Ci sono un italiano, un australiano e un americano…

Sono cresciuta in un paesino alla periferia di Milano, dove il massimo della multiculturalità erano due ragazze del mio anno di colore, che generavano pettegolezzi e mormorii ovunque andassero. Ovviamente la comunità é cambiata nel frattempo e adesso ci sono molti più stranieri anche lì, ma la mia vita fino all’anno in America é stata molto omogenea (e banale) da questo punto di vista.  Continue reading “Ci sono un italiano, un australiano e un americano…”

L’amicizia da expat

A parte un brevissimo periodo alla medie, e se non contiamo la mia squadra di pallavolo, non sono mai stata parte di una grande compagnia. Ho sempre preferito poche amicizie ma di qualità, a tante giusto per far numero…  Poche ma buone insomma. E di questo sono sempre stata contenta. Sono una persona socievole, generalmente vado d’accordo con tutti e mi piace socializzare. Ovunque sia andata nel mondo mi sono sempre fatta amici e sono fiera di poter contare su una rete di affetti sparsa per i 5 continenti. Continue reading “L’amicizia da expat”

Amicizia a distanza

Sono fortunata ad avere amiche fantastiche a “casa” con cui sono cresciuta e con cui ho affrontato gli alti e bassi che la vita fino ad ora mi ha regalato. Non è da tutti avere amicizie di lunga data, e ancora più raro è che queste amicizie resistano al tempo, alla distanza e ai cambiamenti che in 20/25 anni di vita naturalmente succedono. Io in questo sono stra-fortunata. Posso vantare delle Amicizie con la A maiuscola, amicizie che hanno resistito a tutto e che sono oggi più forti che mai, nonostante io sia qui e loro lì. Continue reading “Amicizia a distanza”

Goodbye, my friend

Goodbye my friend, I know your going searching although I can still feel ya here
It’s not the end, You gotta keep it strong before the pains turn into fears
So glad we made it, time will never change it
You know it’s to say goodbye,  And don’t forget on me you can rely
I will help you on your way, I will help you everyday

Era il settembre 2007 quando sei entrata nella mia vita durante quella prima orientation per gli studenti stranieri allo IEP di Grenoble. Il tuo accento, la tua dolcezza e la tua simpatia mi hanno colpito subito e la nostra amicizia è cresciuta in fretta, tra uscite Erasmus, feste al Rabot, gite varie e lezioni pietose di tennis ogni giovedì mattina. Sei stata la prima persona a cui ho raccontato del mio primo bacio con l’Avvocato e sei stata quella che mi ha consolato quando lui è ritornato in Australia. La fine dell’Erasmus e il ritorno in Italia non hanno intaccato la nostra amicizia, che è continuata nonostante la distanza. Abbiamo sempre guardato nella stessa direzione (fuori dai confini dell’Italia) e avuto gli stessi sogni, e ho trovato subito un’alleate in te quando ho deciso di trasferirmi in Australia. Continue reading “Goodbye, my friend”

Weekend di campeggio a Patonga

A metà dicembre, appena prima che cominciasse il caos di preparazione per l’arrivo di mamma e Litte B, io e l’Avvocato ci siamo goduti un weekend di relax campeggiando con i nostri amici americani a Patonga. Per entrambe le coppie le settimane a venire sarebbero state piuttosto intense e così un weekend lontano da tutto e tutti è proprio quello di cui avevamo bisogno.

Il campeggio di Patonga si trova in una posizione perfetta, tra il fiume e la spiaggia che portano il suo nome. La bellezza della natura, la tranquillità del posto e quella sensazione di isolamento conquistano davvero chiunque. Perchè puoi essere a solo un’ora e mezzo dal caos di Sydney, ma qui a Patonga ti sembra di essere lontano anni luci dalla città. Continue reading “Weekend di campeggio a Patonga”

