Quando l’estero chiama. La storia di Elisa

Di lei vi avevo già parlato qui. Lei, che sta vivendo un’esperienza che solo una piccola parte dei ragazzi della sua età hanno il coraggio di intraprendere. Lei, che sta scoprendo giorno dopo giorno che il mondo è più piccolo di quello che sempre. Lei, che ha spiegato le ali e intrapreso un viaggio che le auguro non finisca mai. A lei lascio ora la parola, perché vi racconti lei stessa cosa l’ha spinta a fare il grande passo di andare a studiare un anno all’estero a soli 16 anni.


Ciao a tutti, sono Elisa, ho 17 anni e sto facendo il mio anno all’estero in Irlanda. Claudia, mia cugina, mi ha dato l’opportunità di scrivere sul suo blog ed eccomi qui a condividere qualche pensiero con voi.

Innanzitutto ci tengo a dire che se io mi trovo qui a fare questa esperienza, una parte del merito è di mia cugina perché sin da quando ero piccola, ero sempre rimasta affascinata dal fatto che lei fosse andata per un anno in America e volevo assolutamente farlo anche io. Ho sempre avuto dentro di me quella voglia di viaggiare, di scoprire, di non rimanere nello stesso posto tutta la vita. Si dice che certe persone abbiano dentro di sé questa passione per il viaggio chiamata in tedesco “wanderlust” e io mi ritengo una di quelle.

Avevo 12 anni quando sono andata per la prima volta all’estero da sola, ero una di quelle bambine che non voleva andare al mare ma voleva andare all’estero. In particolare sono andata per tre anni consecutivi in college per due settimane in diverse parti dell’Inghilterra come Londra, York, Eastbourne avendo poi la possibilità di fare diverse gite e quindi visitare altri luoghi come Oxford, Manchester, …

Da lì quindi sono iniziate le mie avventure di viaggio e la mia scelta della scuola superiore è stata notevolmente influenzata da tutto ciò, infatti ho scelto di intraprendere il liceo linguistico, con le lingue inglese, francese e tedesco. Ho anche seguito il corso di cinese per due anni ma poi ho smesso.

Comunque, grazie alla mia scuola, ogni anno vengono organizzati degli stage linguistici per tutte le classi nei quali noi studenti andiamo per una settimana in una famiglia all’estero per approfondire la lingua e visitare nuovi luoghi. In prima superiore la meta è stata Vichy, in Francia, in seconda Bray, in Irlanda e in terza Antibes, ancora in Francia. Quest’anno i miei compagni di classe andranno a Monaco, in Germania ma io tenendo conto della possibilità che in quarta superiore sarei potuta partire, nell’estate di due anni fa sono andata a Lindau, in Germania per tre settimane per migliorare il tedesco. Tutte quelle piccole esperienze mi hanno arricchito molto e mi porto ogni singolo momento nella memoria e nel cuore.

Tutto ciò, però, era solo un piccolo assaggio di ciò che sarebbe arrivato dopo perché l’esperienza che sto vivendo ora è un caso a parte.

quando l'estero chiama

Come sono finita in Irlanda è una domanda che magari qualcuno si può porre e la risposta è semplicemente che ho deciso di partire con Intercultura, un’associazione volontaria nella quale mi è stato chiesto di scrivere una lista di Paesi nei quali mi sarebbe piaciuto andare e l’Irlanda si trovava al terzo posto, preceduta da Stati Uniti e Canada.

Sì, devo ammettere che il mio grande sogno erano gli Stati Uniti, ma con il senno di poi non avrei potuto essere più felice di aver scoperto la terra di smeraldo, e per gli Stati Uniti ci sarà sempre tempo.

Tra dicembre e gennaio dell’anno scorso mi è stato comunicato di aver vinto la borsa di studio per un programma annuale europeo, successivamente mi è stato detto che sarei andata in Irlanda ed essendoci stata un anno prima ne ero rimasta davvero affascinata anche se non avevo visto nulla a confronto.

Dopo mesi di ansia, eccitazione, pensieri e continui pensieri, il 26 agosto 2017 sono partita per la mia avventura dopo aver passato una notte in albergo nella magnifica capitale italiana con gli altri ragazzi che sarebbero partiti per l’Irlanda come me. Destinazione: Dungarvan, contea Waterford, a sud-est dell’Irlanda, una piccola città affacciata sul mare di circa 9 mila abitanti.

Famiglia ospitante: composta da cinque persone, i miei host parents e le mie tre host sisters, una della mia età, una di 18 anni e una di 19; le più grandi vanno al college e sono a casa solamente durante il weekend o durante le vacanze.

