Le 10 spiagge più belle di Sydney

Mentre voi nell’emisfero nord festeggiate l’arrivo della primavera, purtroppo qui in Australia l’estate è finita e ci prepariamo all’arrivo dell’autunno. Mentre voi pensate alle vacanze che farete e ai mari che visiterete, noi ricordiamo le giornate sotto il sole appena trascorse. E vi posso garantire che vivendo a Sydney c’è solo l’imbarazzo di dove andare a piazzare le proprie chiappe chiare, perchè Sydney offre davvero alcune delle spiagge più belle e famose al mondo. Siete pronti a venirle a scoprire con me? Avete preso costume da bagno, asciugamano e, soprattutto, tanta crema solare per ripararsi dal crudele sole australiano? E allora andiamo! Continue reading “Le 10 spiagge più belle di Sydney”

I pericoli del mare #2: gli abitanti marini

Beati voi che vi godete l’estate dell’emisfero nord, il mare e le spiagge, mentre a Sydney sopportiamo ancora l’inverno più freddo degli ultimi 30 anni… E così, per scacciare un po’ la gelosia la voglia di mare, oggi vi presento la seconda puntata con i pericoli del mare. Nel mio primo articolo sui pericoli del mare vi avevo parlato delle RIP, quelle terribili correnti così tipiche delle spiagge australiane e che sono la causa numero 1 di morte in mare. Ma so che una delle curiosità e paure principali sull’Australia riguardano la sua temibile fauna, e in particolare alcuni simpatici abitanti marini.

Il nemico più temuto per chi si accinge a nuotare in Australia è sicuramente lo squalo. E’ inutile girarci troppo intorno: le acque australiane sono tutte infestate da squali. Ciò vuol dire che ovunque andiate in Australia, correte il rischio di imbattervi in uno squalo. Sopratutto nelle ultime settimane, questi “simpatici” animali sono stati al centro di ahimè non piacevoli fatti di cronaca e come sempre in questi casi, si tende ad esagerare. Ma in questo caso non c’è molto da scherzare. Gli squali in Australia sono ovunque. Più o meno grossi, più o meno aggressivi, più o meno pericolosi. Perchè se è vero che la minaccia più grosso viene dal grande squalo bianco, dallo squalo tigre e dallo squalo leuca, è anche vero che in Australia si trovano ben 180 specie diverse di squali, di cui 70 nativi. Mi piacerebbe potervi dire che i timori sono infondati, che gli squali non aggrediscono i bagnanti nè i surfisti, ma purtroppo non è così: purtroppo ogni anno diverse persone perdono la vita o rimangono gravemente feriti a causa di attacchi di squali, e molte altre volte questi grossi predatori si avvicinano decisamente troppo alle spiagge affollate. Ma resta il fatto che il mare è il loro habitat, e quindi è normale e giusto che nel mare loro ci stiano. Se volete evitare di finire in pasto a quelli bestioni, vi consiglio di nuotare sempre in spiagge sorvegliate, di evitare zone note per la presenza di squali, di non nuotare dopo il tramonto e di entrare in acqua sempre con qualcun altro. E detto tra di noi, magari evitate di essere la persona più al largo!

foto presa dal web
foto presa dal web

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I pericoli del mare #1: le RIP

Se state leggendo questo articolo pensando di trovare informazioni su squali, coccodrilli e meduse, mi spiace deludervi ma non sarà così. Parlerò anche di quello prima o poi, perché è un argomento che interessa moltissimo turisti e neo-arrivati. Ma oggi voglio parlarvi di un altro pericolo. Perché quando entro in mare qui a Sydney, non mi preoccupo di tutti gli animali che potrebbero uccidermi e che potrebbero essere a pochi metri da me. Perché per fortuna tutti questi animali mi hanno sempre lasciato in pace. Finora. Mi preoccupo invece di altre cose che quasi ogni volta che vado a nuotare cercano di ammazzarmi. Parlo delle rip currents, in italiano correnti di risacca.

