Quando dire basta?

Karma is a b*itch, si dice in inglese. Bhè, io proprio non lo so cosa ho fatto di male in questa o in altre vite per meritare così tanto astio da ‘sto cavolo di karma. Sono 18 mesi – giorno più giorno mese – che aspetto che questa benedetta ruota giri a mio favore, ma si vede che si è intoppato qualche meccanismo perché qui ancora non è arrivato niente di buono. Dicono di non mettere fretta al destino e che la pazienza sia la virtù dei santi. Ma io santa non lo sono mai stata, ho lasciato quel posto al mio Big Brother una vita fa. Continue reading “Quando dire basta?”

(Non) sentirsi a casa

A giugno saranno 6 anni da quando mi sono trasferita in Australia permanentemente, e quasi 9 da quando ci ho messo piede per la prima volta. Prima Adelaide era casa, poi lo é diventata Sydney, da ormai 4 anni e mezzo. In Australia abbiamo metà famiglia, qui a Sydney abbiamo comprato casa e quaggiù abbiamo l’Avvocato ha avviato una carriera di successo. L’Australia e Sydney dovrebbero essere decisamente casa, e per molti versi lo sono… ma perché a volte allora proprio non mi sento a casa qui?  Continue reading “(Non) sentirsi a casa”

A year as your wife

Un anno fa come oggi mi svegliavo nervosa e felice come non mai, pronta ad affrontare uno dei giorni più importanti della mia vita. Un anno fa come oggi ho indossato l’abito da sposa che sognavo fin da quando ero bambina. Un anno fa come oggi ho sposato l’uomo che ho sempre sperato di poter chiamare mio marito.  Da un anno a questa parte ho l’enorme privilegio e fortuna di essere tua moglie, nella buona e nella cattiva sorte, as long as we both shall live. Continue reading “A year as your wife”

Ansia da prestazione

Eccola, tra la folla pre-natalizia vedo il suo volto famigliare. Il primo volto che ho visto quando sono venuta al mondo. Il volto della mia mamma. E vederlo per la prima volta all’aeroporto di Sydney mi scombussola tutta. Sono 4 anni e mezzo che vivo in Australia e questa è la prima volta che lei mi viene a trovare. Non sto più nella pelle dall’eccitazione e allo stesso momento ho una grande ansia. In tutti questi anni le ho decantato allo sfinimento la bellezza dell’Australia, il suo fantastico stile di vita, e tutto quello che ti questa vita adoro. E lei ci ha sempre creduto, non potendo fare altro. E se adesso che è finalmente qui tutto questo non le piacesse? E se non fosse soddisfatta della vita che ho scelto per me? Mentre l’abbraccio e le do il benvenuto, non posso che fare altro che sperare che anche lei si innamori di questo paese come ho fatto io…

Sento tutta la sua aspettativa, tutta la sua voglia di scoprire questo mio nuovo mondo su una spalla, mentre sull’altra c’è la mia grandissima ansia da prestazione. Sento tutta la sua aspettativa, tutta la sua voglia di scoprire questo mio nuovo mondo su una spalla, mentre sull’altra c’è la mia grandissima ansia da prestazione. Perché questa è la prima volta che mia madre mi vedrà davvero come un’adulta, nella casa che ho comprato, a gestire la vita che ho messo in piedi con mio marito. Ovvio che a quasi 30 anni (!!!) non sono più una bambina e lei lo sa: ma vivendo lontana da casa non mi ha mai visto nel ruolo di “adulta con responsabilità”. E si sa che quando torniamo a “casa” noi expat torniamo un po’ ad essere bambini: torniamo nella casa della nostra infanzia, torniamo soggetti ai ritmi di altre persone, torniamo a essere sudditi di regole imposte da altri. Insomma, torniamo a essere figli.

Anche per questo la visita di mia madre (ma non solo) è così importante per me. Anni di attesa finalmente giunti al termine. Continuate a leggere su Amiche di Fuso.