Scuola: mista, fatto abbastanza insolito in Irlanda dato che la maggior parte delle scuole è omogenea e avrei dovuto indossare la divisa obbligatoriamente.

Queste erano le informazioni che avevo ricevuto prima di partire. Ti dicono di non farti aspettative perché potresti rimanere deluso ma era normale nella mia mente pensare a come sarebbe stato, con i mille dubbi e curiosità che mi portavo dentro. Ricordo bene il viaggio in aereo, ricordo bene il viaggio in pullman dall’aeroporto alla mia città, mi guardavo attorno, vedevo che eravamo già immersi nel verde, ero eccitata, felice ma anche tanto confusa, credo che non avevo ancora realizzato che avrei passato nove mesi interi lontano da casa, la mia prima casa.

quando l'estero chiama


Eccola la mia Elisa. Sono così fiera di lei, delle decisioni che ha preso e della forza con cui sta affrontando gli alti e bassi che questa esperienza inevitabilmente porta con sé. Questo è solo un assaggio della sua esperienza, e spero che tornerà presto qui a raccontarvi il resto di quello che questo anno in Irlanda le sta regalando!

9 thoughts on “Quando l’estero chiama. La storia di Elisa

  1. Bellissimo, pero’ io non parlerei solo di coraggio…io sarei andata di corsa ma queste cose costano, mi ricordo ancora mentre sfogliavo i cataloghi dei viaggi studi e poi vedevo i costi….e sognavo. I miei sono riusciti a mandarmi a un paio di vacanze studi di un paio di settimane e ne sono grata ma per la lingua e anche esperienza non sono abbastanza. Io volevo tanto fare anche il l’anno negli States or Australia – Adesso che sono mamma purtroppo pur lavorando il triplo di quello che lavoravano i miei (un altra generazione “fortunata” senza mutui ma case di famiglia ) non sono ancora nella posizione di finanziare queste cose per i miei figli e le gite scolastiche ce la faccio a mala a pena e se posso le pago a rate. Ormai per me sogno ma spero tanto che i miei figli riescano a viaggiare
    (nel mio piccolo viaggiamo piu’ possibile e facciamo mille cose piu’ di quello che facevo io da piccola)

    1. Hai ragione, spesso i programmi di studio all’estero costano molto. Ma ci sono molte borse di studio disponibili, sia per reddito che per merito. Ad esempio Elisa ha sempre avuto il desiderio di fare quest’esperienza all’estero e si è sempre impegnata moltissimo a scuola per avere una media alta, che a sua volta l’ha piazzata molto in alto nella graduatoria per la borsa di studio. Mi auguro che anche i tuoi figli riescano ad avere possibilità come questa. E se non sarà da ragazzi, allora da adulti!

  2. Bravissima Elisa per aver avuto il coraggio di buttarsi a capofitto in un’esperienza meravigliosa! Alla sua età sognavo di vivere per almeno qualche mese in una città diversa. Mi ci è voluto qualche anno, ma alla fine mi sono decisa. Ho viaggiato tanto e adesso vivo a Londra da cinque anni e ho una bambina, che spero vorrà viaggiare tanto a sua volta. Sono fermamente convinta che esperienze simili ci arricchiscano infinitamente e ci diano la possibilità di guardare il mondo con occhi diversi. Definitivamente il miglior regalo che ci si possa fare (o che si possa fare ai propri figli!).

    1. Sicuramente col tuo amore per l’estero e i viaggi, anche la tua bimba erediterà lo stesso interesse! Non c’è dubbio che viaggiare ti apra la mente e ti faccia mettere tutto in discussione, nel senso buono del termine. Auguro a te e alla tua bimba quanti più viaggi possibili!

  3. Ho fatto tante esperienze simili nella mia vita, ma solo quando avevo qualche anno in più di Elisa ho deciso di fare il grande passo di vivere un anno all’estero. Ci sono state le vacanze studio, gli scambi linguistici… ma un anno delle scuole superiori all’estero lo rimpiango tanto! Alla fine va bene così, però penso sarebbe stato molto bello. Se mai avrò un figlio spero che avrà la voglia di partire! 🙂
    Fai tanti complimenti a tua cugina. Diventerà una donna forte, tollerante, dalla mente aperta. Non la fermerà nessuno! 🙂

    1. Grazie mille Agnese, me lo auguro anche io. Io ho avuto la fortuna di fare sia l’anno all’estero alle superiori sia esperienze all’estero qualche anno dopo, e devo ammettere che quello che si vive a 16 anni non e’ lo stesso di quello che si prova a 20 o 25. Ma e’ tutto pur sempre esperienza di vita ed e’ questo quello che conta!

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