Visitare le Piramidi d’Egitto

Per molte persone visitare le Piramidi d’Egitto è una di quelle esperienze da fare assolutamente almeno una volta nella vita. Per me era sicuramente così, tanto da includere questa visita nella mia personale bucket list da viaggio. D’altronde dell’Antico Egitto ne sentiamo parlare da quando eravamo piccini, e vedere di persona la monumentale bellezza delle piramidi è come trovarsi d’improvviso catapultati in un libro di storia.

Sicuramente l’Antico Egitto non si riduce alla piramidi di Giza: il museo egizio di El Cairo è un altro must per scoprire più a fondo la profondità e complessità di questa antica società, così come lo sono una visita alla Valle dei Rem, Luxor o Abu Simbel. Ma per me le Piramidi di Giza sono il simbolo dell’Antico Egitto e ho deciso per questo di cominciare proprio da qui per scoprire questo mondo antico.

Un po’ di storia

Le Tre Piramidi di Giza appartengono al complesso conosciuto come la Necropoli di Giza, che include anche la Sfinge, il museo della barca solare, altre piramidi e costruzioni minori. L’intero sito risale ad almeno 4.600 anni fa, e le tre piramidi – che portano il nome dei tre faraoni che ne vollero la costruzione – non sono che le tombe dove Cheope, Chefren e Micerino vennero seppelliti. A scuola abbiamo tanto studiato i famosi rituali che accompagnavano il viaggio verso l’aldilà dei defunti dell’antico Egitto, e possiamo solo immaginare quanto fossero complessi e sontuosi i rituali per il funerale del faraone.

Non dovrebbe stupire come la costruzione di ogni piramide fu un affare di proporzioni monumentali, soprattutto considerata l’epoca e i mezzi a disposizione. Pare che per la costruzione della Grande Piramide vennero impiegati più di 100.000 uomini per oltre vent’anni. La Piramide di Chefren invece fu composta da 2,3 milioni di blocchi di granito del peso di 2,5 tonnellate ciascuno, tutti trasportati a mano dalla cava alla piana. Purtroppo, ora che Micerino ordinò la costruzione della terza piramide, il suo potere come faraone andava indebolendosi, e questo pare essere il motivo delle minori dimensioni della sua piramide.

A differenza di quello che abbiamo sempre letto sui libri di storia, pare che in realtà le piramidi non furono costruite da schiavi, ma da artigiani qualificati ed operai regolarmente stipendiati. Questo è stato confermato dalla scoperta delle tombe di operai di fianco alle piramidi dei faraoni, dove agli schiavi non sarebbe mai stato permesso di essere seppelliti.

L’intera necropoli di Giza è stato proclamata Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO nel 1979.

Cosa vedere alla necropoli di Giza?

La prima attrazione del sito è sicuramente la Piramide di Cheope, nota anche come Grande Piramide, l’ultimo superstite delle sette meraviglie del mondo antico nonché la struttura più alta al mondo fino al 1311. Si tratta della più antica e della più grande delle tre piramidi principali della necropoli di Giza, è alta 137 metri, ed è stata costruita con oltre 2 milioni di blocchi di pietra, tutto a mano ovviamente. Se intendete visitare l’interno della piramide, sappiate che è possibile salire attraverso dei ripidi passaggi fino alla camera sepolcrale: questa è una stanza completamente vuota fatta eccezione per il sarcofago inutilizzato appartenente al suo proprietario.

La seconda è la Piramide di Chefren (figlio di Cheope), leggermente più piccola della Grande Piramide con i suoi 136 metri, sebbene appaia da alcuni angoli più grande a causa di una migliore posizione sulla arida distesa del deserto. Questa piramide è facilmente riconoscibile per il suo “cappuccio” di calcare bianco di Tura, di cui l’intera piramide era originariamente ricoperta. La piramide presenta due ingressi dovuti ad un cambiamento del progetto iniziale: uno a circa 11,54 metri di altezza, l’altro a livello del suolo, che è quello attualmente usato per le visite.

Piramide di Chefren

Le terza piramide è la Piramide di Micerino, la più piccola delle piramidi di Giza, alta solo 62 metri. Anche se è stata costruita con blocchi più grandi rispetto alle altre due piramidi, le sue superfici sono meno perfette rispetto alle altre. In origine la piramide avrebbe dovuto essere tutta ricoperta dello spettacolare granito rosso di Assuan ma la prematura morte di Micerino la fece frettolosamente terminare dal XVI corso in su con il bianco calcare di Tura. Evidente è la breccia su una della facciate della piramide, dovuta al figlio di Saladino, al-Malik al-ʿAzīz ʿUthmān Yūsuf, che l’aprì nel 1196 per cercare l’aureo corredo funerario del sovrano Micerino, impresa che abbandonò dopo 8 mesi di tentativi.

