Il Cimitero Monumentale di Milano

Forse visitare un cimitero non è il modo più divertente di passare un pomeriggio per la maggior parte di voi e sicuramente l’itinerario classico per visitare Milano in un giorno non lo include, ma quando il cimitero in questione è il Cimitero Monumentale di Milano, vi assicuro che una visita vale la pena. Il Cimitero Monumentale è per sua stessa natura il luogo dove, ospitando le spoglie dei cittadini, se ne custodiscono, onorano e tramandano la memoria, i ricordi, le azioni. Per l’altissimo valore artistico delle sculture e delle architetture presenti al suo interno, il Cimitero Monumentale di Milano è tra i più importanti d’Italia e d’Europa a livello culturale. Un vero e proprio museo “a cielo aperto”.

L’opera di Carlo Maciachini  incorpora diversi suggerimenti stilistici secondo il gusto eclettico dell’epoca, associando forme del gotico con il romanico lombardo e pisano e con inserti bizantineggianti. Nelle sculture e nelle architetture del Monumentale si possono ripercorrere le vicende della città e gran parte della sua storia artistica, dal realismo ed eclettismo di fine Ottocento, al liberty e simbolismo di inizio Novecento, dagli anni Trenta all’epoca contemporanea, come in un vero straordinario “Museo a Cielo Aperto” dove sono rappresentati i maggiori artisti italiani.

Storia del Monumentale: il Progetto Maciachini

Nel 1837 nasceva l’idea di istituire a Milano un unico grande cimitero per sostituire i sei  insalubri camposanti sparsi nella periferia della città. Fu così che nel 1860 il nuovo Municipio bandiva un concorso per la costruzione del nuovo Cimitero Monumentale e il progetto migliore fu quello di Carlo Maciachini, che offriva uno stile eclettico con richiami bizantini, gotici e romanici. Il 2 novembre 1866 il Cimitero, seppure ancora incompleto nelle parti architettoniche, fu inaugurato con una cerimonia solenne e la benedizione di rito. Nello stesso giorno avvenne anche la prima tumulazione del cimitero. Nel 1870 si completava il recinto in muratura, nel 1873 l’Ossario centrale, allora con soprastante cappella cattolica e nel 1887 il Famedio che suggellava con la sua imponente presenza sul piazzale di ingresso una prima e decisiva conclusione dell’opera. Da allora il Monumentale si è andato via via arricchendo di un gran numero di opere d’arte funeraria di genere classico e contemporaneo, come templi greci, elaborati obelischi e altri lavori originali, tra cui la versione ridotta della Colonna Traiana. Ben presto il cimitero monumentale divenne un cimitero d’élite, in quanto la sepoltura al suo interno era garantita a personaggi illustri che avessero dato lustro alla città meneghina. Nel corso degli anni il Monumentale è stato più volte ampliato fino a raggiungere la superficie attuale di circa 250.000 metri quadrati.

Cimitero Monumentale di Milano

Architettura del Monumentale di Milano

Il piazzale del Cimitero si estende su un’area di circa 5.000 mq. L’intera struttura cimiteriale si articola in modo ortogonale e simmetrico rispetto alla forma centrale del cortile d’ingresso. Dall’edificio centrale – il Famedio – partono dei porticati simmetrici chiamati Gallerie: queste collegano il Fameio alle Edicole. Il Cimitero è percorso in tutta la sua lunghezza da un viale centrale che lo suddivide in due parti simmetriche e che, inframezzato dall’edificio dell’Ossario e dalla Necropoli, si conclude nel Tempio Crematorio. Il Cimitero è stato pensato per dare un servizio alla cittadinanza, dove il culto religioso dei defunti si intreccia alla valenza civile. A questo proposito il cimitero è composto da 3 aree distinte: la centrale e più vasta che è dedicata ai defunti cattolici, quella a sinistra degli acattolici e quella a destra che è il cosiddetto “riparto degli Israeliti”.

