10 motivi per visitare Vigevano

A soli 35 chilometri da Milano, nel cuore della Lomellina, sorge quella che fu soprannominata “città ideale” da Leonardo da Vinci. Uno scrigno perfetto, una città progettata ad arte: Vigevano è una bella sorpresa e può essere una meta interessante per una giornata dedicata all’arte e alla storia. Qui hanno lavorato e lasciato le loro testimonianze i più grandi, da Leonardo da Vinci al Bramante e anche voi vorrete presto visitare Vigevano. Tutto il meglio racchiuso tra le mura antiche.

Conosciuta anche come “città dei duchi”, armonia è la prima parola che si associa a Vigevano e non a caso il principio che mosse il lavoro di Leonardo, le rifiniture del Bramante, nel sogno di una “città ideale” di Ludovico il Moro che a cavallo tra XV e XVI secolo trasformò il cuore della Lomellina in un gioiello rinascimentale. La scenografica Piazza Ducale, con il Duomo barocco e i portici punteggiati di ristoranti, caffè, gallerie d’arte e negozi ospitati nelle vecchie botteghe, un tempo occupate dai commercianti di lana e seta, è il fulcro della vita cittadina. A due passi, il Castello Visconteo-Sforzesco catapulta il visitatore in uno dei più grandi complessi fortificati d’Europa.

Una perla del Rinascimento, una cittadina perfetta, Vigevano è una meta capace di stupire per l’arte e l’architettura espressioni di un periodo storico grandioso. Un itinerario tra i luoghi da non perdere e i miei 10 motivi per visitare Vigevano.

1 – Piazza Ducale, la prima piazza “formale” della storia

Cuore della città e punto iniziale di ogni visita a Vigevano è la bellissima (per alcuni, la più bella piazza d’Italia!) Piazza Ducale. Piazza Ducale è uno dei primi modelli di piazza rinascimentale eseguiti sul modello del “forum” romano e uno dei migliori esempi dell’architettura lombarda del XV secolo. Questo salotto fu voluto, come un po’ il resto della città, da Ludovico il Moro che ne affida il progetto a niente di meno che Leonardo da Vinci e Donato Bramante a fine ‘400. L’idea era di fornire al Castello – divenuto Palazzo Ducale – una degna anticamera, ma il Vescovo Caramuel in seguito le cambiò destinazione, chiudendone i quattro lati, dopo che la città era divenuta sede vescovile. Ma noi dei bellissimi da portici, con le loro arcate e colonne, siamo più che contenti: mentre passegiate lungo la piazza, guardate i capitelli sopra le 84 colonne, troverete ritratti i personaggi dell’epoca romana e rinascimentale accompagnati da motti e proverbi. Un tempo sotto questi portici si trovavano le botteghe dei commercianti di lana e seta, mentre oggi ospitano negozi, bar e ristoranti con i loro dehors che contribuiscono, soprattutto nella bella stagione, a dare alla piazza l’aspetto di un vero e proprio salotto.

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Il quarto lato è invece occupato dalla facciata concava della Cattedrale. Infine, dalla piazza si nota facilmente non solo la Torre del Bramante ma anche una riga di comignoli di mattoni sui tetti delle case. Se li osservate attentamente noterete che son tutti diversi! Questa mancanza di omogeneità non è casuale ma voluta, in quanto i comignoli riproducono le torri dei castelli che facevano parte del feudo di Vigevano al tempi degli Sforza. 

Impossibile non lasciarsi ammaliare dall’armonia di questa stupenda piazza. Non per niente, la storia vuole che il maestro Toscanini si facesse portare a Vigevano ad ammirare l’armonia della piazza anche da malato: secondo lui le prospettive regolari della piazza ricordavano una sinfonia musicale, una composizione orchestrale su quattro lati.

