6 anni di Australia

Ieri ho festeggiato 6 anni in Australia. Come ieri infatti, 6 anni fa sbarcavo ad Adelaide per la terza volta con un biglietto di sola andata. Avevo deciso di tornare e rimanere, per vedere se la mia relazione con l’Avvocato fosse destinata a durare, e per scoprire se l’Australia avesse le qualità necessarie per diventare la mia casa lontano da casa. Avevo grandi aspettative, grandi sogni, ma non potevo minimamente immaginare che 6 anni dopo mi sarei ritrovata dove sono oggi. Continue reading “6 anni di Australia”

Undici

Undici.

Sono passati undici anni.

Undici anni da quella mattina in cui, come in questi minuti, volavi giù da una balaustra altra solo tre metri, incontro ad una morte tanto brutale e inaspettata, quanto indolore. E questo, lo sai, è sempre stata la mia unica consolazione. In quegli stessi minuti le nostre vite cambiavano per sempre, in un modo altrettanto brutale e inaspettato che non avremmo potuto mai immaginare, neanche nel peggiore dei nostri incubi. E se la morte ha risparmiato almeno te dal dolore, da quel maledetto 7 giugno 2005 è diventata parte costante della nostra vita. Continue reading “Undici”

23.05.2015 – Me & you forever

Il 23 maggio 2015, in quello che è stato il giorno più bello della mia vita, io e l’Avvocato siamo diventati marito e moglie. Un matrimonio che è stato organizzato in ben 708 giorni, che ha visto la presenza di 90 invitati da 9 paesi diversi. Una festa durata 12 ore, nell’arco delle quali abbiamo avuto praticamente tutte le condizioni climatiche: parzialmente nuvoloso la mattina, sole all’uscita della chiesa e nel primo pomeriggio, totalmente nuvoloso nel tardo pomeriggio, vento e pioggia la sera. Un’intera giornata bilingue che ci ha visto dividerci in continuazione tra gli ospiti italiani e quelli stranieri. Ci sono state risate, lacrime, abbracci, baci. Ci sono stati ricongiungimenti e primi incontri. È stata una giornata meravigliosa, unica, speciale, e indimenticabile. E allora, proprio per non dimenticare niente, voglio imprimere qui i miei ricordi e le mie emozioni.

Le tre settimane precedenti al matrimonio sono state piuttosto stressanti e caotiche, con un sacco di cose da fare, da comprare, da ritirare, da consegnare. La mia agenda era piena di appuntamenti e la mia testa piena di pensieri. E infatti non ho dormito per giorni e giorni, tanto da arrivare al grande giorno assolutamente distrutta. L’Avvocato è arrivato in Italia solo una settimana prima del matrimonio, aggiungendo stress allo stress. Negli ultimi giorni poi sono cominciati ad arrivare i primi ospiti, e agli appuntamenti essenziali si sono aggiunti anche quelli di piacere. A cui però non avrei mai rinunciato. Soprattutto quando ho potuto riabbracciare, dopo 9 anni, la mia famiglia ospitante americana. Che emozione! L’ultima volta che li ho visti ero reduce dall’anno più brutto della mia vita, anno in cui avevo dovuto imparare ad essere figlia senza un padre, e avevo proprio bisogno di respirare aria e oceano, e di rifarmi gli occhi con le bellezze dello stato di Washington. Poterli riabbracciare in circostanze molto più felici e saperli al mio fianco in un giorno così importante è stato veramente emozionante.

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10 anni… Così per sempre!

Quassù a 10.000 chilometri di altezza mi sento vicina a te come non mai. Oggi come non mail

Mi sono sposata, papà. La tua bambina che sognava di sposare te, la bambina che ti guardava con adorazione, la bambina che ti idolatrava come nessuno mai, è ora una donna sposata. E purtroppo a quell’altare non mi hai accompagnato tu. Il mio grande giorno in qualche modo non è andato come l’avevo sempre sognato. Perché il mio papà non era lì a prendermi sottobraccio e ad affidarmi all’uomo che ha promesso di amarti per il resto della vita. L’avevi promesso anche tu, ma poi sei andato via. Speriamo che questa volta io sia più fortunata.

Sono passati 10 anni da quel maledetto giorno che ti ha portato via da noi. 10 anni in cui la nostra vita, volenti o nolenti, è andata avanti. 10 anni in cui tu non ci sei stato. Il mio matrimonio è solo l’ultimo dei tanti eventi di famiglia senza di te. Ci sono stati matrimoni e lauree, cresime e comunioni. 10 anni in cui ci siamo stretti l’un l’altro per colmare quel vuoto che comunque abbiamo sempre sentito. 10 anni in cui abbiamo imparato a essere famiglia in 4 (e poi in 3 e 2 quando io & Big Brother abbiamo lasciato il nido).

