Un libro in valigia: “Diventare sorelle a Teheran” di Massimo Paradiso

Per molti leggere è una fuga dalla realtà, una distrazione dai problemi quotidiani; per altri la lettura è un viaggio complesso verso terre lontane, culture distanti e paesaggi sconosciuti. E poi c’è chi legge per capire, per approfondire, per migliorare la propria comprensione del mondo. Io ammetto umilmente di rientrare più nelle prime due categorie che nella terza, salvo quando proprio non sia un libro in particolare a inspirarmi. E con “Diventare sorelle a Teheran” di Massimo Paradiso è stato così.

In questo libro-denuncia, Massimo racconta un pezzo di Iran e di storia moderna, quella che ruota intorno alla controversa rielezione del giugno 2009 di Mahmud Ahmadinejad come presidente della Repubblica islamica d’Iran. In una notte afosa di quella stessa estate membri delle Guardie della rivoluzione, il temuto esercito dell’ayatollah, irrompono nella casa della giovane Azin e la arrestano. Unico motivo l’aver risposto all’sms di un’amica che la invitava a scendere in piazza e partecipare alle manifestazioni e partecipare alle manifestazioni dell’Onda verde, il movimento riformista che nell’estate 2009 accusa di brogli Ahmadinejad.

La lezione che mi venne impartita da mia madre, e che poi scoprii nella sua più squisita rappresentazione durante quegli intensi mesi del Movimento Verde, è che noi non dobbiamo per forza sentirci mogli, amanti o figlie di qualcuno per prendere delle decisioni, per pianificare la nostra vita.

Dopo terribili torture fisiche e psicologiche, Azin è condannata a due anni di reclusione nel carcere di Evin, il carcere di massima sicurezza di Teheran- un buco nero da cui molte persone non sono più tornate. Ed è qui che Azin conosce le sue compagne di cella, un gruppo di donne istruite e determinate, in carcere anche loro per con l’accusa di essere nemiche dello Stato. Insieme a loro scopre che la passione e le idee possono rendere liberi anche tra le pareti anguste e buie – per quanto illuminate dai neon 24 ore su 24 perché le detenute non riescano mai ad addormentarsi – di una prigione. È così che Azin, figlia unica, diventa sorella di tutte le donne iraniane che lottano per i loro diritti, dando vita a una“rivoluzione silenziosa fatta di educazione e pensiero, di amore e altruismo”.

Siamo noi stesse a decidere il nostro destino, senza incertezze né sensi di colpa, e a fare tesoro di quelle esperienze che passo dopo passo incontriamo lungo la strada della nostra vita, custodendole come tesori per educare noi stesse e altre donne all’amore, al rispetto e al credere nelle nostre sole capacità.

Questo libro è frutto di due mesi di interviste con 30 attiviste dell’Onda verde che hanno confidato a Paradiso i loro ricordi sulla prigionia: dal freddo dei corridoi del carcere di Evin, percorsi a occhi bendati, ai modi con cui le detenute comunicavano da cella a cella attraverso le pareti di cemento. Tra le donne simbolo della lotta al regime ci sono Mahdieh Golroo, studentessa liberata dal carcere di Evin dopo 30 mesi di prigionia e Nasrin Sotoudeh, giovane avvocato che da anni lotta per l’emancipazione femminile.

Massimo ha la sensibilità di affrontare questo argomento, così delicato, da uomo, da europeo, da persona libera, e di renderlo personale per ogni lettore. Massimo ha fatto uno splendido lavoro con questo libro e non lo dico soltanto perchè Massimo è uno dei ragazzi con cui condivisi, a mio tempo, il mio anno in America. Lo dico perchè lo penso davvero.

“Diventare sorelle a Teheran” di Massimo Paradiso è un libro forte, un libro emotivo, un libro coinvolgente. Un libro di paura, di speranza, di dolore, di solidarietà. Un libro che fa decisamente pensare. Dire che tutti, uomini e donne, adulti e ragazzi, dovrebbero leggere questo breve romanzo – sopratutto considerato il mondo in cui viviamo – è scontato per me. Ma voi leggetelo, e poi ditemi cosa ne pensate!


Questo libro partecipa al venerdì del libro!

2 thoughts on “Un libro in valigia: “Diventare sorelle a Teheran” di Massimo Paradiso

  1. …ammetto di essere anche io tra le prime due categorie ma ogni tanto capita di leggere qualche cosa di più impegnativo. Questo libro lo conosco di fama ma non l’ho ancora letto. Ne prendo nota.

    1. Ogni tanto fa bene leggere qualcosa di leggero, cosi come ogni tanto e’ importante cimentarsi con qualcosa di piu impegnativo! Se leggi il libro fammi sapere cosa ne pensi!

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