Un libro in valigia: “La lunga strada per tornare a casa” di Saroo Brierley

Ci sono storie che ti rimangono dentro più di altre, storie che in qualche modo ti parlano dritte al cuore e ti catapultano tra le pagine e tra i personaggi. Sono storie che magari sono ci sono capitate tra le mani per puro caso, ma che una volta lì non siamo più riusciti a mettere giù. Con “La lunga strada per tornare a casa” di Saroo Brierley è stato così. Questo titolo non vi dice niente? Forse se parlo del film “Lion – La strada verso casa” però saprete immediatamente di cosa parlo, vero?

La trama del libro che ha ispirato il film con Dev Patel e Nicole Kidman è incredibile, surreale, perfetta per un romanzo. Per chi non la conoscesse eccola qui.

Immagina di avere cinque anni, di conoscere a malapena il tuo nome e di non essere mai andato oltre i confini del piccolo villaggio in cui vivi. Immagina di salire per sbaglio su un treno e che all’improvviso le porte si chiudano. Immagina di viaggiare per un tempo che sembra infinito e, alla fine del viaggio, di ritrovarti catapultato nella più povera, caotica e pericolosa metropoli del mondo, Calcutta – a 1600 chilometri dalla tua casa. Ora, devi fare una cosa sola: sopravvivere. Sembra un film, invece è la storia vera di Saroo. E ciò che la rende ancora più straordinaria è quello che è successo venticinque anni più tardi, quando Saroo, cresciuto in Australia da una famiglia adottiva, decide di provare a rintracciare sua madre e i suoi fratelli. Non sa il nome del suo villaggio, ma si ricorda perfettamente una cisterna, un piccolo ponte e il fiume in cui andava a fare il bagno. E passa tutte le sue serate, con pazienza e determinazione infinite, a esaminare attraverso Google Earth ogni linea ferroviaria indiana, fino a trovare un luogo familiare. Ma per scoprire se quell’immagine sfocata è veramente la sua casa c’è un solo modo. Andarci di persona. La lunga strada per tornare a casa è una storia commovente e intensa, che racconta con gli occhi di un bambino la drammatica realtà di quelli come lui, soli, per strada, nell’indifferenza di tutti.*

Nonostante non sia particolarmente amante delle biografie, la storia di Saroo (il cui nome vero era però Sheru, che in Hindi significa Leone – da cui il titolo del film). non ha niente a che invidiare al più avvincente dei romanzi. C’è la tragedia della separazione del piccolo dal fratello, c’è la paura per questo cinquenne alla deriva in una città come Calcutta, c’è la speranza e l’amore di due genitori adottivi, c’è il desiderio di conoscere se stessi e la propria storia, c’è la maturità del riuscire a combinare passato, presente e futuro. Penso che nessun autore sarebbe riuscito a inventare una storia del genere, e a renderla così coinvolgente!

In particolare sono due le cose che ho amato più di tutto di “La lunga strada per tornare a casa” e della vicenda di Saroo. La prima è l’amore e la generosità di cuore dei genitori adottivi, che comprendono e supportano (anche se sicuramente non si aspettavano il suo successo) l’ossessione la missione di Saroo nel voler ritrovare il suo villaggio d’origine. Da mamma penso a quanto amore debba aver provato quella donna per incoraggiare e sostenere il proprio figlio nella ricerca della sua madre naturale, sapendo in tutto ciò di poterlo perdere! Sicuramente non da tutte….

La seconda è appunto il desiderio viscerale di Saroo di ritrovare la sua famiglia d’origine, nonostante l’affetto della famiglia che lo ha cresciuto e la felicità per la sua seconda vita in Australia. Più di tutto è il senso di colpa verso il fratello maggiore – lo stesso che lo aveva lasciato a dormire su una panchina la notte in cui Saroo salì sul treno – che lo spinge a passare le sue serate piegato sua cartina dell’India. Tragica sarà però la notizia che lo aspetterà quando Saroo riuscirà finalmente a ricongiungersi con la sua famiglia di nascita.

Insomma, di lacrime ne ho versate a barili, sia leggendo il libro – che è scritto egregiamente – che guardando il film. Se ancora non conoscete la storia pazzesca di Saroo direi che vi siete persi un gran capolavoro perciò correte subito a leggere “La lunga strada per tornare a casa” di Saroo Brierley!

* trama tratta da www.ibs.it

48 thoughts on “Un libro in valigia: “La lunga strada per tornare a casa” di Saroo Brierley

  1. Un libro meraviglioso e un film commovente. Sicuramente è un libro da “viaggiatore” da godersi mentre si viaggia. Immediatamente ti viene voglia di utilizzare Google Earth per provare a riconoscere luoghi e dettagli.

