Guida a Norfolk Island

L’isola di Norfolk ondeggia nel Pacifico meridionale, baciata dagli alisei tropicali e da un’aria di ammutinamento. Ci sono un paio di voli di andata e ritorno a settimana dall’Australia e dalla Nuova Zelanda e, a parte questo, rimane praticamente per i fatti suoi. Norfolk Island è un paradiso tranquillo, spesso trascurato dagli stessi australiani ma indimenticabile una volta trovato.

Questo post vuole essere una guida pratica a Norfolk Island, con tutte le informazioni necessarie per pianificare il vostro primo viaggio sull’isola.

Norfolk Island: dove si trova?

Norfolk Island è un’isola sub-tropicale di origine vulcanica che si trova praticamente nel mezzo del nulla, ovvero nel cuore del Pacifico, a metà strada tra Australia e Nuova Zelanda. Giusto per darvi un’idea, si trova 1770 km da Sydney, 1448 km da Brisbane, 1126 km da Auckland e 804 km dall’isola di Noumea. L’isola è raggiungibile via mare tramite navi da crociera o via aerea: sono 2 ore e mezza da Sydney e Brisbane con Air New Zealand o 2 ore da Auckland con Air Chathams. L’isola è grande all’incirca 8 x 5 km e al suo centro si trova Burnt Pine: questa è non solo la principale cittadina dell’isola, ma anche l’unica e tutte le attività commerciali e servizi si trovano qui. Da qui è possibile raggiungere praticamente ogni punto dell’isola in soli 15 minuti di macchina. L’isola gode di un clima sub-tropicale costante durante tutto l’anno, così come acque tiepide (badate bene, per gli standard australiani, non mediterranei) in ogni stagione.

Un po’ di storia su Norfolk Island

L’isola di Norfolk è tutto ciò che resta di numerosi vulcani prodotti da un’imponente ondata di lava tre milioni di anni fa. Situata a metà strada tra la Nuova Caledonia e la Nuova Zelanda, per secoli Norfolk Island ha fornito il perfetto pit-stop per i grandi viaggi dei polinesiani, ma il primo insediamento stabile dell’isola avvenne solo con James Cook e gli inglesi nel 1774. L’idea era di utilizzare questa piccola isola come fonte di alberi e vele per la fiorente marina britannica. Di conseguenza, il capitano Arthur Phillip, comandante della prima flotta arrivata nel NSW, inviò un gruppo di ventidue uomini e donne sotto il comando del giovane tenente Phillip Gidley King per creare un insediamento sull’isola di Norfolk. Il compito di King era di mettere i quindici condannati sotto il suo comando a lavorare all’abbattimento dei pini dell’isola e alla preparazione del lino per la realizzazione delle vele. Ma King scoprì presto che i pini autoctoni, sebbene eccellenti per tutti i tipi di costruzione, non erano adatti agli alberi delle corazzate; e il lino era un mistero per i tessitori di lino irlandesi. Tuttavia, l’avamposto coloniale sopravvisse e prosperò, fornendo viveri all’insediamento penale di Port Jackson, nonostante naufragi, siccità e pestilenze di insetti. Successivamente divenne un sostanziale insediamento penale a sé stante, tuttavia, con la scoperta dei terreni fertili intorno ai fiumi Nepean, Hunter e Hawkesbury, il NSW non ebbe più bisogno di fare affidamento sui prodotti dell’isola di Norfolk e l’insediamento fu chiuso nel 1814.

Per altri 11 anni, l’isola di Norfolk tornò ad essere isolata, ma nel 1825 voci umane tornarono a riempire il silenzio dell’isola. Questa volta però i detenuti erano pesantemente incatenati e strettamente sorvegliati. Si trattava infatti dei peggiori delinquenti e recidivi di tutte le carceri del NSW e Tasmania, inviati a soffrire per i loro crimini nel peggior insediamento penale della colonia. Si sono messi al lavoro per ricostruire strade, ponti e magazzini distrutti e abbandonati oltre un decennio prima e tutto quello che oggi costituisce il patrimonio UNESCO di Kingston è il frutto del loro lavoro massacrante. Le punizioni in questo periodo erano frequenti e dure finché le condizioni sull’isola di Norfolk durante questo insediamento penale diventarono così insopportabilmente brutali e disumane che i rapporti inviati da ecclesiastici interessati e funzionari governativi alla fine portarono all’ordine di chiuderla alla fine del 1855.

