Comfort food

Da bambina ero sottopeso e farmi mangiare era sempre una lotta. Ricordo le corse in giro per casa la domenica mattina cercando di scappare al papà che mi voleva far bere una spremuta fresca; ricordo la sera in cui sono stata ore a guardare il mio piatto contenente quell’unico cavolfiore che non volevo assaggiare; ricordo le colazioni del weekend a base di uova sbattute e zucchero “perchè dovevo mettere su peso” (che bei tempi!); ricordo i milioni di pranzi a base di riso bollito e parmigiano. Insomma, non sono mai stata una buona forchetta. Mi piacevano poche cose, e non avevo interesse a provare cibi nuovi.

Poi è arrivata l’America e quell’anno passato in una famiglia a metà vegetariana, che mi ha costretto di cose a provare cibi nuovi “per non fare bella figura”. E poi è stata la volta dell’erasmus e delle cene da squattrinati con gli altri, che mi ha costretto a provare cibi nuovi “per sopravvivere e condividere”. E infine l’Australia, con i suoi cibi diversi, quei nomi, colori e sapori mai sentiti, che mi ha costretto a sperimentare “per sentirmi parte di quella famiglia (dell’Avvocato) che mi ha ospitato”. Da quando vivo all’estero infatti mi sono aperta molto di più al cibo. Mi sono ritrovata ad amare i funghi e gli spinaci che prima schifavo, mangio con regolarità il pesce che prima non mi attirava più di tanto, e recentemente (grazie al nostro coinvolgimento nel community garden) ho imparato a conoscere e a mangiare verdure senza nemmeno sapere cosa siano.

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Il coraggio di una donna

Le notti passate mi sono spesso trovata a pensare alla mia nonna Gina. Nonna che poi in realtà era la mia bisnonna di parte materna. La nonna è morta ormai da 12 anni, purtroppo in famiglia non se ne parla piu’ tanto, tranne quando la andiamo a trovare al cimitero, e quindi questa sua presenza nei miei pensieri mi ha alquanto sorpreso. Ci ho pensato e ripensato, e poi ho realizzato perchè. Perche’ oggi sarebbe stato il suo compleanno. Io, Big Brother e la nonna Gina, avevamo i compleanni uno dietro l’altro, a esattamente una settimana di distanza. Oggi la nonna avrebbe compiuto 107 anni!

A 107 non ci è’ arrivata, ma a 95 si, il che mi ha permesso di godermela per i primi 17 anni di vita. Ricordo quando alle elementari ci facevano parlare della nostra famiglia, e tanti miei compagni già non avevano piu’ i nonni: io all’epoca di nonni ne avevo ben 3 e avevo pure una bisnonna. Era una forza della natura, la mia nonna Gina. Era nata nella campagna milanese nel lontano 1908, in quell’epoca pre-guerra in cui la vita scorreva semplice e tranquilla. Non so molto dei suoi primi anni, della sua infanzia nè sua giovinezza. Non so se è perche’ non me ne ha mai parlato, o perche’ dopo tanti anni questi aneddoti me li sono dimenticati. Col senno di poi ci sono un’infinita’ di cose che avrei voluto chiedere a lei e ai miei nonni, ma si sa che col senno di poi è tutto più facile.

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Ricordi di campeggio

Certe volte basta un odore per farti tornare in mente ricordi lontani, immagini sbiadite ed eventi dimenticati. Nel mio caso sono due odori, complementari e simili – quello di una particolare siepe e quello degli aghi di pino caduti – che mi portano immediatamente indietro a tutti le estati passate in campeggio sul lago di Garda.

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