La Sfinge sorge invece, nella parte orientale del complesso ed è la più grande statua monolitica di arenaria al mondo, con i suoi 45 metri di lunghezza e una larghezza di 22 metri . Questo colossale leone quasi umano che gli antichi egizi dedicarono al dio Horus – il Dio del Sole -, fu voluto da Chefren come guardiana delle piramidi. In origine la Sfinge era barbuta e la sua barba, trovata fra le sabbie, è ora al Museo Britannico. Leggenda vuole che il naso che manca fu distrutto da un colpo di artiglieria delle truppe coloniali inglesi o napoleoniche ma i disegni del 18° secolo mostrano che naso era già mancante allora, quasi sicuramente sgretolato dai venti e dalle sabbie che periodicamente sommergono il monumento.

Infine c’è il Museo della Barca Solare, situato a destra della Sfinge. Il museo ospita una nave a vela appartenente a Cheope sepolta insieme al faraone per il viaggio verso il sole, insieme ad altri reperti marittimi di quel periodo. Non è ben chiaro se questa barca avesse un altro scopo: infatti c’è chi sostiene che sia stata usata per trasportare il sovrano Cheope verso la tomba. Ci sono voluti ben 14 anni a rimettere insieme questa impressionante barca di dimensioni reali, composta da più di  1.200 pezzi di legno – che si sono conservati intatti per più di 4,600 anni. A causa di possibili contaminanti, quando entri ti vengono fornite delle ciabatte di protezione per poter passeggiare attraverso tutto il museo.

Interno del Museo della Barca Solare

L’ultima attrazione della Piana di Giza è il Sound and Light Show: questo spettacolo della durata di un’ora, presenta la storia dell’antico Egitto in un gioco di suoni e luci. La narrazione viene fatta niente meno che dalla stessa Sfinge che presenta, uno dopo l’altro, i grandi faraoni d’Egitto, la storia del loro regno, i loro successi e le loro sconfitte. L’ingresso costa 15USD e gli spettacoli si tengono alle 19 (in inglese) e alle 20 (in italiano, francese, spagnolo e tedesco) da ottobre a maggio e mezz’ora dopo il resto dell’anno. I biglietti possono essere prenotati qui.

Quando visitare le Piramidi?

L’estate è sicuramente il periodo più caldo per visitare le piramidi, in tutti i sensi. Se da un lato questa è la stagione preferita per visitare i mari caldi dell’Egitto, calcolando che le temperature a Il Cairo possono tranquillamente superare i 40 gradi d’estate e che il sito è completamente esposto al sole, questo potrebbe non essere il periodo migliore per visitare le piramidi. Considerate anche che in questi mesi di alta stagione la ressa di turisti che sicuramente troverete al sito è al massimo, e, soprattutto se avete intenzione di entrare nelle piramidi, potreste davvero soffrire il caldo e le sue conseguenze spiacevoli. Io, ad esempio, sono svenuta proprio davanti alla Sfinge per il caldo! Se però vi trovate a visitare il sito nei mesi estivi, vi consiglio caldamente di arrivare all’apertura, in modo da evitare tutti i bus dei tour organizzati!

Piramide di Cheope

Come arrivare alle Piramidi?

La maggior parte dei visitatori arrivano tramite escursioni organizzate e questo è sicuramente il modo più semplice, ma non avrete molta autonomia nella visita del sito. Se invece viaggiate in modo indipendente e atterrate all’aeroporto di Il Cairo, il modo più semplice per raggiungere la Piana di Giza è tramite taxi o uber (per circa 40-60LE),  anche se esistono mezzi pubblici e persino la metropolitana (2LE) che porta nella zona di Giza (ma la fermata è comunque a 10km dalle piramidi, per cui da qui dovrete comunque prendere un autobus o un altro mezzo). L’ultima opzione è quella del bus: potete prendere sia il 355 che il 357 dal Downtown di El Cairo, e raggiungere tranquillamente ed economicamente le piramidi. Se optate per il taxi, tenete presente che la maggior parte degli autisti non parla inglese e non conosce la parola “Pyramid”, quindi ricordatevi la parola araba Haram per indicare la vostra destinazione. Calcolate che ci vorrà più o meno un’ora per raggiungere le piramidi dall’aeroporto, meno chiaramente se vi trovate già in città, il cui centro dista 25 km dalle piramidi.

Piramide di Micerino

Altre info utili

Il sito è aperto dalle 8 alle 17 da ottobre a marzo e dalle 7 alle 19 da aprile a settembre; il museo della barca apre dalle 9 alle 16 in inverno e alle 17 in estate. Esistono due biglietterie per accedere al sito: la prima è all’ingresso principale mentre la seconda si trova nella parte orientale della piana, nei pressi della Sfinge. Questo secondo ingresso è meno preso di mira, e soprattutto la mattina presto, vi consentirà di evitare la folla di turisti e di esplorare la zona della Sfinge avvolti dal silenzio. Il costo del biglietto per accedere al sito è intorno ai 120LE, con un costo aggiuntivo per piramide se volete entrare a visitarle.

