Good bye, my Big Willy

Everyone has a biological father. Many people have a dad worth of this name. Few are lucky enough to have two dads. I was among those few, albeit only for a short period. One raised me for 18 years, the other welcomed me into his home for only one year, but has loved me 13 more. When one left me, the other one filled the void. Albeit from far away. And now that he too is gone, who will fill that abyss in my heart? Continue reading “Good bye, my Big Willy”

Undici

Undici.

Sono passati undici anni.

Undici anni da quella mattina in cui, come in questi minuti, volavi giù da una balaustra altra solo tre metri, incontro ad una morte tanto brutale e inaspettata, quanto indolore. E questo, lo sai, è sempre stata la mia unica consolazione. In quegli stessi minuti le nostre vite cambiavano per sempre, in un modo altrettanto brutale e inaspettato che non avremmo potuto mai immaginare, neanche nel peggiore dei nostri incubi. E se la morte ha risparmiato almeno te dal dolore, da quel maledetto 7 giugno 2005 è diventata parte costante della nostra vita. Continue reading “Undici”

10 anni… Così per sempre!

Quassù a 10.000 chilometri di altezza mi sento vicina a te come non mai. Oggi come non mail

Mi sono sposata, papà. La tua bambina che sognava di sposare te, la bambina che ti guardava con adorazione, la bambina che ti idolatrava come nessuno mai, è ora una donna sposata. E purtroppo a quell’altare non mi hai accompagnato tu. Il mio grande giorno in qualche modo non è andato come l’avevo sempre sognato. Perché il mio papà non era lì a prendermi sottobraccio e ad affidarmi all’uomo che ha promesso di amarti per il resto della vita. L’avevi promesso anche tu, ma poi sei andato via. Speriamo che questa volta io sia più fortunata.

Sono passati 10 anni da quel maledetto giorno che ti ha portato via da noi. 10 anni in cui la nostra vita, volenti o nolenti, è andata avanti. 10 anni in cui tu non ci sei stato. Il mio matrimonio è solo l’ultimo dei tanti eventi di famiglia senza di te. Ci sono stati matrimoni e lauree, cresime e comunioni. 10 anni in cui ci siamo stretti l’un l’altro per colmare quel vuoto che comunque abbiamo sempre sentito. 10 anni in cui abbiamo imparato a essere famiglia in 4 (e poi in 3 e 2 quando io & Big Brother abbiamo lasciato il nido).

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Di pittura e ricordi

Approfittando di qualche giorno di vacanza dell’Avvocato, abbiamo deciso di liberarci dell’odiosa parete grigia della sala e di dipingerla dello stesso colore delle altre pareti. Ora, dovete sapere che il fai-da-te non è il forte del mio compagno (ma non diteglielo, altrimenti me lo evirate!), perciò non posso mai lasciarlo solo a fare questo genere di lavori. E così, mentre lui dava mano su mano di pittura per coprire l’orribile grigio, io gli facevo da assistente. E ad un certo punto, mentre gli passavo rulli e pennelli, ho avuto un flashback.

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foto presa dal web

È estate. Panoramica su un palazzo in mezzo alle macerie del cantiere. Campi tutto intorno. Zoom in nella prima scala a destra, secondo piano. Un appartamento vuoto. Zoom in di nuovo. Una grande sala, anche quella vuota. Sul pavimento freddo siede una famiglia. Papà, mamma, una bambina e un maschietto. Seduti su quel pavimento i bimbi mangiano un gelato nelle coppette (anche se la bambina avrebbe preferito un cono!). La mamma li sorveglia, mentre il papà, pennellata dopo pennellata, dipinge quella grande parete della sala. La bambina lo guarda rapita con l’ammirazione che si prova solo davanti al proprio eroe. Per lei il suo papà è un superoe, pensa felice.family-469580_1280

Quella parete e quella casa vedranno giorni felici e giorni tristi. Festeggeranno arrivi e piangeranno partenze. Proteggeranno e divideranno. Accoglieranno e lasceranno andare. Quella parete dipinta e quel gelato condiviso rappresentano l’inizio di una famiglia. la mia famiglia. Il mio primo ricordo. Ricordi felici.

Sarebbero stati 59…. Auguri papà!