Perché a Sydney non c’è il mare calmo a cui siamo abituati in Italia. Il mare di Sydney è l’Oceano Pacifico. È l’oceano dei surfisti. E a parte qualche piccola baia molto riparata, l’oceano è sempre mosso. Non si può venire a Sydney e sperare di stare a mollo nell’acqua bassa. Perché anche vicino a riva è un continuo saltare le onde, venire sbattuto su e giù dalle onde, passare sotto le onde, e così via. Questo oceano non è fatto per nuotare. Chi vuol nuotare deve andare in piscina. Tanto che Sydney è famosa per le sue piscine tra le rocce, fatte appunto per permettere ai bagnanti di nuotare al riparo dalle onde.

E così, mentre i turisti entrano in acqua pensando ai grandi squali bianchi che nuotano a pochi metri da loro (non è vero!), non sanno che ci sono pericoli molto più insidiosi che li aspettano. Perché le rip currents non scherzano. Ogni anno mietono molte più vittime di squali, coccodrilli, serpenti, ragni. E se non fosse per gli incredibili bagnini australiani (tra i migliori al mondo), le vittime sarebbero molte di più.

Cosa rende le rip così pericolose? Guardate questa foto è immaginatevi su questa spiaggia. Dove preferireste fare il bagno? A destra, centro o sinistra?

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La maggior parte di voi ha risposto al centro, giusto? Perché li il mare sembra più calmo, mentre ai lati è più mosso.  Peccato che il centro sia all’apparenza più calmo perché proprio lì c’è una rip. Insidiosa è falsa, attrae molte persone proprio per la sua apparenza calma e pacifica. Ma non lasciatevi fregare. Perché la rip vi attrae a se promettendovi una nuotata in santa pace, ma non appena vi ha tra le sue braccia vi porterà al largo senza pietà. Così dolcemente che non ve ne accorgerete neanche, ma così tenacemente che non vi lascerà scampo. Non appena vi renderete conto della corrente, ne sarete già in balia.

E a quel punto cosa farete? Nuoterete verso riva, giusto? Sbagliato! È proprio quello che la rip vuole! Ma non dovete cedere a nessun costo. Per nessun motivo mettetevi a nuotare perpendicolarmente verso riva contrastando la corrente, perché è una causa persa. Non riuscirete mai a raggiungere riva, vi sfinirete e finirete per annegare (se non ci sono bagnini a soccorrervi). Avete invece due opzioni, come mostrato dal grafico qui sotto: nuotare immediatamente lateralmente, in modo parallelo alla spiaggia oppure rilassarvi e lasciarvi trascinare al largo fino a quando la corrente non si ripiegherà su se stessa e vi permetterà di tornare a riva.

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Anche nelle migliori delle ipotesi, anche qualora voi riusciste a tornare a riva, non sarà comunque un’esperienza piacevole. La cosa migliore sarebbe evitare le rip del tutto. Per farlo:

  • Nuotate sempre in spiagge controllate da bagnini
  • Nuotate sempre tra le bandiere rosse gialle
  • Imparate a riconoscere queste correnti ed evitatele

Vi ho spaventato abbastanza? No dai, non volevo terrorizzarvi, ma le rip sono un pericolo reali e costante delle spiagge australiane, e se vi accingete a nuotare in questo mare, dovete essere consapevoli di quello che potrebbe succedere. Better safe than sorry, dicono da queste parti.

E se volete maggiori informazioni, e masticate bene l’inglese, guardatevi questo video:

Bula Fiji!

Dopo 4 ore di volo sull’oceano Pacifico, le Fiji appaiono all’improvviso. L’isola di Viti Levu sbuca dal nulla e all’inizio sembra un’isola qualsiasi. Fino a che non noti la barriera corallina tutto intorno, e quel colore spettacolare cha caratterizza questo paradiso. Eccoci! Bula Fiji!

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Dall’alto prima e dal pulmino dopo, le Fiji appaiono come te le aspetteresti: montagnose, verdi, tropicali e selvagge… ti aspetteresti di veder spuntare un dinosauro da un momento all’altro!

Dopo una tappa forzata di una notte a Nadi, sull’isola principale, io e la mia stupenda amica E. abbiamo affrontato le 2 ore e mezza che ci hanno portato sull’isola di Waya, dove il paradiso ci aspettava. O almeno così avremmo voluto! Purtroppo il tempo non è stato dei migliori: a inizio dicembre siamo all’inizio della stagione delle piogge, e nonostante ci augurassimo di trovare il sole, non è stato proprio così. Ma non potevamo lamentarci troppo con i locali, dato che aspettavano la pioggia con ansia: era da maggio infatti che non pioveva, e le riserve di acqua dell’isola erano ai minimi storici! E allora pace, abbiamo accettato che i primi giorni a Waya fossero coperti, con piogge torrenziali notturne e giornate nuvolose.