Nel 1790, mentre i primi coloni britannici sull’isola di Norfolk stavano lottando per sopravvivere, gli ammutinati del Bounty (un’altra incredibile storia che meriterebbe di essere raccontata) stavano stabilendo la loro casa sull’isola di Pitcairn. Ma ora dell’inizio del 1800, la popolazione divenne troppo grande per il piccolo Pitcairn e la Regina Vittoria permise loro di insediarsi sull’isola di Norfolk. Furono queste persone profondamente religiose con la loro lingua e sistemi legali, educativi e governativi, che presero la residenza definitiva sull’isola nel 1856. I discendenti degli ammutinati e dei primi arrivi sull’isola costituiscono ancora oggi una larga maggioranza dei residenti sull’isola e ancora oggi hanno affascinanti storie da raccontare. Lo stile di vita di Norfolk fu cambiato in modo permanente nel 1942, quando fu costruita la pista di atterraggio alleata per rifornire di carburante gli aerei durante la campagna del Pacifico della seconda guerra mondiale. Dopo la guerra, la pista di atterraggio è stata trasformata in un aeroporto commerciale che ha inaugurato la nuova industria del turismo.

L’ultimo tassello della storia dell’isola è avvenuto nel 2015 quando, per salvare Norfolk Island dalla bancarotta, l’Australia ha assunto il governo dell’isola. Ciò significa che i residenti dell’isola sono ora tenuti a iscriversi per votare in una divisione della capitale australiana Canberra, a quasi 2000 km di distanza. La maggior parte dei residenti non è per nulla contento di questo, ma è ancora una storia in progress, perciò non mi dilungherò.

Norfolk Island: cosa fare?

Nonostante sia un’isola proprio piccolina, Norfolk Island offre tantissimo da fare e da vedere e pur con nove giorni a disposizione non siamo riusciti a fare tutto quello che avevo in lista. Seguirà un post molto più dettagliato su tutto quello che potete fare a Norfolk Island, ma questo è quello che assolutamente non potete perdervi.

1) Fate snorkeling, surf o nuotate

L’unica zona dove è possibile nuotare in sicurezza di tutta l’isola è Emily Bay che, grazie alla sua acqua turchese e poco profonda, protetta dalla barriera corallina all’entrata della baia, offre tutto quello che potete desiderare. Gli amanti del surf invece apprezzeranno la pittoresca Anson Bay, che i locali non considerano assolutamente sicura per nuotare, ma perfetta per gli amanti della tavola. E infine, specialmente per i più piccoli, non potete perdervi la splendida Bumboras Reserve, ufficialmente conosciuta come Creswell Bay, una spiaggia rocciosa isolata, popolare per la pesca e il nuoto nelle piscine naturali dove troverete una mini barriera corallina.

2) Esplorate il patrimonio UNESCO

Sono undici i siti che compongono gli insediamenti di detenuti australiani, dichiarati patrimonio mondiale dell’UNESCO. L’area è conosciuta come Kingston and Arthurs Vale Historic Area (KAVHA) ed è accessibile gratuitamente. Da non perdere il cimitero di Norfolk Island, fondato nel 1820, che ha ospitato le sepolture dal periodo del primo insediamento fino ai giorni nostri.

3) Ammirate l’isola dall’alto

I punti panoramici sull’isola non mancano di certo, ma tra questi la vista migliore la avrete dalla cima di Mount Pitt – da cui godrete di un panorama a 360° su tutta l’isola, perfetto per orientarsi o per ammirare sia l’alba che il tramonto, e da cui potrete facilmente raggiungere la vetta più alta dell’isola, Mount Bates -, il Captain Cook’s Lookout – sempre all’interno del National Park, che regala un’incredibile panorama sulla costa, le sue scogliere frastagliate e i tantissimi uccelli che popolano questa zona – e il Queen Elizabeth Lookout – che domina tutta la zona patrimonio UNESCO, il cimitero e il campo da golf.