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2 – Il panorama dalla Torre del Bramante

A vigilare sulla Piazza Ducale svetta la Torre del Bramante. Costruita dal Bramante su incarico de Il Moro a fine ‘400 sulle fondamenta di un’altra torre risalente al 1198, la moderna torre è alta “soltanto” 56 metri. Ma la sua altezza è sufficiente per regalare un panorama mozzafiato sul centro storico, sulle chiese cittadine ma si può spaziare fino al Ticino e oltre. Solo circa 100 gli scalini che portano al terrazzino merlato del 4° piano, che si trova ad un’altezza di circa 31 metri rispetto alla piazza sottostante. Al di sopra si trovano altri 3 piani, non accessibili al pubblico, che portano alla cella campanaria e al cupolino. La torre è il simbolo di Vigevano, tanto da essere stata collocata nel punto più alto della cittadina. Piccola curiosità: la sagoma della Torre del Bramante ispirò nel XIX secolo la Torre del Filarete del Castello Sforzesco di Milano. 

La torre è aperto da martedì a venerdì dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 17, mentre sabato e domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Ingresso a pagamento: € 3,00.

3 – La bella Cattedrale di Sant’Ambrogio

Come la vicina Milano, anche il patrono di Vigevano è Sant’Ambrogio, a cui è appunto dedicato il Duomo della città. La sua costruzione fu avviata dal duca Francesco II nel 1532 ed ultimata nel 1606. La straordinaria facciata scenografica, giustapposta per rimediare all’asimmetria dell’edificio con la piazza antistante, fu progettata invece solamente nella seconda metà del ‘600. La particolare curvatura ellissoidale e la straordinaria sobrietà pongono l’opera tra gli esempi più raffinati di architettura barocca. L’interno è grandioso, molto luminoso e conserva notevoli opere d’arte. E da qui si arriva al Museo del Tesoro del Duomo: costituito, in massima parte, da doni di Francesco II Sforza a partire dal 1534 e con le progressive donazioni al vescovo di Vigevano, include preziosi calici, pissidi e paramenti, messali romani e manoscritti di grande valore fino al prezioso paramentale, ricamato con fili d’oro, utilizzato dal Papa per incoronare Napoleone Bonaparte, re d’Italia, nel duomo di Milano, il 26 maggio 1805.

Il museo è aperto solo sabato e domenica dalle 15 alle 19 a offerta libera.

4 – La storia della calzatura moderna

Se dico tacco a spillo a cosa pensate? Non certo a Vigevano, immagino! Eppure proprio questa cittadina si contende con Parigi la paternità l’invenzione di questa calzatura e pare che il famoso tacco a spillo fu inventato proprio qui nel 1953. La tradizione calzaturiera ha giocato un ruolo cruciale per lo sviluppo di Vigevano, tanto da affibbiarle il soprannome di Capitale della Calzatura. È infatti proprio a Vigevano che
vide la luce nel 1866 il primo calzaturificio inteso in senso moderno, con divisione e specializzazione delle fasi lavorative, e nel 1929 venne avviata
la produzione di scarpe in gomma. L’interessante storia ed evoluzione della calzatura moderna è esplorata ed esposta in modo impeccabile nel museo ospitato nel Castello. Tra i pezzi esposti quelli che sicuramente attirano l’attenzione ci sono la “pianella” di Beatrice d’Este, il tacco di Marylin Monroe, la babbuccia papale, lo scarponcino con le ghette del Duce, la gigantesca (misura 59!) calzatura della star NBA Shaquille O’Neal, i sandali da cerimonia dei popoli artici e molto altro!

