun interesse a bruciarmi le tappe come facevano tutti gli altri studenti stranieri che avevano i giorni contati Down Under. Quando mi sono trasferita definitivamente in Australia nel 2011, non mi sentivo ugualmente come tutti gli altri italiani che come me sbarcavano sul suolo australiano ogni giorno, e a oggi, mi sento ancora profondamente diversa dalla maggior parte degli altri expat – soprattutto italiani – che negli anni ho conosciuto. Continue reading “In Australia di passaggio o per restare?”

Tornerò mai a Milano?

Vivi in Australia ormai da 5 anni, sei diventata cittadina australiana, hai sposato un australiano, hai comprato casa in Australia, stai cercando di avviare una carriera in Australia… e c’è ancora chi ti chiede quando tornerai a Milano?!? Forse è nella natura umana credere solo quello che vogliamo credere, vedere solo quello che vogliamo vedere e sperare che gli altri facciano quello che vorremmo che facessero. Ma quanto è realistico pensare che un giorno più o meno lontano tornerò di nuovo a Milano in pianta stabile? Continue reading “Tornerò mai a Milano?”

L’integrazione di un espatriato in Australia

Ricordo un momento particolare durante il mio anno in America in cui venni presa dallo sconforto perchè non mi sentivo integrata a pieno nella realtà che mi circondava. Mi mancavano le mie amiche di sempre che avevo lasciato in Italia e mi sembrava che la barriera culturale fosse invalicabile. Allora, in preda alla tristezza, chiamai il mio Big Brother – che aveva fatto la stessa esperienza 3 anni prima – e gli chiesi quali fosse stato il suo segreto per integrarsi così bene nella nuova comunità. Continue reading “L’integrazione di un espatriato in Australia”

Espatrio in Australia: lo rifarei?

È un periodo un po’ strano questo. Mi sento un po’ giù e demoralizzata per alcune cose, quando dovrei invece godere di altre. Mi sembra che tutto sia ampliato, grande e devastante. Mi sembra che nessuno abbia tempo per me, anche se mi rendo conto di quanto questo sia ingiusto. Soprattutto nei giorni immediatamente prima e dopo la nascita della mia nipotina, mi sono sentita così maledettamente lontana da tutto e tutti. Avrei voluto saltare sul primo aereo (possibilmente pagato da qualcun altro) e correre in Italia ad abbracciare Baby Di. E invece ero bloccata qui, a 24 ore di distanza dai miei cari, impossibilitata a vivere questo momento così importante con la mia famiglia. Continue reading “Espatrio in Australia: lo rifarei?”

5 motivi per lasciare l’Australia

Settimana scorsa vi avevo raccontato i 5 motivi per scegliere l’Australia come meta di un espatrio o per lo meno di un soggiorno all’estero. E’ stato decisamente più difficile trovare 5 motivi validi per lasciare l’Australia, e francamente ho dovuto chiedere l’aiuto del pubblico… Visto che sono ancora qui, evidentemente 5 buoni motivi per lasciare questo paese non li ho, e allora ho chiesto ai miei connazionali nei vari gruppi facebook sparsi in Australia quali sono i motivi per cui lascerebbero l’Australia. Vi risparmio chi mi ha risposto il bidet e il caffè al bar – anche se oguno ha le sue priorità – e vi illustro i 5 motivi per cui secondo me e secondo il pubblico a casa si potrebbe prendere in considerazione l’idea di lasciare l’Australia. Continue reading “5 motivi per lasciare l’Australia”

Mancata integrazione

Dylan è ormai in Italia da un paio di mesi, ha cominciato il liceo e sta frequentando un corso di italiano messogli a disposizione da Intercultura. Ha ormai conosciuto buona parte della mia famiglia e si è ambientato in casa come non avesse mai vissuto altrove. Sicuramente per lui, così come per mia mamma e Little B, l’impatto culturale al suo arrivo è stato significativo, soprattutto considerando che Dylan non parla né l’italiano né l’inglese: la comunicazione è quindi molto difficile, le incomprensioni sono all’ordine del giorno, e i progressi sono molto lenti. Non c’è niente di strano o anomalo in tutto questo, anzi, è un processo molto comune soprattutto per gli studenti che non conoscono già la lingua del posto e che vengono da una cultura nettamente diversa. Questi studenti in particolare sono come bambini piccoli a cui bisogna letteralmente far vedere e spiegare tutto nei minimi dettagli. Non li si può lasciare soli un attimo, né si può fare affidamento su di loro, perché ancora non camminano sulle loro gambe. Nonostante non sia inusuale tutto ciò per uno studente straniero, per la famiglia ospitante tutto questo può diventare logorante e stancante. Continue reading “Mancata integrazione”