Il peso della distanza

Se vivete all’estero, o state pensando di farlo, il tema della distanza sarà sicuramente ricorrente nella maggior parte di blog, chat, forum e conversazioni varie. Arriva sempre, per tutti noi, il momento in cui ti chiedi: “ma chi me l’ha fatto fare?”. O, meno tragicamente, arriva il momento in cui vorresti tanto essere . Io non mi sono mai lamentata più di tanto, non ho mai voluto muovere a pietà nessuno nè avere la compassione di qualcuno, dato che io questa vita me la sono scelta. La vita è fatta di scelte e di decisioni, e ognuna comporta determinate conseguenze. Fa parte dell’essere adulti saperle accettare. E credo fermamente che, una volta deciso di vivere all’estero, l’unica domanda che ci debba porre è: “tutto questo, ne vale la pena?”. Finchè la mia risposta sarà sì, resterò qui.

Ma detto questo, è inevitabile che ci siano dei momenti difficili. Soprattutto vivendo così lontano dall’Italia, con i voli così costosi e il viaggio così lungo, tornare “a casa” non è così semplice. Ogni viaggio va pianificato per tempo, sia dal punto di vista di soldi che di tempo, e un viaggio all’ultimo momento non è facilmente fattibile. Il che significa che quando qualcosa di brutto succede, che sia una malattia, intervento, infortunio, o morte di un affetto, e tutto quello che vorremmo fare è catapultarci a casa per stargli vicino, realisticamente non riusciamo a salire su quell’aereo. E allo stesso tempo anche quando arrivano occasioni felici, come matrimoni, nascite, lauree, e compleanni, non riusciamo a essere lì a festeggiare come vorremmo. Continue reading “Il peso della distanza”

Cara mamma…. grazie!

Cara mamma,
grazie della tua visita. Grazie di aver festeggiato il Natale con me, lasciando il tuo figlio maggiore, tua sorella, e soprattutto tuo papa’ malato soli a casa (seppure soli non lo sono stati, dato che si sono tenuti compagnia reciprocamente).  Grazie per aver affrontato per la prima volta un viaggio cosi lungo, pur di venire a trovare la tua figlia preferita.

Per anni ti sei sentita chiedere, pregare e scongiurare di salire su quell’aereo e venire in Australia. Per anni hai avuto tante scuse per non farlo; ma adesso che il primo viaggio e’ stato fatto, spero che ne seguiranno altri. Adesso che hai avuto modo di farti una prima infarinatura della mia vita in Australia, spero che capirai perche’ insistessi cosi tanto per farti venire. Continue reading “Cara mamma…. grazie!”

Consigli per matrimonio expat

Qualche tempo fa sono incappata nel blog di Kirsty Rice, una blogger e scrittrice australiana, da 13 anni in giro per il mondo. Ha vissuto in ben 7 paesi, e al momento chiama casa il Qatar. Kirsty ha un passato e un presente decisamente inusuale, ricco di mille avventure e di belle e brutte esperienze. I suoi post sono sempre molto interessanti, ma uno in particolare ha attirato la mia attenzione: “come avere un matrimonio-expat di successo“.

Il vivere all’estero, lontano dai propri punti di riferimento è senza dubbio un’esperienza difficile per una coppia. Conoscete il detto “all’estero di fa coppia o si scoppia“? Non posso che concordare al 100%. Vivere in un paese che non è il tuo comporta molte difficoltà, alcune molto ovvie (nuova lingua, nuovo lavoro, nuova casa, nuovi negozi, nuovi amici, ecc.), alcune un po’ più sudbole (nostalgia, isolamento, emarginazione, costo del rientro in patria, ecc.). E se ci sono figli ovviamente si aggiungono ulteriori difficoltà. Sia che voi siate una coppia di italiani all’estero, una coppia mista all’estero, una coppia mista in Italia o anche solo una coppia trapiantata in una nuova città nello stesso paese… sapete di cosa sto parlando! Continue reading “Consigli per matrimonio expat”

Il peso della responsabilità

Uno degli argomenti di conversazione (o di bloggin) preferiti di expat o di immigrati è quanta sofferenza porta la vita all’estero. La lontananza da amici e parenti, la vita in solitudine, la mancanza di aiuti con i bambini, l’impossibilità di lavorare, e così via. Essendo la maggior parte delle expat donne, ed essendo moltissime le mogli e fidanzate che hanno seguito il proprio uomo all’estero, l’attenzione della blogosfera viene sempre rivolta alle difficoltà di queste donne al seguito.

Quello di cui non si parla mai invece è del peso che grava sulle spalle di quegli uomini che hanno chiesto alla propria compagna di mollare tutto e di seguirli in capo dal mondo. Con tutte le paure e i dubbi che una tale decisione comporta. Oggi ve ne voglio parlare io!

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