Il museo è aperto da martedì a venerdì dalle 14 alle 17.30, mentre sabato, domenica e i giorni festivi dalle 10 alle 18. Ingresso a pagamento: € 5,00 solo museo o € 6 museo + Torre + Pinacoteca Civica)

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5 – La bellezza del Palazzo Ducale

Il Castello di Vigevano ha origini antichissime risalenti all’epoca longobarda, ma è solo a partire dal 1345 che comincia la trasformazione in Palazzo Ducale con Visconti. Sarà Lodovico il Moro con la complicità tecnica del Bramante e da Vinci infine a completare il palazzo il secolo successivo. Il Palazzo è uno dei complessi fortificati più grandi d’Europa con oltre 70 mila metri quadri interni – più 36 mila di cortile – spalmati su 5 piani. A quanto pare il Palazzo Ducale potrebbe contenere due volte Buckingham Palace, tre volte la Basilica di San Pietro in Vaticano e ben sei volte il Duomo di Milano! Molti spazi si possono visitare in autonomia e gratuitamente, altri ospitano invece musei e luoghi d’arte come la Leonardiana, il piccolo Museo Archeologico Nazionale della Lomellina (gratuito, ospita diverse testimonianze archeologiche provenienti da scavi o recuperi occasionali nel territorio della Lomellina), la Pinacoteca Civica “Casimiro Ottone” (in cui è raccontata la storia storia di Vigevano dal X secolo al Novecento attraverso le opere di artisti locali), la Cavallerizza e le Scuderie (occupate oggi da luoghi d’arte permanenti o temporane), la strada coperta che aveva come scopo quello di proteggere il passaggio dei Signori di Milano e la strada sotterranea.

Accesso libero a: Cortile, Scuderia Ducale, Strada Coperta. Accesso con visite guidate a: Palazzo Ducale, ghiacciaia, ex prigioni, Falconiera Da martedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17, sabato e domenica dalle 9.30 alle 18.30. Per prenotare la visita guidata al Palazzo Ducale contattare l’Infopoint.

6 – Il mondo geniale di Leonardo

Il Museo della Leonardiana propone un itinerario inedito attraverso la vita e l’opera di Leonardo che soggiornò a Vigevano in qualità di sovrintendente alle acque su incarico di Ludovico il Moro, ma anche come membro della corte di Ludovico e Beatrice che ne apprezzarono sempre le squisite capacità artistiche, il piglio mondano e il genio scientifico e matematico. L’obiettivo del progetto è presentare al visitatore l’intera opera del genio più eclettico del Rinascimento, attraverso disegni, progetti d’ingegneria, dipinti, sculture, carteggi e bozzetti: vedere tutto questo in un unico luogo infonde slanci di fiducia nelle potenzialità dell’uomo e permette d’immergersi nella totalità dell’opera, un’esperienza unica che permette un’analisi ravvicinata e approfondita del suo linguaggio artistico.

Il museo è aperto da martedì a domenica dalle 10.30 alle 18.30. Ingresso a pagamento: € 10,00.

7 – I sapori della cucina Lomellina

Vigevano si colloca nel cosiddetto triangolo del riso (i vertici sono Novara, Vercelli e Pavia), ossia la zona di maggior produzione risicola europea. Va da sé che il riso è protagonista della tavola vigevanese, nei primi piatti ma non solo. I secondi piatti sono principalmente a base di carne: dai più classici manzo e maiale alle rane e lumache – la base dei piatti più tradizionali della Lomellina, tanto raffinati e prelibati da divenire quasi introvabili -, passando ai vari animali allevati in cortile tra cui l’oca. Un ottimo posto in cui mangiare pietanze a base di oca è L’oca ciuca della signora Fulvia, dove poter assaggiare i favolosi ravioli d’oca al burro e riduzione di nocciola tostata, ma anche i salumi d’oca della tradizione lomellina. Infine, si può concludere in dolcezza con il dolce tipico di Vigevano, anch’esso a base di riso, il Dolceriso del Moro: creato per la prima volta da Beatrice d’Este, moglie del Moro, perché si sentiva tradita e creò questa ricetta come “elisir d’amore”! In effetti, tra gli ingredienti, vi è l’acqua di rose, la quale si pensava avesse dei poteri speciali: guarirebbe le ferite da tradimento!