Il Famedio

Al centro del prospetto frontale del cimitero affacciato sul piazzale di ingresso domina il Famedio, o “Tempio della Fama”. Originariamente progettato da Maciachini con la funzione specifica di cappella cattolica, l’edificio tra il 1869 e il 1870 viene destinato a luogo di sepoltura, celebrazione e ricordo dei milanesi di origine o di adozione che attraverso opere e azioni hanno reso illustre la città e l’Italia. Viene così a concretizzarsi l’idea di allestire un grande Pantheon ambrosiano, già viva in età napoleonica e prefigurata dalla serie di monumenti commemorativi ai cittadini celebri innalzati nel cortile e negli spazi interni del Palazzo di Brera, per eccellenza il luogo del sapere della Milano ottocentesca. L’imponente edificio è riccamente decorato con fasce marmoree, realizzate con Pietra Simona della Val Camonica e Pietra di Sarnico e con inserti in Pietra di Viggiù; i colonnati d’accesso alle gallerie laterali sono realizzati in granito bianco e rosa di Baveno. Alle forme tipiche dell’eclettismo neo-medioevale di Maciachini che contraddistinguono l’esterno del Famedio e che trovano il suo elemento distintivo nel grande rosone goticheggiante sovrastante l’ingresso centrale, all’interno contrastano decorazioni estremamente ricche e dai colori vivaci. In particolare, il blu acceso della cupola del Famedio contrasta in maniera spettacolare con il bianco del marmo delle pareti!

Necropoli

Secondo l’antica denominazione greca, la Necropoli identifica la “città dei morti”. Con questo nome si individua la zona ai lati e sul retro dell’Ossario Centrale destinata prevalentemente alle “cappelle di famiglia”. Un’area prestigiosa, dove le famiglie più agiate ambivano erigere le proprie edicole. Si susseguono quindi, una a fianco dell’altra, le edicole dei Turati, dei Borghi, dei Frua De Angeli, dei Bruni (tutti industriali tessili), degli editori Sonzogno degli industriali Borletti, Bernocchi e  Conti, dei Campari, Falck e Bocconi, per non citare che i nomi di alcune tra le famiglie più significative. La Necropoli è popolata da numerose architetture che ne fanno un “paesaggio costruito” di notevole interesse; gli stili architettonici si susseguono con una spiccata varietà, accostando ornati, materiali e strutture che attingono ai diversi momenti della storia e dell’arte, così da diventare quasi un campionario dell’inventiva eclettica tra Otto e Novecento. Come è prevedibile, mantenere le edicole e i mausolei in buono stato è estremamente oneroso, e talvolta le famiglie con passare del tempo non sono in grado di far fronte ai vari costi di mantenimento o restauro. In questo caso, o nel caso in cui il Comune non riesca a rintracciare i discendenti entro la quarta generazione, questo ne diventa proprietario e può rimetterla in vendita o trasformarla in Civico Mausoleo.

Riparto Acattolici

Fin dalle fasi progettuali, Carlo Maciachini incluse nel Cimitero Monumentale due riparti dedicati a defunti appartenenti a confessioni religiose diverse da quella cattolica: a ponente i cosiddetti Acattolici (protestanti, greco-ortodossi, armeni), a levante gli Israeliti. Entrambi gli spazi concludono simmetricamente il lato sud del Cimitero, inserendosi tra le ali rientranti del complesso delle Gallerie e sono dotati di ingressi autonomi. Al centro del Riparto Acattolici, diviso in campi, l’edicola Keller, edificata dallo stesso Maciachini con la collaborazione dello scultore Giosuè Argenti e del pittore Luigi Cavenaghi, dedicata al principale promotore della cremazione a Milano, Alberto Keller. Tra le sepolture più antiche spiccano in particolare quelle degli esponenti di alcune famiglie di origine svizzera o tedesca impegnati nell’industria della seta e nell’alta finanza, come i Mylius e i Vonwiller, nella produzione di ceramiche come i Richard, o di orologi come gli Eberhard. Non mancano esponenti del mondo dell’editoria come Ulrico Hoepli il cui monumento si deve ad Adolfo Wildt. Nel tempo il Riparto ha accolto anche le salme di persone che non professano alcuna confessione religiosa, spesso afferenti all’arte e alla cultura, per esempio lo scultore Medardo Rosso.

Riparto Israeliti

Il Riparto venne aperto nel 1872 andando a sostituire e dismettere gli esistenti tre cimiteri israeliti di Milano. All’interno si trova una sinagoga oggi destinata alle celebrazioni della Comunità Israelitica di Milano. Il Riparto è separato dal resto del cimitero da un muro che ospita colombari di varia datazione e spesso di notevole interesse storico e iconografico, mentre nell’area settentrionale dello spazio si concentrano le edicole e i monumenti più antichi e dalle dimensioni monumentali. Spiccano tra le altre sepolture, le edicole di alcuni personaggi e famiglie protagoniste di primo piano della società milanese sia per la rilevanza in campo imprenditoriale e commerciale, sia che per quella nei settori della cultura e della filantropia, come i banchieri Pisa, Vitali e Finzi e l’editore Giuseppe Treves, ma anche Giuseppe Levi, fondatore degli omonimi Ricoveri Notturni e Nina Sullam Rignano, pioniera dell’assistenza sociale e del femminismo italiano. In questo Riparto si trovano anche nomi e cenotafi di persone citate alla memoria in quanto uccise dai nazisti, anche in seguito a deportazione nei campi di concentramento. Se passeggiate per il campo israelita, fate attenzione ai sassolini lasciati sopra le tombe: è infatti usanza ebraica lasciare un sassolino sopra la tomba del proprio caro quando si fa visita.

