Le mie sfortune da expat

Se vivete fuori dalla vostra città o paese di origine, se siete expat – o se pensate di diventarlo –, saprete (o scoprirete) presto che intorno alla vostra decisione e nuova vita aleggia un alone di preconcetti e pregiudizi. Molti di questi hanno a che fare con l’idea che la vita da expat o emigrato che sia, sia tutta rose e fiori, fatta di cocktail a bordo piscina, viaggi in (almeno!) business class e autisti che ti scorrazzano in giro. Continue reading “Le mie sfortune da expat”

In Via dei Matti numero zero 2.0

A parte alcune brevi parentesi in America e Adelaide, ho passato tutta la mia vita in appartamento, con vicini sopra, sotto e accanto. Per fortuna, la mia famiglia non ha quasi mai avuto problemi con i nostri vicini, che si sono (quasi) sempre dimostrati rispettosi quanto lo siamo stati noi. Ovvio, l’eccezione c’è sempre ei vicini matti sono ovunque: c’è il vicino sempre arrabbiato, quello che si lamenta troppo, quello che parcheggia sempre dove non dovrebbe e quello che fa troppo rumore la sera. Ma tutte queste sono cose normali nel vicinato.  Continue reading “In Via dei Matti numero zero 2.0”

I colpi della paura

Tum, tum, tum… I colpi risuonano contro la porta e rimbombano nel mio appartamento silenzio. La porta trema, incassa i colpi ma resiste. Grazie a Dio sono porte ignifughe e sono molto resistenti; fosse stata una porta normale a quest’ora sarebbe già venuta giù sotto la forza dei suoi pugni. Al di là della porta (la mia salvezza) c’è lui, il mio vicino alcolizzato e schizofrenico. Sono le 8 di mattina, la sua orribile musica polacca risuona dal suo appartamento dalle 6 di mattina. Il volume è stranamente ragionevole e anche le sue urla sono contenute. Ma poi cominciano i pugni alla porta, le urla gridate dal pianerottolo e il ciclo di follia e paura ricomincia. Continue reading “I colpi della paura”

Quando manca l’aiuto giusto

Se mi seguite con constanza, sicuramente vi ricordete del mio simpatico vicino alcolizzato…. Che tanto simpatico non è mai stato, e lo è ancora meno da quando ha cominciato a stalkerizzarmi… Ma non pensate subito al peggio, per favore. Vi avevo già raccontato nello scorso post della sua orribile abitudine di bussare per ore alla mia porta, senza nessun motivo, o del suo tentativo di entrare nel mio appartamento. Ma c’è altro. Perchè da qualche settimana a questa parte, ogni volta che lui ha una delle sue nottate di bravate, a cui segue un’intera giornata di bevute, urla, e schiamazzi, e io esco di casa, lui apre la sua porta, mi urla frasi più o meno comprensibili e più o meno appropriate, e a volte mi segue giù dalle scale. Vi spiego meglio: noi abbiamo delle porte con dead bolt per cui basta tirarsi la porta dietro per chiuderla… Il problema è che questa porta, quando si chiude, fa parecchio rumore. Ecco, io esco di casa, mi chiudo la porta alle spalle e mi avvio verso le scale; lui sente la mia porta chiudersi, apre la sua (attaccata alla mia) e mi parla/segue. Io ovviamente non gli rispondo, a volte neanche lo guardo, e tiro dritto giù per le scale, senza correre ma senza fermarmi. E lui di solito a quel punto se ne torna a casa. Ecco, questo è quello che succede da qualche settimane, una o due volte la settimana. Non è niente di eccessivo, non ha mai provato a toccarmi o a fermarmi (e ci mancherebbe!), e non mi ha mai seguito in strada… Ma per me è abuso, è stalking, è mancanza di rispetto e voglia di invadere la mia privacy e minare la mia sicurezza. Non è una violenza fisica, ma è violenza mentale. Continue reading “Quando manca l’aiuto giusto”

La violenza della porta accanto

Ad agosto saranno 2 anni che abitiamo nel nostro appartamento tra gli alberi. Mi piacerebbe poter dire che non vorrei mai andare via di qui, che non c’è altro posto al mondo dove vorrei essere, e che la mia vita qui è semplicemente perfetta. Ma direi una manciata di palle. Come forse vi ricorderete, mi avevo già raccontato qui come il mio palazzo sia un po’ “particolare”. The understatement of the year! Continue reading “La violenza della porta accanto”

In Via dei Matti numero zero 1.0

Martedì mattina. Ora 9:00. S&L sono in partenza da Sydney, e io li accompagno in strada a prendere l’autobus. Non appena usciamo dal portone, incontriamo Berry, un anziano che abita al primo piano. Questo vecchietto un po’ burbero solitamente sempre elegante e curato, quella mattina girava a piedi nudi e in pigiama. Come ci ha visto ha cominciato a dirci qualcosa, ma non si capiva di niente di quello che diceva. Mentre aspettavamo l’autobus, lo vedevo andare su e giù dal corsello dei box, come in cerca di qualcosa. Salutati S&L, faccio per salire in casa, quando me lo trovo di nuovo davanti. Gli chiedo se voglia salire, e così entra nel portone con me. Dovendo passare dal suo appartamento per salire al mio, gli chiedo se ha con sé le chiavi di casa (abbiamo le serrature a “deadlock”, perciò senza chiavi la porta non si apre) e mi risponde che gliele hanno rubate la sera prima. Mi parla e quello che dice non ha senso. Mi sembra chiaramente in stato confusionale e io non so che fare per aiutarlo. Fa per aprire la sua porta di casa, ma è chiusa e così comincia a provare tutte le porte dei vicini. Io nel frattempo salgo a casa, e attraverso la porta lo sento salire e scendere e continuare a provare tutte le porte, nella speranza che qualcuna si apra. Non sapendo cosa fare, decido di chiamare la polizia: gli spiego che il mio vicino anziano è in stato confusionale e che si è chiuso fuori casa. Nel giro di mezz’ora due macchine e una decina di agenti si aggirano per il palazzo. Per fortuna Berry non si è allontanato, e per le successive due ore gli agenti stanno con lui, fino all’arrivo del fabbro che riesce a farlo rientrare in casa. Mezz’ora dopo me lo ritrovo di nuovo che fa su e giù per le scale, provando ad aprire tutte le porte… Continue reading “In Via dei Matti numero zero 1.0”