Tenete presente che tutte e tre le piramidi sono vuote, perché non c’è “niente” da vedere al loro interno e, tecnicamente, non potreste neanche fare foto dentro le piramidi (macchine fotografiche e telefoni vanno lasciati alle guardie all’entrata delle piramidi). L’interno è caldo, umido e un po’ claustrofobico con ripidi ripidi polverosi e difficili da attraversare: insomma, l’entrata nelle piramidi potrebbe non essere un’esperienza adatta a tutti. Anche l’accesso al Solar Boat Museum prevede un biglietto a parte. Il sito si gira senza problemi a piedi ma potete anche optare di fare un giro su cammello o cavallo, ovviamente pagando a parte (personalmente vi sconsiglio quest’esperienza perché gli animali sono trattati male e abusati in continuazione, con ferite aperti, corpi emaciati ed animali che, spesso, non hanno neanche la forza di reggersi in piedi).

Sia che visitate le piramidi in autonomia o con un gruppo organizzato, preparatevi a essere disturbati e “perseguitati” in continuazione da praticamente chiunque non sia un turista. Dai gestori di cammelli e cavalli che non vi daranno tregua, a poliziotti che vi offriranno la possibilità di salire sui primi gradoni delle piramidi (che per legge non più consentito) solo per chiedervi soldi al vostro ritorno, dai funzionari governativi che cercheranno di sequestrarvi quello che secondo loro non potete portare dentro ai bambini locali che cercheranno di vendervi acqua, manufatti, e quant’altro, da chiunque si offrirà di farvi una foto con la piramide solo per chiedervi soldi poi. Il mio suggerimento è, se siete intenzionati a comprare qualsiasi cosa, di avere con voi del cambio o delle banconote piccole, perché se aspettate il resto potete mettervi comodi. Se invece non siete interessati a niente di tutto questo, siate fermi e decisi nel dire no, anche a costo di sembrare scortesi.

Ed eccovi tutto quello che dovete sapere per organizzare una visita alle Piramidi d’Egitto, uno dei luoghi più misteriosi e affascinanti della terra!

10 thoughts on “Visitare le Piramidi d’Egitto

  1. L’Egitto! L’Egitto!
    sempre presente nei miei sogni di ragazzina che amava viaggiare. Abbinato all’India! Paesi “diversi” noti solo a seguito delle lezioni di geografia a scuola.
    Sogni erano, e sogni sono rimasti nonostante i tanti anni accumulati e i tanti viaggi fatti. Ma, altre esperienze di vita sono state fatte e mi va bene così!
    Grazie però per avermi ricordato quei posti! Te ne sono grata.

    1. Sei sempre cara. In generale quando ho visitato l’Egitto ho provato sentimenti contrastanti perché tanto è abusato ai fini di attirare i turisti anche a discapito della preservazione deli monumenti ma le piramidi sono davvero qualcosa di unico!

  2. Sono stata alla Piana di Giza anni fa…. E sono rimasta sconvolta dall’ imponenza delle Piramidi e dalla storia della Barca Solare, che prima di allora non avevo mai sentito. Un viaggio da fare mille volte!

    1. Le piramidi sono spettacolari e ci tornerei volentieri, ma ho trovato triste lo fruttamento dei turisti e tutto il circo che ci sta intorno

  3. Ma sai che non sapevo proprio nulla della Barca Solare? Per me è una grande novità anche se in passato ho avuto una gran passione per gli antichi Egizi (nel senso: ce l’ho ancora ma ho i miei periodi dove leggo libri solo di un certo argomento fino allo sfinimento … lo so, non sono normale!).

    Immagino proprio che scegliere la stagione giusta sia importante: ho avuto gli stessi problemi di calura in Sicilia in agosto, quindi non oso immaginare in Egitto ma comunque è un viaggio che vorrei fare dato che sono appassionata di archeologia & antichi Egizi! Non mi aspettavo proprio di trovare qualcosa all’interno delle piramidi: tra saccheggi vari e opere portate nei vari musei, la visita a questo luogo è più che altro per rendersi conto della grandezza delle strutture e conoscere il luogo!

    PS: quando parlavi di cammelli & cavalli, ancora prima di leggere il tuo commento tra parentesi, ho pensato alla stessa cosa: no allo sfruttamento degli animali! E poi se soffriamo noi il caldo, figuriamoci loro!

    1. Neanche io conoscevo la barca solare e il suo museo fino a quando non ho visitato il sito. Molto interessante davvero. Io ci ero stata a fine agosto/inizio settembre e faceva ancora tanto caldo, se fosse possibile suggerirei davvero un’altra stagione.

  4. Ecco le piramidi sono un mio grande desiderio da tantissimo tempo che ancora non sono riuscita a realizzare. Però rimangono nella mia bucket list 😉
    Grazie per questo breve viaggio in Egitto 🙂

    1. Dai dai che c’è tempo e prima o poi riuscirai a togliere anche questa voce dalla tua bucket list!!!

  5. Abbiamo visitato le piramidi in escursione durante una vacanza di aprile ad El Alamein, quando ancora l’Egitto era tranquillo..Che dire, uno spettacolo meraviglioso!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.