4) Passeggiate per le foreste

Norfolk Island è piccola ma offre incredibili riserve, boschi e persino un parco nazionale in cui ammirare l’incredibile flora e fauna di questo angolo di terra. Da non perdere la Hundred Acres of Wood Reserve, la più grande foresta costiera di pini e querce bianche di Norfolk rimasta sull’isola dove vivono indisturbati molte specie di uccelli, tra cui il booby mascherati e la sterna bianca; i Botanical Gardens dove si trovano piante endemiche dell’isola di Norfolk con cinque diversi sentieri e la possibilità di ammirare da vicino il raro green parrot (uno degli uccelli più rari al mondo!); e ovviamente il Norfolk Island National Park, dove esplorare i paesaggi mozzafiato e la ricca diversità di uccelli e piante, tra cui le felci arboree più alte della terra.

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5) Fate un bagno di arte e storia

Per un luogo piccolo come Norfolk Island, c’è molto da fare dal punto di vista culturale sull’isola. Un’incredibile miscela di storia, arte e cultura è racchiusa nello straordinario e straordinariamente dettagliato dipinto a 360° – il Cyclorama – che rappresenta i punti chiave della storia dell’isola. Ma Norfolk Island offre anche diversi piccoli musei nella zona di Kingston, ognuno concentrato su un particolare aspetto della storia dell’isola.

6) Scoprire Philip Island

Conosciuta come l’Uluru del Pacifico meridionale, si trova a sei chilometri a sud dell’isola di Norfolk, con una forma e un colore distintivi visibili da quasi tutti i punti dell’isola. Durante il periodo di colonia penale, l’isola era piena di animali selvatici usati per sport e cibo, che piano piano degradarono l’ambiente. Oggi riabilitato dopo un programma di eradicazione, è un paradiso per piante rare, uccelli marini e almeno cinque rettili e invertebrati che non si trovano da nessun’altra parte sulla terra.

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Curiosità su Norfolk Island

Cibo & supermercati

L’unico aspetto negativo della nostra permanenza sull’isola – e quello che avrei voluto sapere prima di andarci – è la scarsità e il prezzo elevato dei generi alimentare sull’isola. Non dovrebbe stupire dato che quello che non viene cresciuto o coltivato sull’isola deve essere importato, ma non eravamo preparati lo stesso a quello che i supermercati locali (non) hanno da offrire. Nonostante l’isola sia ufficialmente parte dell’Australia, questa ha le stesse restrizioni all’importazione che ha l’Australia nei confronti dell’estero, quindi non è possibile portare con voi prodotti freschi. Ahimè, sull’isola scarseggia molto la verdura, e l’unica frutta disponibile è quella cresciuta dai privati. Se i supermercati non hanno molta scelta, provate nelle varie honesty boxes che si trovano a bordo strada in giro per l’isola, oppure fate incetta di frutta di stagione allo Saturday Farmers’ Market o allo Strawberry Fields Garden and Maze. Carne di manzo, uova e alcolici (l’isola è considerata duty free perciò approfittatene!) sono piuttosto a buon mercato, tutto il resto invece è costoso e la scelta è molto limitata nei due supermercati dell’isola. Anche i cibi in scatola o secchi sono molto costosi, quindi vi consiglio di portare quello che potete in valigia con voi per evitare di spendere un occhio della testa per una colazione in casa!

Free range cattle

Una delle prime cose che si notano arrivando a Norfolk Island sono le moltissime mucche che pascolano liberamente per tutta l’isola – a eccezione del centro di Burn Pine -, inclusa l’area di Kingston che è patrimonio UNESCO. Fin dall’arrivo dei Pitcairners nel 1856, i bovini sono sempre stati lasciati liberi di vagare per tutte le aree comuni dell’isola e sono oggi parte integrante della cultura locale. Per soli 145$, ogni residente maggiorenne può avere fino a 6 mucche al pascolo libero. Senza ormoni né pesticidi, libere di vagare dove e come vogliono, questi animali fanno una vita idilliaca e quando giunge il momento di finire in padella, bhé posso solo dirvi che la loro carne è divina! Queste mucche sono un’attrazione essenziale di Norfolk Island ma fate attenzione, sia quando guidate (loro hanno sempre la precedenza) che a piedi: non essendo assolutamente abituate al contatto umano, sono essenzialmente animali selvatici, per quanto generalmente pacifici!