E ricordati, io ci sarò. Ci sarò su nell’aria. Allora ogni tanto, se mi vuoi parlare, mettiti da una parte, chiudi gli occhi e cercami. Ci si parla. Ma non nel linguaggio delle parole. Nel silenzio.
Tiziano Terzani

Untitled design-1Caro papà, oggi avresti compiuto 59 anni e saresti stato quasi vecchietto… Di sicuro ti avrei preso in giro! Chissà come saresti stato a quasi 60 anni? Tutto grigio? Con la pancia? Chissà! Per tutti noi rimarrai bello e giovane come quando ci hai lasciato a 49 anni… Quest’anno marca 1/3 della mia vita passato senza di te, senza i tuoi preziosi consigli, senza i tuoi occhi dolci e i tuoi abbracci sinceri. Nonostante questo, mi considero ancora fortunata ad aver potuto trascorrere 2/3 della mia vita con te al mio fianco… quando chi c’è invece chi ne ha già passata più di metà senza te. Eppure mi chiedo come mi sentirò quando saranno più i giorni marcati dalla tua assenza che quelli dei ricordi insieme.  E così oggi,  dopo tanti post in cui ho raccontato come la tua perdita mi abbia segnata, voglio dedicare questo post ad altre due persone che la tua morte ha profondamente sconvolto. Continue reading “Sarebbero stati 59…. Auguri papà!”

E sono qua papà a scrivere di te…

E son qua papà a scrivere di te e chissà poi perchè… 

Chissà se poi leggerai queste parole o forse non le vedrai mai… 
Ma io le scrivo lo stesso, perchè ora il cuore mi sussurra questo…
Forte testarda e istintiva, ma così piccola e tremendamente fragile davanti ai sentimenti veri…
Sono come te papà? Chissà! 
Ricordo da bambina, ero la tua principessa…
Quanti abbracci e baci mi hai donato…
Ed io, fiera di te… ti amavo, ti sfidavo…
Ma tu mi amavi e mi perdonavi… 
Una figlia come me, difficile da gestire, un uragano in piena, un oceano di emozioni racchiusi in cuore grande… GRANDE COME IL TUO. 
Ma tu…. sempre e comunque al mio fianco, non mi hai detto tante volte ti voglio bene, ma io lo sentivo…lo sento… e le parole a volte sono superflue quando il cuore parla. 
E tu mi parlavi con il cuore, coi tuoi occhi, con quelle parole a volte dure, dure davanti a una donna che per sempre però rimarrà la tua bimba. 
Grazie papà, per ciò che sei stato, per ciò che sei e per ciò che mi hai reso. Grazie di tutto…..e non scordare che per me sei e sarai un SUPERPAPA’ !

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Cosa ho imparato dal mio papà

  • È meglio passare 10 minuti all’aria aperta, che un’ora davanti alla tv
  • Niente è gratis: se vuoi ottenere qualcosa, devi lavorare solo per averlo
  • L’importanza dello sport e dei compagni di squadra nel grande gioco della vita
  • L’utilità di saper fare le cose da te
  • Non portare rancore
  • L’umiltà di chiedere aiuto nel momento del bisogno
  • Amare e rispettare la natura e i suoi abitanti
  • La vista dalla cime della montagna vale sempre la fatica della salita
  • Mettere l’orgoglio da parte e saper chiedere scusa
  • Il valore del perdono
  • Nessuno è mai perfetto
  • Non si può cambiare dall’oggi al domani, ma è possibile smussare un po’ gli angoli
  • La famiglia viene prima di qualsiasi cosa
  • La generosità non ha mai fine
  • È più facile dire sì che no, ma la strada più facile non è sempre quella giusta
  • I fidanzati e gli amici vanno e vengono, ma i fratelli e i genitori ci saranno per sempre
  • Più dai e più gli altri prendono
  • Dai comunque sempre il massimo
  •  Alla fine della giornata, devi sempre riuscire a guardarti allo specchio
  • La delusione è il peggior modo di ferire una persona che ti ama

  • L’importanza dell’educazione
  • Non è mai troppo tardi per imparare, anche se significa tornare sui banchi di scuola a 40 anni
  • Il valore dell’indipendenza
  • Dire sempre la verità, anche quando ferisce
  • Assumersi sempre la responsabilità delle proprie azioni
  • Non importa quanto buona sia una persona, ogni tanto ti ferirà
  •  Ogni azione porta sempre conseguenze
  • Credi sempre nelle tue potenzialità
  • Rispettare sempre gli altri, indipendentemente da come loro ci trattano
  • Non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari
  • Amare incondizionatamente, immensamente e profondamente
  • Il “valore” del sacrificio… anche se questo sacrificio ti è costato la vita

Grazie per avermi insegnato tutto questo e molto di più. Sono la persona che sono oggi grazie a te, ai tuoi insegnamenti e al tuo esempio. Sei la persona migliore che conosca! Oggi che è il tuo compleanno – avresti 57 anni oggi… – ti prometto che farò sempre tesoro di queste tue lezioni, e le insegnerò ai miei bambini.

Ti voglio tanto bene, papà!

