E poi sono diventata mamma

E ho scoperto che si può trovare ancora quel briciolo di energia, anche quando non solo si sta raschiando il fondo del barile, ma si sta scavando tre metri sotto terra. E ho scoperto che si può ancora riuscire a sorridere, dopo un’eternità di 30 ore di dolore, lacrime e stanchezza che vanno al di là di qualsiasi parola o antidolorifico. E ho scoperto che ci si può innamorare follemente di uno sconosciuto, con un semplice sguardo e una tenera carezza, anche se è proprio lui ad averci regalato la sofferenza più grande.

Sono diventata mamma da 12 settimane e ho già scoperto che della vita proprio fino a quel giorno non avevo capito niente. Credevo di saper amare perché sono stata (e continuo ad essere) innamorata di un uomo, e poi sono diventata mamma e ho capito che l’amore vero è quello che ti lega all’esserino più piccolo senza anelli, promesse o contratti. Credevo di sapere cosa vuol dire essere stanchi perché ho sempre dormito poco e male, e poi sono diventata mamma e ho capito che la stanchezza vera è quella che ti fa addormentare anche solo per un attimo pur stando in piedi. Credevo di sapere il significato della parola responsabilità perché non sono mai fuggita davanti ai miei doveri, e poi sono diventata mamma e ho capito che non esiste al mondo responsabilità più grande di quella di mantenere in vita un neonato che dipende al 100% da te. Credevo di sapere cosa comportasse diventare mamma perché ho fatto mille domande e letto cento libri per trovare le risposte, e poi sono diventata mamma e ho capito che niente può prepararti all’essere mamma come diventarlo.

Sono passate solo poche settimane da quando sono diventata ufficialmente mamma e tutto quello che posso vantarmi di saper fare a questo punto è sopravvivere. Sopravvivere a poppate infinite che si ripetono regolarmente ogni mezz’ora e non mi lasciano tempo per fare nient’altro. Sopravvivere a sveglie notturne a ogni ora che mi lasciano il cervello annebbiato e l’unico desiderio che arrivi presto il mattino per poter sbolognare il bebè a qualcun altro. (*) Sopravvivere a ore e ore di pianti inconsolabili che mi straziano il cuore e le orecchie, la cui unica cura è un abbraccio stretto stretto e una carezza per fargli sapere che la sua mamma c’è, sempre e comunque. Ma anche sopravvivere alla bellezza mozzafiato di questo bambino che ho messo al mondo, al suo sguardo pulito e innocente, ai suoi sorrisi che sono la cosa più bella che abbia mai visto, alle sue smorfie buffe e ai suoi discorsetti senza senso. Sopravvivere a questo pezzo di cuore che è cresciuto per 9 mesi dentro di  me e che ora vive fuori dal mio corpo, e che non posso smettere di guardare e riguardare senza capacitarmi di quanto amore si possa provare per qualcuno che si è appena conosciuto.

Ho avuto 32 anni per imparare a essere me stessa, a vivere nel mio corpo e nella mia testa, ad accettare tutta me stessa, pregi e difetti. E poi sono diventata mamma e sono nata una seconda volta. Si dice che per ogni bambino che nasce, nasca anche una mamma. E allora eccomi entrata nella mia seconda vita, con una me stessa tutta da (ri)scoprire e (ri)conoscere, un nuovo corpo e una nuova testa, e tutta una nuova serie di pregi e difetti che ora, con il mio bambino stretto tra le braccia, osservo da una prospettiva del tutto diversa. E, anche se sono in questa nuova pelle da neanche 3 mesi, ho la certezza che questa sarà la versione migliore di me stessa.

Grazie, bimbo mio, per avermi scelta come tua mamma! Farò del mio meglio per essere la mamma migliore che possa essere, per te!

 

(*) Ho cominciato a scrivere questo post nelle prime settimane post partum, quando ancora avevo la fortuna di avere qui mia mamma ad assistermi. Ora purtroppo, anche dopo una nottataccia in bianco, sono ancora solo e soltanto io a dovermi smazzare il pupo…

8 thoughts on “E poi sono diventata mamma

  1. Claudia, hai scritto cose bellissime e….verissime.Un mondo di Auguri a voi genitori ed al piccolino. Immagino la felicità della “nonna” . Un bacio

    1. Grazie mille Gabriella. La nonna è stata molto felice di poter essere qui con noi per i primi mesi del nipotino, anche se ovviamente adesso ne sente molto la mancanza!

  2. Sono passati 17 anni da quando sono diventata mamma. Ancora oggi provo le stesse emozioni stringendo le mani di mia figlia. E’ il viaggio più bello che si possa fare. Goditelo tutto!

    1. Ecco, spero di non perdere mai l’amore e la tenerezza verso il mio bambino, anche se forse quando sarà un adolescente rompiballe non la penserò così! Meglio goderseli finchè sono piccoli!

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