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Il perfetto weekend a Jervis Bay

Vi avevo lasciato nello scorso post con il weekend a sorpresa organizzato dall’Avvocato per il mio compleanno. La destinazione è stata segreta fino all’ultimo, e quando è stata svelata ho fatto i salti di gioia: Jervis Bay! Per i non esperti di Australia, cercate su Google o continuate a leggere, e capirete il perchè della mia felicità! Continue reading “Il perfetto weekend a Jervis Bay”

La Perouse e il festival della salsiccia

Ci sono due italiane, un australiano e un messicano in una perfetta domenica primaverile. Punto di partenza: Pasticceria Papa per una tarda colazione all’italiana per darci la carica per la giornata. Caffè, paste e chiacchere. La giornata non potrebbe cominciare meglio. Prima tappa, Raineri Continental Delicatessen, uno dei miei alimentari preferiti di Sydney, per dei panini al sacco come sono in Italia (e in autentici negozi italiani) sappiamo fare. E via verso l’avventura… Continue reading “La Perouse e il festival della salsiccia”

Fuga dalla città

Prendete una domenica di fine inverno. Prendete una giornata nuvolosa ma calda, che poi volgerà al meglio. Prendete due amiche in fuga dalla città. Prendete un treno diretto a sud. Destinazione Cronulla. Nessuna delle due c’era mai stata e l’eccitazione per questa gita fuori porta era decisamente nell’aria.

 Come molte altre cittadine di mare qui in Australia, Cronulla è molto facile da “navigare”. Dalla stazione parte un corso pedonale, Cronulla street, che sembra essere il cuore della città e da cui è possibile raggiungere facilmente la spiaggia principale. Fortuna ha voluto che proprio quella domenica si tenesse il famoso mercato di Cronulla, e ormai saprete quanto mi piacciono i mercati. Lungo tutto il corso è stato un susseguirsi di bancarelle gastronomiche (c’erano pure quelle solo di crocchette per cani!!!), oggetti etnici, vestiti e artigianato. Un miracolo non aver comprato niente!

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Dal centro si arriva in un attimo alla spiaggia principale, ovvero North Cronulla Beach. Dire enorme è poco. La spiaggia sembra estendersi davvero all’infinito, in una forma a boomerang tipica delle spiagge australiane. Posso solo immaginarmi come d’estate, in una spiaggia così lunga, non ci si senta davvero mai affollati…. altro che Rimini ad agosto! Peccato che a parte la spiaggia e una torretta per bagnini in stile Baywatch, non ci sia granchè da questo lato della città e la passeggiata sul lungomare è piuttosto triste.

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Festa del papà al mare

Domenica 2 settembre qui in Australia si festeggiava la festa del papà. Abbiamo colto l’occasione di questa  giornata speciale per andare al mare con la famiglia, dove non riuscivamo ad andare da Pasqua, perché il sabato avevo sempre una partita di pallavolo. Sam ed io non vedevamo l’ora di questo weekend di relax lontani dalla città e, per lui, dalla monotonia delle sue giornate passate in casa alla disperata ricerca di un lavoro. E così venerdì sera, dopo cena, noi e i genitori di Sam ci siamo messi in macchina alla volta di Stansbury. Una luna piena meravigliosa ci ha fatto compagnia per le 2 ore e mezzo di viaggio fino alla loro casetta al mare. Non c’è niente di più rilassanti che andare a letto cullati dal rumore delle onde e dall’odoro salmastro del mare, sapendo che per i prossimi tre giorni non c’è niente in programma se non uscite in barca, pesca, passeggiate e qualche partita a biliardo.


