PhD: buona la seconda

Ricordate che nella notte dei tempi facevo un PhD presso l’University of Sydney sui bambini soldato? Ecco, l’ultima volta che ve ne avevo parlato vi avevo annunciato – con tanto di fuochi d’artificio – la tanto agognata consegna della mia tesi. Era inizio gennaio 2017. Da quel momento è cominciata la lenta attesa per l’esito finale del processo di analisi da parte di 3 esaminatori esterni: processo che può durare da qualche settimana fino a 6 mesi.  Continue reading “PhD: buona la seconda”

La fine del mio PhD

Fine. The end. Caput. Questo avrei voluto scrivere alla fine delle mie 345 pagine di tesi. Avrei voluto finire col botto, avrei voluto finire con una frase ad effetto o semplicemente con due parole che mettessero definitivamente fine a questo capitolo della mia vita. Ma so bene che nonostante questo progetto sia giunto (quasi) al termine, la mia relazione con la ricerca, con l’università e soprattutto con i bambini soldato non é ancora finita.  Continue reading “La fine del mio PhD”

Girl power

Bionda, minuta, carina, femminile e delicata. Dall’aspetto fisico non le daresti una lira come ricercatrice e attivista. Poi la senti parlare e la mandibola ti crolla. Lei, bionda e minuta, che si trova egualmente a suo agio a vivere tra i guerriglieri nella giungla della Colombia, nel nord dell’Iraq o in un sobborgo di Londra. Lei, per cui il concetto di casa, diversità e di distanza assumono un significato tutto particolare. Lei, pronta a partire per nazioni come il Gabon o il Kirghizistan non perchè ci sia qualcosa in questi paesi che lei voglia vedere a tutti i costi, ma perchè di questi paesi non sa niente e vuole scoprire cosa possano offrirle. Lei, che è il mio mito. Lei è Johanna.

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