L’unione fa la forza

Il cielo è cupo e minaccia pioggia. Fa freddino rispetto al caldo di Milano dei giorni scorsi, ma niente in confronto al freddo che ho lasciato in Australia una settimana fa. Cammino  rapida lungo Steingasse, una splendida stradina pedonale sopra un Salzach grosso e agitato dopo le piogge dei giorni scorsi. In un attimo sono all’università di Salisburgo. L’atrio della facoltà di scienze sociali pullula di gente, dò il mio nome al banco registrazioni, mi riempiono di materiale e di una targetta col mio nome che non so mai dove mettere (usare la pinzella o la spilla da balia è sempre un dilemma) e mi mescolo alla folla. Continue reading “L’unione fa la forza”

Piccolo viaggio antropologico tra i figiani

Dopo avervi fatto un racconto generale sul mio viaggio alle Fiji, oggi voglio portarvi con me a conoscere un pochino meglio gli splendidi abitanti di queste isole!

Abbiamo avuto un assaggio della vita vera al villaggio durante la gita domenicale alla messa del villaggio. Essendo l’unica occasione per visitare Nalauwaki (i turisti non possono avventurarsi fuori dal resort senza guide locali), non ce la siamo fatta scappare, anche se non sapevamo in cosa la messa sarebbe realmente consistita. E neanche sapevamo di che religione fossero i figiani!

???????????????????????????????Accompagnati dal mio figiano preferito, Grandpa T., abbiamo affrontato i 10 minuti che separavamo il resort dal villaggio: su e giù dalla collina, con viste spettacolari sull’isola e l’oceano circostante, passati “allevamenti” di maiali e bambini appollaiati sulle rocce, fino a raggiungere Nalauwaki. Accoccolato lungo un’insenatura dell’isola, tra oceano e colline, il villaggio conta circa 350 persone di tutte le età. Tutti gli abitanti del villaggio lavorano a rotazione nel resort nelle varie mansioni richieste, mentre nel resto del tempo pescano o coltivano. Prima della creazione del resort infatti, Nalauwaki (e immagino anche gli altri villaggi dell’isola) aveva un’economia di sussistenza. Sull’isola si produce tutto tranne farina, zucchero e riso, che vengono comprati dall’isola principale. Per il resto, i nativi sono autonomi: hanno ovini, bovini e pollame (arrivati sull’isola tramite barche… vorrei tanto vedere una mucca attraversare l’oceano sulle loro barchette!), pesce e cocchi a volontà, e tutti i tipi di verdura e frutta che potete immaginare!

Continue reading “Piccolo viaggio antropologico tra i figiani”

Se avessi seguito le mie passioni…

… oggi non sarei qui a fare un PhD in legge… perché QUESTA passione per i diritti umani e la diplomazia è arrivata dopo, è stato un amore maturo che ho conosciuto dopo aver coscientemente rinunciato alla mia seconda passione, medicina. Oddio, forse chiamare medicina passione è una parola grossa: diciamo che per tanti anni sognavo di fare il medico, in particolare aspiravo a diventare pediatra. Forse perché da bambina/ragazza di ospedali ne ho visti tanti, forse perché di pronti soccorsi ne ho passati parecchi, ma in tutto questi di pediatri bravi, ne ho incontrati veramente pochi. Mi immaginavo moderna Patch Addams, a curare i bambini con un sorriso, una carezza e tanto amore. Mi immaginavo ad aiutarli con una passeggiata a cavallo, una nuotata con i delfini, una carezza a un coniglietto. I bambini e gli animali, QUELLE sono sempre state le mie passioni vere.

Animali Bimbi

Neanche a farlo apposta, sono stati il recente post di Mammacongelo sulla ippoterapia e l’ancora più recente scoperta del blog Coccobello a farmi riflettere su quanto abbia rinunciato davvero alle mie passioni VERE per rincorrere la prospettiva di un lavoro SERIO. Che tristezza! Certo, a 18 anni, quando ho dovuto prendere una decisione, neo orfana di padre, non avendo passato il test a medicina, ho scelto quello che il cervello mi diceva in quel momento. Reduce dal mio anno in USA, volevo viaggiare e vedere il mondo, e ho scelto un corso di laurea che mi avrebbe permesso di farlo. Non rimpiango la mia scelta, soprattutto perché mi ha permesso di essere qui oggi… ma è stata innegabilmente una scelta di testa, non di cuore.

Se oggi potessi scegliere una professione che mi renda DAVVERO felice… che mi permetta di  andare al lavoro con il sorriso stampato sulle labbra… che mi faccia essere grata per l’arrivo del lunedì…. Quel lavoro non sarebbe quello per cui sto ANCORA studiando, ma avrebbe a che fare con animali, acqua, natura e bambini…

Ribbet collage
foto prese dal web

Che dite, dopo una triennale, un master e un dottorato di ricerca, senza aver mai lavorato nel mio settore un solo giorno, butto tutto all’aria e mi iscrivo a un corso per diventare zoo keeper o addestratrice di cani?