 Sabato ci siamo svegliati di buon’ora (rispetto a quando ci alziamo a casa), colazione in terrazza, doccetta e poi siamo stati messi al lavoro da Paul a montare due banchi da lavoro per il garage. Per fortuna il lavoro non era particolarmente difficile, e siamo riusciti a infilare qualche partita a biliardo tra un lavoro e l’altro. Di mattina tirava vento, perciò abbiamo dovuto aspettare il primo pomeriggio per uscire in barca. Verso le 3.30 siamo salpati verso sud est. Negli ultimi mesi i genitori di Sam non sono stati molto fortunati in quanto a pesci pescati, ma da settembre tornano abbondanti i granchi, perciò eravamo fiduciosi che la cena a base di fish & chips non sarebbe stata comprata, ma portata a casa da noi. Mmm… in realtà non è andata proprio così! Gli unici acchiappi del pomeriggio sono stati due calamari, portati a bordo nel tardo pomeriggio da Paul. Pazienza: con quello che abbiamo portato a casa abbiamo preparato un antipasto di calamari fritti, e il resto della cena l’abbiamo comprata! Quella sera nel cielo è comparsa una luna rossa meravigliosa, che ci ha tenuti col naso incollato alla finestra per ore, mentre faceva la sua salita dal mare verso il cielo.

Domenica era la festa del papà e per festeggiare Paul io e Sam abbiamo pensato di preparargli la colazione, in stile inglese come la preferisce lui: caffè fresco, toast con uova all’occhio di bue, bacon, funghi trifolati e pomodori. Mmm… buonissima! Molto apprezzata da Paul e da noi stessi! Anche domenica mattina era molto ventoso, perciò abbiamo posticipato l’uscita in barca e io e Sam abbiamo approfittato della bellissima giornata per fare una passeggiata sul lungo mare. Dopo pranzo tutti e 4 siamo andati a pescare: il vento si è calmato e il mare era piatto come olio. Questa volta ci siamo diretti verso nord, e abbiamo trovato un buon punto con larghi banchi di pesci. E infatti i pesci piovevano in barca, peccato che fossero tutti troppo piccoli e abbiamo dovuto ributtarli tutti in mare. Io mi sono lasciata scappare un paio di calamari (o meglio, sono loro che non si sono attaccati bene al mio amo) ma ho recuperato nel tardo pomeriggio con altri due. Nel frattempo intorno a noi era il paradiso: delfini che nuotavano a uno sputo dalla barca, il sole che calava dietro la scogliera e un cielo rosa semplicemente spettacolare. Che giornata perfetta per festeggiare papà Paul!


Buona Pasqua

Anche la Pasqua in Australia ha un sapore diverso. I festeggiamenti qui iniziano il venerdì santo, che è considerato un giorno di lutto, perciò non si vendono alcolici e, in teoria, non si mangia carne. Il fatto di non mangiare carne non è poi così diffuso tra i non religiosi, ma posso assicurarvi che non troverete una birra o una bottiglia di vino neanche a pagarla oro! Venerdì tra l’altro è un giorno di vacanza, così come domenica e lunedì. Tra le tradizioni di Pasqua ci sono le uova di Pasqua, ma non come in Italia, dove hanno sempre dentro una sorpresa: in Australia, come negli Stati Uniti, c’è la tradizione della caccia alle uova di cioccolato, dipinte in tanti colori diversi. Tutto nasce e ruota intorno alla figura tradizionale del “coniglio pasquale”  o “easter bunny”, che ha infatti il compito di consegnare i doni, cioè le uova. ..ma perché proprio il coniglio? La tradizione deriva dai riti pagani pre-cristiani sulla fertilità, legati all’arrivo della primavera, stagione di rinascita, in cui il mondo torna alla vita  dopo la morte dell’inverno Il coniglio o la lepre sono sempre stati considerati  fertili e prolifici; e proprio per questo sono il simbolo del rinnovamento della vita e della primavera. In Australia il coniglio è sostituito dal Bilby, una specie di coniglietto tipico di qui. Come dicevamo la tradizione vuole che il coniglietto pasquale porti ai bambini buoni un cesto di uova colorate… purtroppo si tratta di un animaletto carino, ma leggermente dispettoso, che non riesce assolutamente a resiste al divertimento di  nascondere le uova tra l’erba e i cespugli del giardino, se disponibile e se il tempo permette, altrimenti le nasconde in giro per casa. Invece della colomba, il dolce tipico è il “hot cross bun”, un semplice dolce con un impasto simile al panettone, con o senza uvetta, e con una croce di glassa sopra.

