Giugno e il carico emotivo che porta con sé

Per i primi 18 anni della mia vita l’arrivo di giugno ha sempre portato con sé grande gioia e un enorme sospiro di sollievo, con l’inizio dell’estate, con la fine della scuola/università e l’arrivo delle tante agognate vacanze. Significava la fine della stagione degli obblighi e l’inizio di quella spensierata – anche se durante gli anni di università la sessione di luglio ritardava l’arrivo dell’estate –, quella fatta di viaggi, di scoperte, di divertimento. Poi sono arrivati i miei 17 anni e giugno ha portato con sé la fine del mio anno di scambio in America, un ritorno traumatico in Italia, l’arrivederci a persone a cui avevo dato il mio cuore da un lato dell’oceano e l’addio alla mia nonna dall’altro. E infine ecco i miei 18 anni e giugno ha perso per sempre quella sensazione di gioia e sollievo. Perché è proprio come oggi infatti che 13 anni fa mio papà è mancato.

L’inizio di giugno da allora porta con sé un carico emotivo decisamente più importante di quello a cui ero abituata durante i miei anni d’infanzia e adolescenza. Questo è un periodo dell’anno molto intenso per me, emotivamente parlando. A fine maggio inizio a trepidare, conscia che i ricordi inizieranno a riaffiorare col passare dei giorni e l’avvicinarsi della fine del mese. Giorni qualsiasi che in qualsiasi altra circostanza non sarebbero valsi la pena di essere ricordati, resteranno per sempre impressi  nella mia memoria perché quelli sono stati gli ultimi giorni con lui, gli ultimi di noi.

Ho cercato negli anni di sfuggire ai ricordi e al dolore, di non pensarci, di concentrarmi su altro. Senza successo. Perché ho imparato, negli anni, che ai ricordi e al dolore non si sfugge, e allora tanto vale prenderla di petto e dedicare questi giorni a quei ricordi e a quella persona: abbracciare i ricordi, abbracciare il dolore, segno dell’amore che è stato e del vuoto che ci sarà sempre, e poi lasciarlo andare. Così come il 7 giugno arriva, il 7 giugno passa. Questa è una certezza che porta con sé un certo senso di conforto e di rincuoro, nonostante la tristezza e la malinconia di questi giorni.

Ma dall’anno scorso c’è un nuovo anniversario che è entrato a far parte del mio personale calendario emotivo. Perché come ieri, un anno fa, cominciavo la mia nuova carriera con Medici Senza Frontiere, e questo per fortuna è un anniversario felice, uno di quelli belli da ricordare. Ricordo l’ansia dei primi giorni, l’impressionante quantità di nozioni nuove da imparare, il terrore della prima telefonata, la frustrazione del primo spelling. Ma ricordo anche l’emozione del mio primo Broadway Briefing e l’eccitazione nel rendermi conto di essere davvero parte di quest’organizzazione; ricordo il supporto dei miei colleghi durante le telefonate più difficili e i tanti momenti di svago con la mia squadra; ricordo i drinks del venerdì sera nella terrazza e i barbecue per celebrare un anno di successi alla tenue luce del tramonto.

È stato un anno importante quello appena passato. Per me, per l’Avvocato e per le nostre famiglie. Un anno ricco di novità e cambiamenti. Un anno di alti e bassi come è normale che sia. Un anno di errori commessi e di cose imparate, di nuovi incontri e di rapporti persi. Un anno di soddisfazioni e di qualche delusione, un anno di successi e di qualche sconfitta. Un anno indubbiamente da ricordare. E ora che il traguardo del primo anno con MSF è stato raggiunto, eccomi pronta a guardare avanti alle opportunità che mi si aprono davanti. E chissà cosa il prossimo anno avrà in serbo per me…

13 thoughts on “Giugno e il carico emotivo che porta con sé

  1. Capisco il disagio nel guardare una data che si avvicina sul calendario che per me diventa insopportabile fino all’8 agosto da 22 anni per l’identico motivo. E casualmente proprio nella stessa data abbiamo lasciato tutto e ci siamo trasferiti all’estero. Congratulazioni per il tuo primo anno di successi. Ti auguro che si moltiplichino e a questa ricorrenza se ne aggiungano altre ancora, di soddisfazione e gioia e ti aiutino a superare meglio quella data . <3

    1. Mi spiace che anche tu debba vivere con la spada di Damocle di questa data che si avvicina ogni anno.. ma sono contenta che anche tu abbia un’altra ricorrenza felice nello stesso giorno per togliere un po’ la malinconia e tristezza che altrimenti lo caratterizzerebbe!

  2. Le ricorrenze, belle e brutte che siano portano con sé un carico emotivo che, credo, vada vissuto sempre e comunque. Ogni volta si rivivrà in maniera diversa, ma comunque le ricorrenze sono legami a situazioni che ci appartengono e che in un modo o nell’altro ci hanno forgiato., per cui l’importante è non farsi sopraffare dai ricordi più tristi.

    1. Hai ragione. Per questo ora, dopo 13 anni dall’incidente, accolgo la giornata e i ricordi che porta con sè. Perchè comunque sono parte di me e della mia vita. L’importante è poi riuscire ad andare avannti con la propria vita

  3. Mi ha emozionato leggere la prima parte del post. Si vede e si percepisce da qui quello che sentì, quello che trovi. Hai usato le parole giuste per descrivere i giorni di attesa e le sensazioni che li accompagnano. Auguroni per il primo anno in MSF! Ad maiora!

    1. Grazie mille Vittoria. Mi fa piacere essere riuscita a trasmettere queste emozioni con le parole. Non è sempre facile!

  4. Ci sono date che non ci scordiamo tanto facilmente, mi dispiace che il tuo sia legato a un momento come l’inizio dell’estate. Le tue parole trasudano ancora di dolore. Per me, che pure la scuola l’ho finita da un po’, giugno continua a parlare di avventura, sole e felicità, forse per le ferie in vista!

    1. Hai ragione, giugno normalmente è un periodo felice anche per noi adulti. Purtroppo per me non lo è più, ma devo dire che ora che vivo in Australia e giugno è l’inizio dell’estate, mi è più facile affrontare l’arrivo di questa giornata cupa.

  5. Hai già fatto un’analisi dettagliata e hai già capito da sola che è inutile sfuggire ai ricordi, ma che è meglio permettere loro di far parte di noi e accoglierli.
    Per me il mese intenso è ottobre che non è bilanciato da alcun ricordo positivo.
    Il tuo post intenso mi sarà di sostegno, me lo sono salvato.
    Grazie per aver condiviso anche questa parte di te.
    Un abbraccio

    1. Grazie mille delle tue dolci parole Priscilla. Non è stato facile arrivare a questa consapevolezza e questo equilibrio, di anni ne sono ormai passati 13, ed eccomi qui. Spero che tu riesca a vivere ottobre con la stessa consapevolezza e forza. Un abbraccio

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