  2. Non ho avuto ancora l’occasione di vedere il film, ma ho letto il libro e devo dire che è decisamente stupendo! Specialmente se si pensa che si tratta di una storia reale! Superconsigliato! 🙂

  3. Ho sentito parlare del film ma non l’ho mai visto e a questo punto ne sono felice perché preferisco sempre leggere prima il libro. Mi viene l’angoscia soltanto a leggere le tue parole, quindi immagino che leggendo il libro l’emozione sia ancora più intensa. Non ho figli per cui posso solo provare a immaginare cosa voglia dire per una mamma supportare un figlio (adottivo o meno) in una situazione del genere.

    1. Storia intensa ma molto molto bella! Sarai contenta di aver letto il libro o guardato il film quando ce la farai!

  4. Ho visto solo il film, e mi dispiace, perché di solito preferisco prima leggere il libro. Quasi mai riesco a fare il contrario! Grazie per avermelo fatto conoscere (non sapevo, in effetti, che fosse tratto da un’autobiografia).

    1. Anche io di solito amo leggere prima i libri, ma vale comunque la pena leggerlo anche se ormai hai visto il film

  5. Non conoscevo questo libro e la storia è davvero incredibile, ancor di più se è realmente accaduto! In questo periodo sto leggendo molto e non mancherò di seguire il tuo consiglio!

  6. Il film è stato emozionante ed avvolgente, mi ha tenuto con gli occhi incollati allo schermo. Forse per valutarlo a fondo occorrerebbe anche leggere il libro.

  7. Ho visto il film non molto tempo fa e come te mi ha emozionata tanto. Cercherò di leggere il libro in modo tale da avere un confronto…

    1. Il film è davvero fatto benissimo, non c’è dubbio. Ma il libro, come sempre, dà un’altra prospettiva!

  8. Ho visto il film di questa storia! Che storia pazzesca! E che cosa ancora più pazzesca che il tizio passa mesi su google maps! 😀 Anche nel libro? Probabilmente il film non è accurato come il libro, ma è fatto molto bene!

    1. Sì sì, la storia è la stessa, ma forse il libro rende più l’idea di tutto il tempo che Saroo passa su quella cartina alla ricerca del suo villaggio

  9. Ho visto il film non molto tempo fa e concordo con te in tutto: toccante, emozionante. Leggeró il libro e potrò dirti che ne penso.

  10. Ho visto il film con i bimbi pochi mesi fa ed è piaciuto a tutti tantissimo. Certo abbiamo anche pianto. E mio figlio piccolo si era molto immedesimato in lui che si ritrova in un treno da solo senza sapere dove fosse diretto. Quando sarò nello stato d’animo di piangere leggerò anche il libro!

    1. Che bello che anche i tuoi bimbi abbiano apprezzato la storia! Mi piacerebbe sapere cosa ha detto Diego del piccolo Saroo sul treno: lui cosa avrebbe fatto al suo posto?

    1. Non è assolutamente un libro difficile da leggere, ma dipende molto dall’età della tua bimba.

  11. Ho letto di questo libro e del suo film, ma confesso di non averlo nè letto nè visto. Eppure ho trovato questo personaggio ispirante e un po’ simile a me. Infatti mi ritrovo spesso a visitare luoghi del mio passato su Google Earth alla ricerca di qualcosa, di un segnale, di un’informazione per riallineare tutti i puntini dei ricordi

  12. Avevo visto il film… ma ammetto di non aver pensaro (chissà poi perché) di leggere il libro. Credo potrà essere uno dei prossimi acquisti per accompagnare il lockdown.

  13. Ho visto il film, bellissimo e scommetto che (come sempre) il libro sia ancora più bello! Al momento ho già qualche libro sul comodino ma appena avrò tempo voglio leggere anche questo.

  14. Il film lo avevo visto e mi era anche piaciuto! Quindi non mi dispiacerebbe leggere il libro, sicuramente ha più dettagli ed approfondimenti che nei film, per forza di cose, devono tagliare. Grazie per la dritta!

  15. Non ho letto questo libro e ti dirò che non è nemmeno il mio genere, ma leggendo il tuo articolo mi hai fatto venire voglia di leggerlo. Così per cambiare un po’ e per leggere qualcosa di incredibile!

    1. Capisco, non è forse da tutti, ma se ti capita di leggere il libro o guardare il film fammi sapere cosa ne pensi!

    1. Se me l’avessero raccontata non avrei mai creduto che un’avventura del genere fosse possibile!

    1. Nooooo…. ed è pure stato girato in parte a Melbourne! Devi guardarlo o leggere il libro!

  16. Non ho letto il libro e neppure ho visto il film. E’ però il genere di storia che mi appassiona, avventurosa ma non solo. Ci sono anche spunti di riflessione profonda sull’abnegazione delle madri. Grazie del consiglio

    1. In realtà è una storia a lieto fine, una di quelle che fanno bene al cuore…. ma le lacrime le verserai lo stesso!

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