Cimitero Monumentale di Milano

Ossario centrale

Progettato da Carlo Maciachini e ultimato nel 1873, l’Ossario Centrale è il centro prospettico dell’asse visivo tra il Famedio e il Tempio Crematorio. Originariamente destinato a cappella cattolica nella sua parte superiore, nella parte inferiore ospita le celle più antiche ed è sovrastata da una terrazza che attornia l’ex cappella riconvertita a ossario. L’esterno bianco e rosso riprende la bicromia caratteristica del progetto Maciachini per il Cimitero Monumentale. La terrazza, da cui in origine si poteva assistere alle funzioni religiose, ha pareti rivestite di lapidi e iscrizioni in ricordo di cittadini sepolti in altri precedenti cimiteri; tra esse si segnala sul lato esterno, in basso, la lapide di Carlo Mozart, ultimogenito del grande musicista Wolfgang Amadeus Mozart e funzionario amministrativo a Milano durante il governo asburgico.

Tempio crematorio

Voluto e finanziato da Alberto Keller, noto industriale e commerciante nel settore della seta, per promuovere a “fini igienici e filantropici” la pratica della cremazione. In aperto contrasto con il dogma cattolico della “resurrezione della carne”, la sua introduzione all’interno del Monumentale fu considerata  come un segno di maturità e civiltà, riuscendo a conciliare la novità della scienza con le tradizioni più antiche. Nel 1876 a due anni dalla morte di Alberto Keller, il Tempio Crematorio fu inaugurato con una solenne cerimonia per la cremazione delle spoglie del defunto-donatore. Di fatto, Milano fu la prima in Italia e tra le prime in Europa ad adottare la pratica crematoria, diventando quindi un modello, presto imitato da altre città ed altri paesi. La struttura fu poi ampliata nel 1896, aggiungendo verso il retro una nuova sala con quattro forni entro appositi comparti, stanze di servizio e ulteriori spazi per contenere i ricordi funebri.

Cimitero Monumentale di Milano

Personaggi illustri del Monumentale di Milano

Insieme alle cappelle delle grandi famiglie, della cultura e dell’imprenditoria milanese, ci sono molti personaggi illustri che hanno legato il loro nome alla storia politica e civile di Milano e dell’Italia. Questi si trovano soprattutto nel Famedio, al quale ci può accedere se si appartiene alle tre categorie di cittadini considerati degni di passare alla storia: gli “illustri” per meriti letterari, artistici, scientifici o atti insigni, i “benemeriti” che per virtù proprie hanno recato benefici e fama alla città e i “distinti nella storia patria” che hanno contribuito all’evoluzione nazionale. Nel Famedio sono ospitati i resti di soli sette personaggi: al centro, in un sarcogafo disegnato dallo stesso Maciachini, riposa Alessandro Manzoni, il primo ad essere traslato nel Famedio, nel 1883, a dieci anni dalla sua morte. Negli altri due sarcofaghi presenti nella grande sala si trovano Carlo Cattaneo e Luca Beltrami; mentre quattro colombari di fascia a lato ponente custodiscono i resti di Salvatore Quasimodo, Carlo Forlanini, Bruno Munari e Leo Valiani. Ogni anno, con una cerimonia che avviene il 2 novembre, su decisione del Consiglio Comunale vengono inseriti altri nomi nelle pareti del Famedio, tra cui anche personaggi che non sono sepolti qui ma che hanno fatto la storia di Milano o hanno dei meriti artistici come Ugo Foscolo, Cavour, Montale, De Chirico, Fontana, Boccioni e molti altri. Il 2 novembre 2021 Carla Fracci ha avuto l’onore di essere la prima donna tumulata al Famedio. Nella cripta del Famedio, cui si accede dai portici di ingresso al cimitero, s’incontrano alcuni personaggi che godono tuttora di grande notorietà: Aldo Aniasi, Guido Crepax, Dario Fo e Franca Rame, Ambrogio Fogar, Giorgio Gaber, Paolo Grassi, Enzo Jannacci, Duilio Loi, Alda Merini, Giovanni Raboni.

