Se avessi seguito le mie passioni…

… oggi non sarei qui a fare un PhD in legge… perché QUESTA passione per i diritti umani e la diplomazia è arrivata dopo, è stato un amore maturo che ho conosciuto dopo aver coscientemente rinunciato alla mia seconda passione, medicina. Oddio, forse chiamare medicina passione è una parola grossa: diciamo che per tanti anni sognavo di fare il medico, in particolare aspiravo a diventare pediatra. Forse perché da bambina/ragazza di ospedali ne ho visti tanti, forse perché di pronti soccorsi ne ho passati parecchi, ma in tutto questi di pediatri bravi, ne ho incontrati veramente pochi. Mi immaginavo moderna Patch Addams, a curare i bambini con un sorriso, una carezza e tanto amore. Mi immaginavo ad aiutarli con una passeggiata a cavallo, una nuotata con i delfini, una carezza a un coniglietto. I bambini e gli animali, QUELLE sono sempre state le mie passioni vere. Continue reading “Se avessi seguito le mie passioni…”

La mia vita… tra ricerca, bomboniere e sport

Mi sono resa conto che è da un po’ che non parlo di me. Don’t get me wrong, tutto parla di me in questo blog, alla fine è il mio diario. Ma è passato un po’ di tempo dall’ultima volta che ho raccontato di come sto e di come procede la mia vita. E così eccomi qui con un piccolo update. Continue reading “La mia vita… tra ricerca, bomboniere e sport”

PR e burocrazia: un venerdí di attesa

Durante questi anni in Australia, quante volte ho lodato la burocrazia australiana per la sua sveltezza, semplicitá ed efficienza? Innumerevoli, soprattutto confronto all’Italia. Fatta eccezione per la lunga e complessa trafila per ottenere il visto di coppia… E ora che ho finalmente ottenuto la tanto agognata PR (permanent residency), pensavo di essermi lasciata alle spalle tutta questa burocrazia. Continue reading “PR e burocrazia: un venerdí di attesa”

Due anni a testa in giù

Un anno fa come oggi mi trovavo in una posizione delicata. Io e l’Avvocato vivevamo ancora con i suoi genitori e non avevamo nessuna concreta possibilità di andarcene, dato che l’Avvocato non riusciva a trovare lavoro. Io mi dividevo tra la panetteria (che odiavo) e la scuola dove insegnavo italiano e francese (che a lungo andare mi annoiava). Ero in attesa del visto e del risultato sul dottorato e la borsa di studio. Non era un bel periodo, fatto di poche soddisfazioni, tanti compromessi e attesa, attesa, e attesa. 

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Si comincia!

E’ finalmente giunto il momento… Oggi mi sono ufficialmente iscritta al dottorato di ricerca e posso davvero cominciare questo nuovo capitolo della mia vita. Non vedevo l’ora davvero, non tanto per lo studio che dovrò fare (no, non sono così secchiona!), ma per avere qualcosa da fare, una ragione per uscire di casa e persone nuove da incontrare. 

Come requisito dell’ammissione, siccome non vengo da giurisprudenza, dovrò seguire un corso di ricerca legale; in realtà i corsi sono 3, uno per ogni anno di dottorato. Il primo comincerà mercoledì prossimo, e lì si che sarà un salto nel passato, dietro un banco, a prendere appunti, cercando di non addormentarmi (il corso è dalle 6 alle 8 di sera!).  Continue reading “Si comincia!”

Orientiamoci

Dopo più di 2 anni dalla mia laurea, oggi mi sono trovata nuovamente in un’aula universitaria, a prendere appunti su uno di quei tavolini grandi appena quanto un A4! Ma per fortuna oggi si trattava solo della prima sessione informativa per studenti internazionali… il che vuol dire trovarsi in mezzo a decine e decine dei 18enni e 19enni, per lo più asiatici!

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Che strada prendere?

Settimane di decisioni intense da prendere… Se da un lato infatti, Sam sta ancora aspettando di avere notizie da un suo mentore di Sydney, un pezzo grosso tra gli avvocati, che gli ha promesso di inoltrare il suo curriculum tra i suoi contatti, in modo da garantirgli, se non un lavoro, per lo meno qualche colloquio; dall’altro io ho cominciato la formazione per diventare manager. Alla fine, Sam ha avuto un contratto per uno stage (ben pagato) in uno studio legale qui ad Adelaide, per il mese di febbraio, perciò è sicuro che fino a inizio marzo saremo qui, e quindi quando il proprietario della Bakehouse mi ha chiesto quali erano i miei piani per i prossimi mesi, gli ho detto che fino a marzo posso lavorare per loro…. sempre che il governo mi permetta di lavorare quei 43 giorni extra, dopo la scadenza dei miei primi 6 mesi di lavoro…
Dopo di che non si sa… E da qualche settimana ormai ho preso in considerazione l’idea di fare un dottorato di ricerca con l’Università di Sydney (che si reputa l’università più prestigiosa dell’emisfero meridionale), in caso non trovi altro lavoro. Non so ancora di preciso dove cercherò lavoro, presumo in qualche organizzazione internazionale, anche se per ora non ci sono posti liberi. Penso di fare richiesta per uno stage (ahimè non pagato) presso l’Unicef di Sydney: si tratterebbe solo di un paio di giorni a settimana per 4 mesi. In questo modo potrei fare esperienza nel mio campo, conoscere i contatti giusti, e nel frattempo avere un lavoro part-time, o fare il mio dottorato di ricerca. Per il momento sto lavorando alla proposta di ricerca che devo mandare all’università per essere presa in considerazione… se mi accettassero, allora dovrei fare richiesta per una borsa di studio, il mio solo mezzo per potermi permettere il dottorato…..
Dubbi, perplessità e incertezze….