Le abitudini australiane che ho fatto mie

Avete presente quando andate in un posto nuovo, che sia per una vacanza o un soggiorno più lungo, con abitudini e usanze diverse e pensate: “a questo non mi abituerò mai”? Ecco, anche io avevo detto più volte questa frase agli inizi della mia vita australiana… eppure oggi, a quasi 5 anni di distanza dal mio trasferimento definitivo, mi rendo conto che ho fatto mie tante abitudini tipicamente aussie – anche quelle che proprio non condividevo.

Gli orari

Uno dei primi shock culturali che ho avuto agli inizi della mia vita Down Under è stato legato proprio ai ritmi australiani. Nonostante il clima mediterraneo dell’Australia, i suoi ritmi sono molto più simili a quelli dei paesi nordici, o anglosassoni. Si mangia presto, si esce presto, e si rientra presto. Si fa tutto presto qui! Calcolate che l’orario di lavoro medio qui è 9-5, perciò è normale pranzare verso le 12/12.30 e cenare intorno alle 6, massimo alle 7. Per dire che l’orario di punta di un ristorante è dalle 6 alle 8, ed è difficile che troviate cucine aperte dopo le 9. Quando ancora abitavo ad Adelaide mi sono trovata a cenare con i suoceri alle 5.55, in un orario che in Italia era quello della merenda, e questo sicuramente ha richiesto un po’ affinché mi abituassi. Ma ora, dopo 5 e passa anni, non ho nessun problema a cenare alle 6.30/7… Tanto che lo shock ce l’ho quando rientro in Italia!

Mangiando prima poi è anche normale uscire prima. Se ci si incontra con gli amici per una serata fuori, l’appuntamento non sarà più tardi delle 8. Il che ovviamente vuol dire che per mezzanotte si può essere comodamente a casa, avendo passato 4 ore fuori; si può andare a letto ad un’ora decente e la mattina dopo alzarsi in tempo utile per fare ancora qualcosa. Orari molto più umani rispetto a quelli che mi tocca fare in Italia, quando si esce alle 11 (quando io già sogno il letto), si rientra molto più tardi e la mattina dopo la si passa dormendo o in coma…

photo credit pixabay.com
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Cibo

Data la vicinanza dell’Australia con l’Asia e la multiculturalità che contraddistingue questo paese, è inevitabile trovare una grande varietà di cucine etniche, soprattutto in una città come Sydney. Se in Italia l’uscita a cena è solitamente limitata alla pizza o al ristorante classico, qui in Australia la prima scelta da fare è su quale tipo di cucina. Thai, cinese, italiano, messicano, giapponese, coreano e chi più ne ha più ne metta! Io che ero una bambina schizzinosa dai gusti impossibili ho imparato davvero a mangiare quasi qualsiasi cosa e a non giudicare a priori. Una conquista che ancora sconvolge mia madre ogni tanto!

Sull’onda di questa mia adattabilità devo ammettere di essermi abituata a bere il cappuccino a qualsiasi ora del giorno: il caffè ristretto qui non lo beve praticamente nessuno e il momento caffè è una pausa conviviale da godersi con calma… niente a che vedere con i 10 secondi che ci mette in Italia per scolarsi un espresso al bancone del bar!

Adesso che devo cucinare tutti i giorni ho imparato a fare sempre e solo un piatto unico: che sia pasta, un secondo con le verdure o un insieme dei due. Già, perchè mi sono anche abituata al fatto che il pollo sta bene con tutto, tranne che con la pasta! Volete mettere la comodità di un bel curry con pollo oppure di un bel couscous con verdure, piuttosto che dover pensare sia al primo che al secondo?

chinese food

Lifestyle

Lo stile di vita australiano è per me uno dei migliori al mondo e non ho esitato a farlo mio. Soprattutto da quando abitiamo a Sydney, ho cercato di passare più tempo possibile all’aria aperta. Sydney gode di un bellissimo clima e di spettacolari spazi verdi: dai parchi alle spiagge, dal fiume alle montagne, di certo qui non mancano gli spazi dove stare all’aria aperta. Da buona australiana che sono diventata amo fare attività all’aperto, che sia una semplice passeggiata, una gita sulla costa o un BBQ in un parco! Faccio davvero tanta fatica a stare al chiuso, soprattutto quando Sydney mi regala certe giornate spettacolari, estate o inverno che sia!

Sapete qual’è la frase più comune in Australia? “No worries, mate”, ovvero “non preoccuparti, amico”. Gli australiani sono rilassati, non si fanno troppi problemi: vivono in una delle nazioni più ricche, sicure e belle che esistano e giustamente si vogliono godere la vita. Vivendo quaggiù pare davvero che non ci siano problemi irrisolvibili: a tutto c’è una soluzione, per cui non vale la pena di stressarsi. E c’è sempre un domani per finire quello che non si è fatto oggi. Ovviamente non è così ovunque e per tutti, ma sicuramente la cultura australiana è molto più rilassata di quella milanese da cui vengo. E non capite che benefici porta alla psiche di una persona!