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8 – Il mulino di Leonardo sul Ticino

Se all’epoca di Leonardo da Vinci esistevano nel vigevanese numerosi mulini ad acqua – da lui studiati a fondo, il che contribuì all’opera di bonifica di tutto il territorio – oggi di mulini ne sono sopravvissuti pochi, ma la loro importanza storica rimane fondamentale. Per questo è molto suggestivo e interessare quello di Mora Bassa, appena fuori dal centro storico, trasformato in un museo dedicato alle opere meccaniche di Leonardo, nonché percorso didattico e sede di eventi. Il Mulino di Mora Bassa fu il regalo di nozze di Ludovico il Moro alla moglie Beatrice d’Este, tuttavia si dice che in una sala avvenissero gli incontri tra Ludovico e la sua amante Cecilia Gallerani (aka Dama con l’Ermellino). Nel 2000, grazie a un imponente restauro, nasce l’Ecomuseo della Roggia Mora che raccoglie all’esterno il sistema leonardesco di regolazione delle acque padane, e
all’interno macchine in miniatura perfettamente funzionanti tratte dai Codici.

Il mulino è aperto il sabato dalle 14:30 alle 18 e la domenica dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 18. Ingresso a pagamento: € 6,00 (sconto disponibile presentando il biglietto della Torre del Bramante o della Leonardiana).

9 – Il parco sul Ticino

E dal Mulino di Mora Bassa facciamo un’ultima fascinosa “incursione” alla centrale idroelettrica Enel “Ludovico Il Moro”, perfettamente funzionante ed esempio di come l’archeologia industriale può sposarsi con l’efficenza “qui ed ora”. Questa è l’ultima tappa di una giornata ideale a Vigevano, ma è anche una porta d’accesso perfetta per scoprire il Parco del Ticino. Vigevano è nel territorio del Parco del Ticino, riserva fluviale che fa parte delle aree naturali M.A.B. – Man and Biosphere riconosciute dall’UNESCO tra le più importanti riserve naturali del mondo. I boschi compresi nel territorio vigevanese sono tra i più importanti per biodiversità. 780 Km di percorsi che congiungono Vigevano con Pavia attraverso un percorso naturalistico di assoluto pregio, di cui 122 km lungo i navigli da conoscere in bicicletta, a piedi, facendo rafting o canoa.

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10 – Il Colombarone della Sforzesca

Ho lasciato questa tappa per ultima, non perché non sia interessante, anzi, ma perché purtroppo non è al giorno d’oggi facilmente visitabile. Il Colombarone della Sforzesca è uno dei primissimi esempi di cascina lombarda con funzione di vera e propria azienda agricola e per questo incarca il modello di azienda agricola per eccellenza in territorio lombardo. Commissionata da Ludovico il Moro, che voleva farne un modello di tenuta agricola, ospitò per un periodo anche Leonardo da Vinci, che qui mise in atto alcune delle sue soluzioni ingegneristiche introducendo canali di irrigazione e mulini ad acqua. Il primo nucleo risale al 1486, con un cortile centrale quadrangolare attorno a cui si articolano i corpi di fabbrica: quattro palazzotti con funzione residenziale, detti colombaroni. Nel XV secolo furono realizzati ulteriori edifici abitativi per i salariati e nell’Ottocento si aggiunsero una villa padronale e la chiesa di Sant’Antonio. Il Colombarone fu a lungo di proprietà privata, oggi appartiene al comune di Vigevano ed è visitabile solamente in occasione delle giornate aperte del FAI.


Bastano poche ore passate a spasso nel salotto di Vigevano, tra il parco del suo spettacolare Castello o sull’alto della sua Torre per comprendere quanto quel genio di Leonardo ci aveva visto giusto: Vigevano è davvero la città ideale! Se vi trovate nel milanese, non fatevi scappare una visita a questo gioiello di provincia perché 10 motivi non sono abbastanza per visitare Vigevano: ne troverete voi molti di più!