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Una lingua unica

Nonostante l’inglese sia la lingua ufficiale, Norfolk Island ha la sualingua, Norfo’k Laengwij. È una miscela di inglese del XVIII secolo, tedesco e tahitiano. È parlato dai discendenti dei Bounty Mutineers che si stabilirono a Pitcairn nel 1790 ma partirono definitivamente per Norfolk Island nel 1855. La lingua è unica dell’isola e l’Assemblea dell’Isola ha reso Norf’k la lingua co-ufficiale per garantire che fosse preservata per le generazioni future. Le parole spesso hanno somiglianze con l’inglese ma possono essere scritte o pronunciate in modo diverso, in particolare, per noi italiani è piuttosto semplice leggerla, perché si pronuncia come si legge. Ad esempio: Europe / Urup e lern / learn. Ci sono anche parole specifiche di Norf’k come jiffle (agitarsi), daffy (qui) e deffy (là). Alcunn delle frasi più comuni sono Wataweih (ciao), Watawieh Yorlye? (come stai?) e Kushu (bene).

Norfolk Island: dove alloggiare?

Per un’isola piccina come Norfolk Island, la scelta di alloggio è piuttosto vasta e principalmente concentrata a Burnt Pine – scelta secondo me ideale perché permette di recarsi a piedi ai vari negozi e ristoranti. Sull’isola si trovano sia hotel e resort, che case ed appartamenti indipendenti. Noi abbiamo alloggiato presso il Cumberland Resort, che consiglio assolutamente per gruppi grandi. La nostra villa con 4 stanze da letto, oltre che a una cucina completa e un’enorme area giorno, è stata la scelta ideale per il nostro gruppo di 2 coppie e 3 bambini, ma ci sono anche ville più piccole; il resort ha inoltre una piscina idromassaggio riscaldata e macchine a noleggio per gli ospiti.

Norfolk Island: dove mangiare?

Nel cuore di Burnt Pine ci sono vari caffè dove fermarsi per colazione, pranzo o anche solo per una sosta caffè. Il nostro preferito in assoluto è diventato subito l’Olive Cafè, che oltre ad offrire una buona selezione di caffè e cibo, mette anche a disposizione dei clienti molti giochi e libri che riusciranno ad intrattenere i più piccoli per ore. Un dettaglio non da poco che ci ha fatto tornare quasi ogni giorno! Lo staff è molto cordiale, ma non aspettatevi un servizio veloce (anche perché è uno dei locali più frequenati dell’isola).

Se cercate invece un pasto più sofisticato, il nostro preferito è senza dubbio il Hilli Restaurant, molto popolare sia tra i turisti che tra i locali. Aperto dal venerdì al lunedì per pranzo, cena e Devonshire Tea, non solo il cibo è squisito (molto buona la Seafood Crepe e lo Steak Burger, ma anche il Fish & Chips) ma il ristorante si trova all’interno del Queen Victoria Garden e accanto al Fletcher’s Mutiny Cyclorama, entrambe attrazioni che non potete perdervi.

Infine, soprattutto se non avete bimbi al seguito, non posso che consigliarvi di provare Dino’s at Bumboras. Famoso per la sua cucina raffinata con prodotti di qualità e combinazioni di sapori creativi, Dean prende il meglio di ciò che è disponibile sull’isola e lo utilizza per creare un menu in continua evoluzione nella loro casa del 1800. L’arredamento e l’atmosfera qui sono favolosi e rappresentano una parte importante dell’esperienza culinaria.

Norfolk Island: come muoversi?

Nonostante le dimensioni ridotte dell’isola, la completa assenza di mezzi pubblici (con eccezione di Uber Steve) rende il noleggio di un’auto assolutamente necessaria, a meno che non abbiate intenzione di fare molti tour. Guidare sull’isola è un piacere, le strade sono mantenute molto bene e la stragrande maggioranza sono asfaltate; non ci sono semafori e c’è una sola rotonda in tutta l’isola. Il limite di velocità è di 50 km/h è più che ragionevole, ma assicuratevi lo stesso di fare attenzione alle mucche e alle oche che hanno la precedenza. E non dimenticatevi del “saluto di Norfolk Island” ogni volta che sorpassate un altro veicolo – un dito, due o l’intera mano appena sollevati dal volante – che diventerà rapidamente un’abitudine anche quando sarete tornati a casa.


Edifici Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, paesaggi mozzafiato e una cultura unica con un passato intrigante si combinano per rendere l’isola di Norfolk, situata all’incirca a metà strada tra l’Australia e la Nuova Zelanda, una delle destinazioni più affascinanti dell’Australia. Spero che questa guida a Norfolk Island vi sia stata utile per organizzare il vostro viaggio sull’isola. Keep yew a troshin’, Norfolk Island!