Per quanto riguarda le edicole, tra tutti i capolavori e i monumenti del cimitero quelle che sicuramente meritano di essere visitate sono l’edicola della famiglia Campari – in cui compare una versione dell’Ultima Cena interamente in bronzo, realizzata dallo scultore Giannino Castiglioni nel 1935 dove le figure sono addirittura più grandi rispetto alle figure umane (così come il gigante calice di vino in onore dell’attività industriale della famiglia) –, quella della Famiglia Bernocchi – sovrastata da un cono interamente in marmo in cui 110 statue raffigurano la Via Crucis –, e quella della famiglia Toscanini – voluta dal grande compositore per far riposare il proprio figlioletto morto a soli 5 anni, e sul cui fronte è raffigurata una nave, simbolo dell’imbarcazione che ha riportato in Italia la salma del figlioletto del musicista morto a Buenos Aires – e quella della famiglia Bocconi – situata in posizione di grande prestigio, presenta un’imponente architettura in granito bianco di Montorfano, culminante in un baldacchino alto 20 metri di altezza; al di sotto si trova un gruppo scultoreo di marmo di Carrara rappresentante una Crocifissione con Angeli e figure allegoriche rappresentanti Maternità, Dolore, Speranza, Rassegnazione e Religione.

Visitare il Monumentale di Milano

Il Cimitero Monumentale è nato come cimitero aperto a tutti i milanesi “a tutte le forme e tutte le fortune”, ma è chiara fin dall’inizio la volontà municipale di farlo diventare “Monumento” della milanesità, luogo di memorie civiche e, come tale, dedicato non solo ai dolenti, ma ad un pubblico più ampio. È possibile visitare il cimitero Monumentale gratuitamente e in autonomia da martedì a domenica dalle 8 alle 18 (chiuso i lunedì non festivi): si può accedere al cimitero fino a 30 minuti dalla chiusura e dal martedì al venerdì viene celebrata la Santa Messa alle 11. L’apertura nei giorni giorni festivi va invece dalle 8 alle 13. In alternativa, potete visitare il cimitero tramite visita guidata e gratuita con i volontari del Servizio Civile. Sul sito del comune di Milano potete trovare le varie date: in genere sono organizzate il sabato e la domenica mentre possono essere richieste visite infrasettimanali per gruppi di minimo 5 persone, ovviamente a seconda della disponibilità. La visita guidata ha la durata di un’ora e mezza e il ritrovo è presso l’Infopoint del Monumentale, se potete evitate i tacchi perché la pavimentazione dei viali è in ghiaia (più per una questione di comodità che per altro).


Raccontare la memoria collettiva di una città è impresa impegnativa e sempre insidiosa: raccontare Milano, partendo dal Monumentale, si propone invece un percorso affascinante e ricco di tante sorprese. Per chi visita Milano per la prima volta, sicuramente ci sono itinerari più classici e attrazioni maggiormente conosciute da visitare. Ma se cercate una Milano più insolita, il Cimitero Monumentale di Milano non può mancare. Perché il Monumentale è molto di più di un camposanto: è un vero museo a cielo aperto e un luogo dove scoprire il passato di Milano.

26 thoughts on “Il Cimitero Monumentale di Milano

  1. I cimiteri conservano per l’eternità la memoria di chi siamo stati e cosa abbiamo fatto nel corso della nostra esistenza. Sono posti a cui approcciarsi con doveroso rispetto. E senza paura perché rendere onore alla memoria di chi c’è stato prima di noi è un segno di grande civiltà.

    1. Concordo in toto con te. Non ho mai avuto paura dei cimiteri, forse perché li ho sempre frequentati fin da piccola e anzi, trovo molto triste il pensiero che ci siano così tante tombe e cimiteri che invece non vengono mai visitati

  2. I cimiteri sono degli importantissimi custodi di storie e memorie. Non avevo mai sentito parlare del monumentale di Milano ma da come lo descrivi sembra davvero interessante.

    1. Hai proprio ragione. Il monumentale di Milano è tra i cimiteri più importanti in Europa e in Italia, anche considerando chi ci è seppellito

  3. Pur abitando a Milano ho visitato poche volte il Cimitero monumentale e molto frettolosamente.Mi riprometto di ” correre ai ripari” per avere un quadro obiettivo della grande ricchezza culturale della città.

