Insegnare le lingue… da non insegnante

Ho cominciato a dare ripetizioni di inglese a 18 anni durante il primo anno di università, quando, tornata dal mio anno in America, la mia conoscenza dell’inglese era di gran lunga superiore alla stragrande maggioranza dei miei coetanei. All’inglese si è poi aggiunto il francese e, una volta trasferitami in Australia, anche l’italiano. Non ho mai studiato da insegnante e per questo non mi definisco tale, ma di studenti davanti a me negli anni ne ho visti passare davvero tanti. E ora, dopo 12 anni di “insegnamento”, appendo la mia bacchetta al chiodo e mi ritiro come insegnante. Prima di chiudere questo interessante capitolo della mia vita, oggi voglio raccontarvi cosa ha significato questa decade di insegnamento da insegnante-non insegnante. Continue reading “Insegnare le lingue… da non insegnante”

Insegnare lingue ai bambini: le mie gioie e i miei dolori!

Il giovedì è il mio giorno dei bimbi al centro. Prima faccio sempre una mezz’oretta con il il piccolo F. (5 anni) e poi un’ora con B. (14). Entrambi mi mettono sempre di buonumore: sono due piccoli tesori, sempre attivi e sorridenti. Non sono forse i miei studenti più facili, anzi, ma sono sicuramente quelli che mi danno le soddisfazioni più grandi!

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Si torna a scuola…. ma questa volta sono dall’altra parte della cattedra!

Finalmente ho trovato un lavoro che mi soddisfa! Non è il lavoro dei miei sogni, ma è decisamente un salto in avanti rispetto al lavoro in panetteria: sono stata assunta dal Vocational Language Learning Centre come insegnante di italiano e francese. Mercoledì ho firmato il contratto e giovedì ho cominciato con le prime lezioni di lingua. Sono lezioni individuali, sia in persona che via skype, principalmente di grammatica e conversazione, con qualche lezione di cultura qua e là. Giovedì ho avuto 4 studenti di italiano e 1 di francese. In generale, per ora che ho ancora il lavoro in panetteria, dovrei avere circa 15-20 ore alla settimana, che sono parecchie considerando il tipo di lavoro. Se poi ci aggiungiamo 5 ore circa con i miei due studenti che seguo privatamente, ho abbastanza ore da lasciare la panetteria. Cosa che spero succederà entro il fine settimana, non appena mi confermano le ore per settimana prossima al centro.

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Lavorare in Australia: diritti e soprusi

Aiuto! Vi prego, qualcuno mi salvi da questo lavoro! Non solo continua a non piacermi, ma questa settimana ho scoperto che mi stanno pure sottopagando. In Australia esistono sostanzialmente 3 tipi di contratti e, quindi, di retribuzione: full time, part time, casual. I primi due, come in Italia, prevedono certi diritti, come un minimo di ore fisso, malattia, liquidazione, ferie, ecc. Il contratto casual invece non prevede l’obbligo a un minimo di ore e non da diritto a malattia, ferie, ecc, ma in compenso prevede un salario orario superiore del 25% a quello del full time o part time: in sostanza, quello che non ti pagano in malattia e ferie, te lo pagano come stipendio all’ora. Tra l’altro, nei primi due tipi di contratti non si può essere licenziati senza giusta causa e bisogna dare 2 settimane di preavviso prima di licenziarsi, mentre nel contratto casual puoi lasciare o venire licenziato senza preavviso né motivo. Fin qui tutto chiaro. In Australia, tra l’altro, per ogni impiego c’è uno stipendio orario minimo, sotto cui il datore di lavoro non può per nessuna ragione scendere. Per la mia professione, il salario minimo da lunedì a venerdì full time/part time è di $16.50, casual $21; per quanto riguarda il sabato è $24 e la domenica $29.

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