7 anni senza te

Mentre l’estate è quasi arrivata in Italia, qui ad Adelaide è inverno, è tornata la pioggia e le nuvole nascondono il sole. E ancora una volta, per la settima volta, mi trovo a ricordare quei terribili momenti di quel 7 giugno 2005. Non c’è dettaglio che non ricordi, non c’è parola, odore, movimento che non abbia rivissuto nella mia mente almeno un milione di volte da quel giorno. E oggi, minuto per minuto, rivivo a rallentatore quella giornata. 
Per ironia della sorte, non ti ho potuto salutare come si deve quella mattina: non ho potuto vederti, né darti un bacio. Di solito ci incrociavamo sempre tra cucina e bagno; ma quella mattina no. Mi hai urlato un saluto attraverso la porta e sei uscito di casa. Non saresti più rientrato da quella porta, ma io questo non lo sapevo. Non immaginavo che la nostra ultima conversazione – la sera prima – mi avrebbe tormentato per anni a venire. Quante cose ti avrei detto, se avessi saputo che sarebbero state le ultime parole che avresti sentito da me… Ti avrei chiesto scusa: scusa per tutti gli anni sprecati a litigare, per tutti i musi e i silenzi; scusa per averti mancato di rispetto troppo spesso, per non averti parlato quando ne avevo la possibilità, per non averti abbracciato quanto lo avessi voluto. Scusa per essermi allontanata da te per troppo tempo. Scusa per non averti mai detto quanto significassi per me e quanto ti volevo bene. Scusa per essere stata una stupida adolescente. 
Da quel 7 giugno vivo nel rimorso e nel rimpianto. So che non avrò mai l’occasione di dirti queste parole e di farti capire quanto ti abbia sempre stimato. Non c’è persona al mondo migliore di te, di questo ne sono profondamente convinta e il mondo è un posto peggiore da quando ha perso te. Te ne sei andato proprio quando le cose cominciavano ad andare bene, quando stavo finalmente riuscendo a rimettere insieme i tasselli del puzzle della mia vita. Pensavo di avere tutta la vita davanti per recuperare il nostro rapporto, per tornare a essere uniti come una volta, padre e figlia sulla stessa lunghezza d’onda. Purtroppo 18 anni sono stato tutto quello che ho avuto, e di questi 18 anni, tanti non me li ricordo, e tanti altri li ho sprecati, quando avrei potuto farne tesoro. Lo so ora, ho capito tutto, ma adesso è troppo tardi. 
Non sai quanto vorrei poter tornare indietro. Cambierei tutto, tutto. Quella mattina non ti avrei fatto andare al lavoro, ti avrei tenuto stretto a me. Sarei disposta a sacrificare tutto quello che ho fatto e avuto in questi anni, rinuncerei a tutto per avere la possibilità per tornare a quel maledetto giorno e farlo andare in modo diverso. Mi manca tutto di te: tutte quelle cose che per 18 anni ho dato per scontato, ora mi mancano da morire. La tua voce, il tuo sorriso, i tuoi occhi, i tuoi fischi, la tua risata. Mi manca poterti parlare, potermi confidare, poterti chiedere consigli, poterti abbracciare…
In questi 7 anni come non mai mi sono chiesta cosa c’è dopo e dove sei. So che se c’è un paradiso, tu sei sicuramente lì. Non riesco immaginare una persona più meritevole di te… Non posso immaginare che tu non esista più, in qualche forma, in qualche luogo. Se solo potessi essere con te, da qualsiasi parte, allora sarei felice, allora potrei tornare a essere di nuovo completa.
Torna da me, papà… mi manchi da morire…

“Ho sceso, dandoti la mano, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei, è il vuoto a ogni gradino”

Il mio fan numero uno

Ci vuole molto per capire cos’é l’amore
Non sono le grandi cose, ma quelle piccole
Che possono significare tanto
Molte preghiere per mettermi in contatto con te
E non passa giorno
Che io non ti pensi
Eri sempre lì per me
Spingendomi e guidandomi
Sempre per avere successo

Mi hai insegnato
Quando ero piccola a crescere
Mi hai insegnato
Tutto ciò che dovrei sapere
Mi hai insegnato
A camminare senza le tue mani
Perché, papà, sei sempre stato
Il mio fan numero uno.

 Dio è stato così buono
Benedicendomi con una famiglia
Che ha fatto tutto quello che poteva per me
Ed io ho avuto molti anni felici accanto a te
E mi lusinga quando mi dicono

Che io sono proprio uguale a te

Voglio ringraziarti per ciò che hai fatto
Nella speranza di potertelo restituire
Ed essere la figlia perfetta

 Mi hai insegnato ad amare

Mi hai insegnato a voler bene
E mi hai dimostrato che ci saresti sempre stato
Voglio ringraziarti per un’infanzia felice
E sono orgogliosa di dire che sei mio


Perché, papà, tu sei sempre stato
il mio fan numero uno.

Ti voglio bene papà.