Poi ovviamente ci sono tante piccole cose della vita Down Under che ho fatto mie e piccole abitudini a cui non faccio nemmeno più caso. Dallo stare sempre a sinistra (che sia durante la guida, in bicicletta, sulle scale mobili o semplicemente sul marciapiede) al mettere la crema solare sempre e comunque; dalla praticità del prendere cibo take away alla doggy bag da portare a casa. Insomma, volenti o nolenti la vita in un paese straniero lentamente ci cambia.

abitudini australiane

Ed ecco come sono cambiata in questi anni. E voi avete adottato qualche abitudine del vostro paese di adozione?

23 thoughts on “Le abitudini australiane che ho fatto mie

      1. E si!! In realtà è un posto che vorrei visitare… e non mi dispiacerebbe neppure l’idea di viverci… il problema è la distanza e la non voglia di mollare tutto e partire

  1. Anch’io adoro gli orari australiani e ancora ricordo gli sguardi sconvolti degli italiani quando dicevo che le mie figlie andavano a dormire alle 7 di sera! Ora naturalmente le cose sono cambiate e i loro orari sono come quelli di tutti gli adolescenti del mondo. Addirittura a volte escono alle 11, pensavo non fosse possibile in Australia!
    Una cosa che invece non ho ancora imparato a fare e’ a restare calma quando la persona davanti a me non va quando il semaforo e’ verde, nessuno suona ma io…non resisto e una strombazzata la devo dare 😉

    1. Ahahaha, la calma alla guida è una qualità che noi italiani davvero non sappiamo cosa sia…. Io continuo ad uscire presto, ma devo proprio dire che non mi dispiace!

  2. Gli unici motivi per cui non mi trasferirò mai in Australia sono:
    – la distanza
    – I RAGNI!!!!!!

    Io sono aracnofoba e il pensiero dei ragni velenosi australiani… 😨😱

    1. La distanza per me è l’unico problema di questo bellissimo paese. Mio marito è aracnofobo ma ti assicuro che qui vive molto bene lo stesso. I ragni velenosi ci sono, ma se vivi in città e in appartmento non li incontri poi così spesso

  3. Articolo piuttosto curioso. Hai descritto in modo praticamente perfetto lo stile di vita qui in Irlanda. Quasi tutto ciò che hai elencato combacia alla perfezione, inclusi il cappuccino a ogni ora e il “don’t worry, mate”, che in Irlanda diventa “it will be grand”.

    L’unica differenza è, ovviamente, la questione della crema solare. Qui, ovviamente, il clima è più uggioso, quindi l’abitudine è di “vestirsi a cipolla”.

    Parlando di Milano, quella città è stata la ragione per cui ho lasciato l’Italia. Ci sono stato tre o quattro volte e per me, persona “rurale”, è un buco d’inferno. Quando mi dissero che mi sarei dovuto trasferire lì per trovare un lavoro decente nel mio campo (IT), decisi che piuttosto avrei lasciato il Paese, e così è stato. Milano mi piace talmente poco che anche solo dover atterrare a Malpensa mi fa venire la depressione. 😀

    1. ahahah, caro Diego, vedi com’e’ piccolo il mondo? Irlanda e Australia sono a decine di migliaia di chilometri eppure sono piu’ simili di quello che si pensa….

    1. Concordo al 100%. La cucina italiana è sicuramente buonissima, ma dopo un po’ è sempre la stessa. Con la cucina etnica invece spazi finchè vuoi!

  4. l isolamento culturale e geografico pero’ fa diventare quello stato grande un grande ospizio, e molta gente si ubriaca si droga e apparentemente uno stato rilassato…

    1. La gente sicuramente non si ubriaca e si droga per colpa dell’isolamente culturale e geografico. Lo fa, come nel resto del mondo, per scelta personale

  5. Bellissimo…vivere in Australia è sempre statilo mio sogno da bambina, ma per varie ragioni non ho mai potuto realizzarlo. Purtroppo , ora che ho 35 anni, trovare un lavoro lì sembra impossibile😖 ,gli over trenta sono fuori.

  6. Ciao. Devo dire che anche io ho assimilato tutti i punti che hai descritto, solo non riesco a bere il cappuccino nella fascia 12-3, ma per merenda alle 4 perché no!
    Aggiungo l’abitudine di chiedere conferma mille volte per un appuntamento (non so se sia tipico del WA), di uscire con un abbigliamento moooolto casual (ho passato l’estate con le birkenstock in ufficio…però sopra ero carina ;)) e di sorridere anche per la strada…direi proprio non male come stile di vita!
    @Dorothy: io mi sono trasferita l’anno scorso a 34 anni con mio marito di 36 e due bimbe…bisogna essere cocciuti, ma con la giusta fortuna ce la si può fare 😉

    1. L’abbigliamento casual australiano è sicuramente una verità, ma faceva già parte del mio essere, quindi non ho fatto nessuna fatica ad abituarmici!

  7. Complimenti, hai descritto alla perfezione l’aussie style! In effetti, ci aggiungerei solo le thongs sotto qualunque abito e l’utilissima abitudine femminile di uscire in sneakers e calzare i tacchi una volta arrivata a destinazione!

  8. Ma…dopo i 30 non ti vogliono o almeno per un anno e poi ritorni a casa….o meglio ti spediscono a casa…ho parenti miei e anche della moglie la,ma possono aiutarti fino un certo punto….cmq amo l’Australia

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