I colpi della paura

Tum, tum, tum… I colpi risuonano contro la porta e rimbombano nel mio appartamento silenzio. La porta trema, incassa i colpi ma resiste. Grazie a Dio sono porte ignifughe e sono molto resistenti; fosse stata una porta normale a quest’ora sarebbe già venuta giù sotto la forza dei suoi pugni. Al di là della porta (la mia salvezza) c’è lui, il mio vicino alcolizzato e schizofrenico. Sono le 8 di mattina, la sua orribile musica polacca risuona dal suo appartamento dalle 6 di mattina. Il volume è stranamente ragionevole e anche le sue urla sono contenute. Ma poi cominciano i pugni alla porta, le urla gridate dal pianerottolo e il ciclo di follia e paura ricomincia. Continue reading “I colpi della paura”

Resilienza e coraggio. Attacco alla Lindt di Sydney, un anno dopo

L’albero di Natale tutto addobbato. Martin Place deserta. Il simbolo della Lindt. Il silenzio irreale di quel lunedì mattina. Il cordone della polizia. Le immagini in diretta su tutte le reti. I volti sconvolti degli ostaggi alle finestre. Il sollievo per i pochi che sono riusciti a scappare. La rabbia che cresce con il passare delle ore. Il sollievo di sapere che l’Avvocato, per quanto vicino, fosse al sicuro. La preoccupazione per gli ostaggi che cresce col calare del sole. L’ora di punta innaturalmente silenziosa. Le notizie che da ore non dicono niente di nuovo. L’andare a letto sapendo che per quelle 18 persone sarà una notta che non dimenticheranno. Lo svegliarmi e realizzare che finalmente l’assedio è finito. Il dolore nello scoprire che 2 ostaggi non vedranno mai la luce dell’alba. La solidarietà di un’intera città. Un mare di fiori e di affetto che per giorni colorano Martin Place. #Illridewithyou per non discriminare e non generalizzare. Una città che non dimentica e un Natale più sobrio per tutti. Continue reading “Resilienza e coraggio. Attacco alla Lindt di Sydney, un anno dopo”

Il senso della paura

Quando ero bambina la paura mi ha aiutato a crescere. Ovviamente ho l’enorme fortuna e privilegio di essere cresciuta in un pacifico e ricco paese occidentale, quindi la paura della mia infanzia non era legata a violenza, povertà o sicurezza. Era la paura del “non correre in strada che finisci sotto una macchina”, o del “non mangiare troppe caramelle che poi ti viene il mal di pancia”, oppure “non accarezzare il cane che poi ti morde”. Continue reading “Il senso della paura”

Brividi

Quando newyorkesi e turisti scappavano dopo l’attacco alla prima torre gemella; quando prima una e poi l’altra torre crollavano; quando centinaia di persone venivano avviluppate dalla nuvola di polvere… io ero incollata alla televisione. Con il cuore in gola e la pelle d’oca. Così come dopo gli attentati di Londra e Madrid, il terremoto all’Aquila, lo tsunami nell’Oceano Indiano, la strage di Oslo e tante altre tragedie degli ultimi 15 anni, ho seguito le notizie con quel senso di angoscia e impotenza che si prova davanti a qualcosa talmente grande e tragico che è totalmente al di fuori del proprio controllo. Continue reading “Brividi”