Ribbet collage

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E sono qua papà a scrivere di te…

E son qua papà a scrivere di te e chissà poi perchè… 

Chissà se poi leggerai queste parole o forse non le vedrai mai… 
Ma io le scrivo lo stesso, perchè ora il cuore mi sussurra questo…
Forte testarda e istintiva, ma così piccola e tremendamente fragile davanti ai sentimenti veri…
Sono come te papà? Chissà! 
Ricordo da bambina, ero la tua principessa…
Quanti abbracci e baci mi hai donato…
Ed io, fiera di te… ti amavo, ti sfidavo…
Ma tu mi amavi e mi perdonavi… 
Una figlia come me, difficile da gestire, un uragano in piena, un oceano di emozioni racchiusi in cuore grande… GRANDE COME IL TUO. 
Ma tu…. sempre e comunque al mio fianco, non mi hai detto tante volte ti voglio bene, ma io lo sentivo…lo sento… e le parole a volte sono superflue quando il cuore parla. 
E tu mi parlavi con il cuore, coi tuoi occhi, con quelle parole a volte dure, dure davanti a una donna che per sempre però rimarrà la tua bimba. 
Grazie papà, per ciò che sei stato, per ciò che sei e per ciò che mi hai reso. Grazie di tutto…..e non scordare che per me sei e sarai un SUPERPAPA’ !

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7 anni senza te

Mentre l’estate è quasi arrivata in Italia, qui ad Adelaide è inverno, è tornata la pioggia e le nuvole nascondono il sole. E ancora una volta, per la settima volta, mi trovo a ricordare quei terribili momenti di quel 7 giugno 2005. Non c’è dettaglio che non ricordi, non c’è parola, odore, movimento che non abbia rivissuto nella mia mente almeno un milione di volte da quel giorno. E oggi, minuto per minuto, rivivo a rallentatore quella giornata. 
Per ironia della sorte, non ti ho potuto salutare come si deve quella mattina: non ho potuto vederti, né darti un bacio. Di solito ci incrociavamo sempre tra cucina e bagno; ma quella mattina no. Mi hai urlato un saluto attraverso la porta e sei uscito di casa. Non saresti più rientrato da quella porta, ma io questo non lo sapevo. Non immaginavo che la nostra ultima conversazione – la sera prima – mi avrebbe tormentato per anni a venire. Quante cose ti avrei detto, se avessi saputo che sarebbero state le ultime parole che avresti sentito da me… Ti avrei chiesto scusa: scusa per tutti gli anni sprecati a litigare, per tutti i musi e i silenzi; scusa per averti mancato di rispetto troppo spesso, per non averti parlato quando ne avevo la possibilità, per non averti abbracciato quanto lo avessi voluto. Scusa per essermi allontanata da te per troppo tempo. Scusa per non averti mai detto quanto significassi per me e quanto ti volevo bene. Scusa per essere stata una stupida adolescente. 
Da quel 7 giugno vivo nel rimorso e nel rimpianto. So che non avrò mai l’occasione di dirti queste parole e di farti capire quanto ti abbia sempre stimato. Non c’è persona al mondo migliore di te, di questo ne sono profondamente convinta e il mondo è un posto peggiore da quando ha perso te. Te ne sei andato proprio quando le cose cominciavano ad andare bene, quando stavo finalmente riuscendo a rimettere insieme i tasselli del puzzle della mia vita. Pensavo di avere tutta la vita davanti per recuperare il nostro rapporto, per tornare a essere uniti come una volta, padre e figlia sulla stessa lunghezza d’onda. Purtroppo 18 anni sono stato tutto quello che ho avuto, e di questi 18 anni, tanti non me li ricordo, e tanti altri li ho sprecati, quando avrei potuto farne tesoro. Lo so ora, ho capito tutto, ma adesso è troppo tardi. 
Non sai quanto vorrei poter tornare indietro. Cambierei tutto, tutto. Quella mattina non ti avrei fatto andare al lavoro, ti avrei tenuto stretto a me. Sarei disposta a sacrificare tutto quello che ho fatto e avuto in questi anni, rinuncerei a tutto per avere la possibilità per tornare a quel maledetto giorno e farlo andare in modo diverso. Mi manca tutto di te: tutte quelle cose che per 18 anni ho dato per scontato, ora mi mancano da morire. La tua voce, il tuo sorriso, i tuoi occhi, i tuoi fischi, la tua risata. Mi manca poterti parlare, potermi confidare, poterti chiedere consigli, poterti abbracciare…
In questi 7 anni come non mai mi sono chiesta cosa c’è dopo e dove sei. So che se c’è un paradiso, tu sei sicuramente lì. Non riesco immaginare una persona più meritevole di te… Non posso immaginare che tu non esista più, in qualche forma, in qualche luogo. Se solo potessi essere con te, da qualsiasi parte, allora sarei felice, allora potrei tornare a essere di nuovo completa.
Torna da me, papà… mi manchi da morire…

“Ho sceso, dandoti la mano, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei, è il vuoto a ogni gradino”