Per questo ponte io e Sam siamo andati alla casa al mare dei suoi genitori con sua sorella e il fidanzato. E’ stato bello poter andare via dalla solita vita per qualche giorno e siamo stati abbastanza fortunati anche con il tempo. Venerdì c’era un vento pazzesco, perciò non siamo potuti uscire in barca, ma siamo scesi al pontile a pescare: bottino finale di 1 granchio e 1 calamaro. Sabato per fortuna il tempo è migliorato e nel pomeriggio siamo usciti in barca in 2 turni: prima Rebecca e Sven, che hanno pescato un calamaro e un whitening, poi io e Sam, che siamo riusciti a portare a casa altri due calamari e 4 tommy ruff. Sabato sera è passato con una sfida di famiglia a Trivial Pursuit vinta da Paul. Domenica pomeriggio siamo usciti di nuovo in barca, questa volta solo io e i ragazzi e siamo stati molto fortunati: 3 calamari, e altri pesciolini vari. Purtroppo continuavamo a pescare pesci piccoli che dovevamo continuare a ributtare in mare, ma è stata comunque una battuta di pesca soddisfacente. Al nostro ritorno al pontile abbiamo trovato una sorpresa: un bellissimo esemplare di foca, che si godeva beatamente gli ultimi raggi di soli del pomeriggio. Siamo riusciti a fargli delle foto dal pontile, prima che Sven lo spaventasse facendo il verso della foca (chissà cosa gli ha detto!) e lo facesse tornare in acqua. Purtroppo sul fianco aveva una ferita, probabilmente provocata dal motore di una barca, che continuava a grattare, anche in acqua. Bellissimo animale, speriamo che riesca a guarire in fretta e a tornare alla sua colonia a Kangaroo Island!
E così è passata la mia prima Pasqua Down Under, lontana dalla mia famiglia, che però ho felicemente sentito al telefono. Spero che per tutti voi, ovunque siate, sia stata una giornata serena passata con i vostri cari! Buona Pasqua a tutti!

Weekend di relax al mare

È incredibile come bastino poche ore in un ambiente diverso, lontani dalla casa di tutti i giorni, dalle solite cose e dalla routine per sentirsi più rilassati. Venerdì sera appena dopo cena siamo partiti per Stansbury, dove i genitori dell’Avvocato hanno una casa al mare, bellissima, con una vista pazzesca. Per ora loro ci vanno ogni 3 settimane circa, e per il resto del tempo è affittata. Fra qualche anno, quando il padre sarà in pensione, penso che smettano di affittarla e ci passeranno più tempo, ma per adesso ci vanno solo qualche weekend, e quando possiamo anche io e l’Avvocato ci aggreghiamo.

Sabato mattina, dopo una breve pioggia, io e l’Avvocato siamo andati a fare un giro in bici per il paese, che davvero non offre molto, ma per lo meno è sul mare, e quindi si ha una bella vista. Tornando verso casa abbiamo costeggiato dei prati pieni di pecore (di cui l’Australia è piena zeppa… la lana merino viene da qui infatti), che ci guardavano inebetite senza muoversi, e il paesaggio era davvero bucolico.

 Di solito usciamo in barca a pescare, ma questa volta non abbiamo potuto, perché hanno allargato il garage e davanti alla barca c’era una colata di cemento ancora fresca. Ma sabato pomeriggio io e l’Avvocato siamo scesi al pontile per pescare da li, ma sfortunatamente non ha abboccato niente: di solito rientriamo con qualche calamaro o pesce, ma questa volta siamo tornati a mani vuote. Abbiamo visto solo un paio di meduse, qualche pesce palla e pesciolini piccoli che mangiavano l’esca ma senza abboccare. Pazienza, per cena abbiamo avuto lo stesso fish & chips, anche se non era il pesce pescato da noi.
 
 La sera poi ci ha regalato una luna piena da cartolina, e siccome la casa si affaccia verso est, l’abbiamo potuta vedere sorgere e alzarsi sempre di più, il che ha reso sicuramente piacevole la nostra serata di relax in famiglia.
 
Questa mattina siamo rientrati verso pranzo e le 2 ore e mezza di viaggio in macchina sono state davvero piacevoli, con un su e giù per le colline con vista sul mare per tutto il tempo. Come sei bella Yorke Peninsula!