    1. Purtroppo anche io non ci ho passato molto tempo, ma spero di poter rimediare la prossima volta tornandoci con più calma

  4. E pensare che a me Milano non piace perchè l’ho sempre ritenuta una città di facciata dove tutto è splendente e costruito per meravigliare. Mi devo ricredere. Sarà che i cimiteri monumentali mi hanno sempre affascinato e offerto quell’arricchimento emotivo che altruove fatico a trovare.

    1. Potrei farti vedere molte aree di Milamo che non sono splendenti! Il monumentale è molto autentico, ma spettacolare allo stesso tempo

  5. Un luogo decisamente insolito da visitare, ma mi incuriosisce molto. Non conoscendo Milano non sapevo che ci fosse un Cimitero Monumentale. Molto interessante!

    1. Non è proprio negli itinerari tipici della città, ma secondo me vale una visita se si ha un po’ di tempo extra. Soprattutto perché si trova in una zona stupenda da visitare, ovvero quella di Piazza Gae Aulenti

  6. Visitare il Cimitero Monumentale a Milano equivale ad una lezione di storia e una lezione di arte funeraria. Oltre a tombe di persone di grande importanza, ci sono monumenti di una bellezza incredibile, realizzati da grandi artisti. Una visita è consigliatissima! Bellissimo articolo!

    1. Hai proprio ragione, per gli amanti dell’arte e dell’architettura ci sono tesori dal valore inestimabile lì

  7. Mi affascinano molto i cimiteri sia per la storia che hanno sia per le persone illustri che si possono trovare. In Italia non ho mai pensato di visitarne un, però sia a Parigi che a Londra ne ho visto un paio. Decisamente una tappa più insolita ma di grande interesse da considerare a Milano.

    1. Avrei voluto visitare quello di Parigi ma non ne ho avuto tempo. Mi è piaciuto molto quello ebraico di Praga. Sicuramente i cimiteri sono luoghi dove scoprire la storia di un luogo e io li trovo molto interessanti!

  8. Ho vissuto tre anni a Milano, ma ammetto di non aver mai visitato il Cimitero Monumentale, anche se sapevo della sua maestosità!
    Beh, direi che è una buona scusa per tornare!

    1. Da milanese anche io ho visitato il Monumentale solo nella mia ultima visita in Italia. E’ la classica cosa che ho sempre rimandato!

  9. Ho letto con immenso piacere il tuo bellissimo e dettagliato articolo sul Monumentale. A me piacciono molto i cimiteri (in America ne ho visitati tantissimi), non mi mettono tristezza nè paura anzi sono un luogo dove l’arte e la memoria trovano la loro coniugazione. Visiterò preso anche io il Cimitero Monumentale di Milano e terrò i mente le tue descrizioni

    1. I cimiteri americani sono molto diversi, e molto meno visitati che quelli italiani. Anche in Australia sono luoghi dall’atmosfera diversa, meno tetra e cupa direi, e questa per me è una cosa molto bella

  10. Ho sempre avuto la fissa dei cimiteri, mi affascinano tantissimo. Per quelli monumentali ho una vera passione e ne ho visitati alcuni in giro per il mondo che sono una vera opera d’arte. Devo però confessare che questo, il Cimitero di Milano, non lo conoscevo neanche; a questo punto non mi resta che organizzarmi per venirlo a visitare!

    1. Li trovo luoghi pieni di storia, un vero testamento al passato della città. Qual’è il tuo preferito in giro per il mondo?

  11. Che sorpresa! In effetti non ci ho mai pensato a visitarlo ma dal tuo racconto mi sembra che ne valga assolutamente la pena, magari prendendo parte alle visite guidate che organizzano.

    1. Qui in Australia hanno un rapporto con i cimiteri molto più normale, sono considerati luoghi dove passare del tempo, passeggiare e anche divertirsi e non solo un luogo di sofferenza. In Monumentale di Milano poi non può essere considerato come un’opera d’arte e solo per questo merita una visita

  12. Di Milano ahimè ho visto solo la stazione, non sono mai riuscita a fermarmi per una visita approfondita. ma non nego che partirei proprio dal Cimitero Monumentale. Trovo che siano luoghi ricchi di fascino e architettura preziosa.

    1. Soprattutto se passi dalla Stazione Centrale, il Monumentale non è affatto lontano e lo puoi abbinare a una visita alla zona di Gae Aulenti.

  13. Non ricordavo che l’Ultima Cena fosse la tomba dei Campari! Adoro il cimitero monumentale e ci andavo persino a studiare quando studiavo al Politecnico a Milano. Lo trovo un luogo magico e denso di storia.

    1. Ma dai? Non avrei mai pensato di andare a studiare in un cimitero! Sicuramente non avresti avuto vicini rumorosi!

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