 

27 thoughts on “Guida a Norfolk Island

  1. Un luogo veramente lontano dall’Italia, che non avrei mai preso in mente come meta turistica. Forse perché non essendo mai stata in Australia o Nuova Zelanda, preferirei queste due prima di visitare questa piccola isola. Però in un futuro, con molto tempo a disposizione, sarebbe bello integrarla in un viaggio più lungo!

    1. È un’isola piccolina e culturalmente assolutamente unica, ma per molti versi ora è totalmente assimilata all’Australia

  2. Come poter dimenticare un’isola del genere dopo averla visitata? Io non ci sono ancora stata, ma a giudicare dalle tue fotografie e dal tuo racconto, dev’essere straordinaria! E poi mi piacciono i posti in cui non si trova il turismo di massa, e questo sembra proprio uno di essi!

    1. Ci hai azzeccato, è un’isola poco visitata ma molto apprezzata da chi ci viene e i più continuano a tornarci

  3. Che isola interessante che mi hai fatto scoprire! Non ne avevo mai sentito parlare, e sono proprio contenta di conoscere qualcosa su di lei ora. Mi ispira tantissimo per la sua sublime natura, per i paesaggi e per la sua storia 🙂

  4. Grazie Claudia terrò conto del tuo dettagliato resoconto, non sapevo molto di questa isola ma buono a sapersi per soggiorni in tale area anche per eventuali clienti, un’idea diversa

    1. Sicuramente per i turisti italiani sarebbe una destinazione alternativa al resto dell’Australia e Nuova Zelanda ma molto molto interessante!

  5. che storia pazzesca questa isola!!! Non ne avevo onestamente mai sentito parlare e ho letto il tuo post come se fosse un romanzo di avventure, davvero un posto incredibile sia per la bellezza assolutamente pazzesca che per il passato così romanzesco. Meno male che le mucche sono felici a differenza dei poveri condannati !

    1. Mi credi se ti dico che il 90% se non di più degli australiani stessi non ne ha mai sentito parlare? E’ un’isola che è sempre stata molto a sè, e fino a qualche anno fa non era neanche parte dell’Australia. Insomma, un posto dove devi volerci andare proprio!

  6. Se non ricordo male, avevo già letto qualcosa su Instagram. Quest’articolo è decisamente più completo e super dettagliato. L’isola merita molto, per la storia e il paesaggio. Chi sceglie di fare un viaggio tra l’Australia e la Nuova Zelanda dovrebbe mettere in programma un “pit-stop” anche qui come facevano i polinesiani.

    1. Non posso che essere d’accordo. E’ incredibile come un luogo così incredibilmente bello e ricco di storia sia pressochè sconosciuto in Australia e nel resto del mondo!

  7. Che dire? Deve essere davvero un posto fantastico; io ci andrei subito se potessi, non fosse altro che per fare un pò di bagni al mare e soprattutto snorkeling!

    1. È veramente una destinazione unica che non andrebbe persa durante un viaggio in Australia o Nuova Zelanda

  8. Davvero una guida completa, complimenti! Non conoscevo quest’isola e mi hai subito incuriosito. Certo che è davvero lontana, ma potrebbe essere un’opzione durante un viaggio in Australia o Nuova Zelanda.
    Me la ricorderò!

    1. Sicuramente è una destinazione insolita e particolare ma per me assolutamente magnifica in questa parte di mondo

    1. Grazie mille, mi ci è voluto un po’ per scriverlo ma spero che possa essere utile a chi vorrebbe andarci

  9. Che meraviglia, sarebbe bellissimo visitare questa isola quando e se finalmente si potrà tornare a viaggiare. Mi affascina particolarmente la vegetazione presente sull’isola, che tronco pazzesco quel ficus (credo) in foto!

    1. Sono i fichi della baia di Moreton, vecchi di 200 anni. Uno spettacolo da ammirare e fotografare ma sull’isola ci sono tantissimi altri alberi semplicemente incredibili

    1. Hai ragione, ma per questo è davvero un posto unico e incredibile da visitare!

  10. Che meraviglia! Un viaggio indimenticabile, con natura, arte, divertimento! Mi chiedo, come mai la verdura costa così tanto? Non ci sono coltivazioni? Sembra un territorio fertile, con acqua in abbondanza!

    1. L’isola è molto piccola ed esistono solo piccole coltivazioni private. Niente di grande o pubblico purtroppo, perciò il tutto viene importato

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