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30 thoughts on “10 motivi per visitare Vigevano

  1. Che bello che seo venuta della mia Vigevano! Il mio posto del cuore! Sono così contenta che questa cittadina venga valorizzata anche dai Travel Blogger perchè purtroppo patisce molto la distanza da Pavia e i vigevanesi non sono molto contenti di ciò…

    1. Sono cresciuta a Milano eppure ne ho sentito parlare sempre molto poco e mai come meta per una gita fuori porta. Un gran peccato perché merita tantissimo e nel mio piccolo faccio il possibile per farla conoscere!

  2. Devo assolutamente visitare il Museo della Leonardiana! Non sapevo Vigevano fosse così ricca di attrazioni, non l’avevo mai presa in considerazione ma devo dire che il tuo articolo mi ha incuriosita molto.

    1. Idem per me! Non ci sono mai stata prima pur essendo cresciuta a Milano! Ma è stata davvero una bellissima visita e ti consiglio di visitarla quando puoi!

  3. Il campanilismo mi fa per forza commentare, visto che Vigevano è la mia città!
    Brava sei riuscita a mettere in luce tutti i suoi “plus”. Pensavo che il Colombarone non lo conoscesse nessuno!!

  4. Mi piace ogni tanto andare a Vigevano e passeggiare così con il naso all’aria beandomi di quella “armonia” che hai così ben definito nel tuo post. Non sapevo la storia dei comignoli tutti diversi, la prossima volta ci faccio caso!

    1. Devo ammettere di non averlo saputo neanche io quando ci sono andata. L’ho scoperto solo dopo!

    1. Ho in programma una piccola vacanza in Piemonte e visto che arrivo dal Friuli avevo programmato proprio una sosta in zona. Sono un’ammiratrice del genio di Leonardo e mi piacerebbe visitare questi luoghi che ne testimoniano l’opera.

  5. Non ci sono mai stata, ma le tue foto e i racconti mi fanno venire voglia di scoprirla! Un perfetto mix di storia, arte e cultura. Prenderò spunto dai tuoi consigli senza dubbio!

  6. Sono davvero 10 ottimi motivi per visitare Vigevano. Io quando ero piccola ci andavo spesso con i miei genitori a trovare una zia che abitava a due passi dalla piazza. Facevamo sempre una scappata a vedere i portici, ma allora non ne comprendevo la grandezza e la bellezza. Ci tornerei volentieri.

    1. Che bello correre sotto quei portici da bambina! Ma a quell’età le priorità sono giustamente altre!

    1. Io conoscevo solo la sua bella piazza principale ma tutto il resto è stata una bellissima sorpresa

  7. Non avevo mai preso in considerazione Vigevano come una meta di visita ma con il tuo articolo l’ho valutata molto. Grazie delle indicazioni

  8. Vigevano la conosco solo di nome perché il figlio di una conoscente di mia madre viveva là ai tempi dell’università. Chissà perché, l’ho sempre immaginata come una città che non valesse la pena di essere visitata – e sbagliavo alla grande! La Piazza Ducale è veramente spettacolare: se già è bellissima in fotografia, posso solo immaginarla dal vivo.

    1. In effetti è un po’ oscurata dalle vicine Milano e Pavia ma merita assolutamente una visita

  9. E chi si aspettava Vigevano così bella e interessante? Sarebbe proprio da passarci un weekend per fare le cose con calma…Già mi vedo a strafogarmi di salumi d’oca come non ci fosse un domani… 😉 Racconto molto ben fatto, brava!

    1. Non lo sapevo neanche io! Io ci ho passato solo mezza giornata e non è stato affatto abbastanza!

  10. Una panoramica molto coinvolgente quella su Vigevano e sul suo territorio, che invita a visitarla o a ritornarci per ritrovare delle belle atmosfere d’altri tempi.

    1. Pensa che pur vivendo a Milano non ci ero mai stata fino ad ora ed è un gran peccato perché è bellissima

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