A presto, amica mia

Ho detto tanti addi e tanti arrivederci nella mia vita. Alcuni sono stati per sempre, altri sono stati temporanei. Alcuni mi hanno lasciato il cuore a pezzi, altri sono stati meno dolorosi del previsto. Alcuni sono stati meditati a lungo, altri sono stati presi sul momento. Alcuni sono stati un caso isolato, altri vengono ripetuti con costanza. Alcuni sono stati detti tra le lacrime, altri con il sorriso sulle labbra. Alcuni sono stati detti in aeroporto, altri al telefono. Ho salutato l’Avvocato e la mia famiglia un sacco di volte, senza sapere quando li avrei riabbracciati. Ho salutato amici dall’altro capo del mondo, sapendo che sarebbero passati anni prima di rivederli di nuovo. Ho salutato fidanzati, senza sapere che pochi giorni dopo ci saremmo lasciati. Ho salutato familiari sapendo che non li avrei più rivisti. Ho salutato amiche non sapendo che presto non lo sarebbero state più. Ho saluto bambini, senza sapere che la prossima volta che li avrei visti sarebbero stati già grandi. Qualsiasi sia stata la storia che mi ha portato a salutare una persona, non è mai stata una sensazione piacevole. 

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Penserete che siccome vivo così lontana da casa ci avrò fatto callo? Che riesco a salutare le persone che più amo senza versare una lacrima? Che sono forte e non mi commuovo? Vi sbagliate di grosso! Ogni addio, ogni saluto, ogni partenza è comunque difficile. E lo è ancora di più se a partire è una persona su cui contavi, un pilastro che reggeva in piedi la tua vita, una compagna di quotidianità.

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Come voi nessuno mai

Nei giorni di pre e post matrimonio mi sono spesso chiesta cosa ho fatto per meritare tutto l’affetto che ci ha circondato. Evidentemente io e l’Avvocato qualcosa di giusto abbiamo fatto se 45 persone hanno viaggiato dall’Australia, America, Francia, Germania, Finlandia, Svizzera, Belgio e Canada per essere accanto a noi in quel giorno così speciale. Nei nostri viaggi in giro per il mondo evidentemente siamo riusciti a toccare molti cuori, e negli anni a mantenere quei rapporti. Ma non è degli ospiti stranieri che voglio parlare oggi, perché è loro dedicherò un post tutto in inglese (il mio primo sul blog… Ma se lo meritano!). Oggi voglio dedicare un pensiero alle mie splendide amiche che mi sono state vicine nella preparazione del matrimonio, che mi hanno organizzato un addio al nubilato fantastico e che hanno reso il grande giorno semplicemente meraviglioso.

Ho scelto Sò, Kia & Ele come mie testimoni di nozze e non avrei potuto fare scelta più azzeccata! Sò è la mia amica di sempre: ci conosciamo da 25 anni, siamo cresciute insieme, ci conosciamo nei più intimi dettagli e custodiamo i nostri più torbidi segreti. Sò c’è sempre stata: nella passione per la danza, negli anni difficili delle medie, nelle prime cotte e nelle storie più serie, nelle amicizie che sono andate e venute, nelle scelte importanti sul nostro futuro, nella sofferenza più tremenda e nella gioia più grande della mia vita, nelle partenze e nei ritorni. Lei c’è sempre stata. La sua famiglia è la mia famiglia, la mia casa è la sua casa. Ha accolto la notizia del mio matrimonio con grida e lacrime e da allora si è fatta in 4 per aiutarmi ad organizzare il tutto. Dalle location da ispezionare al fotografo da selezionare, dal vestito da provare all’addio da organizzare. È una fonte inesauribile di sorprese ed affetto, con piccoli regali che mi ha fatto trovare ogni mattina al mio risveglio per festeggiare la mia ultima settimana da nubile, video strappalacrime mostrati durante il ricevimento e una quantità di affetto tale da raggiungermi in Australia. Ti voglio bene, amica mia! Continue reading “Come voi nessuno mai”

Questione di amicizia

A giugno saranno 4 anni che mi sono trasferita in Australia. Un anno e mezzo lavorando ad Adelaide e due e mezzo studiando (e brevemente lavorando) a Sydney. In questi quasi 4 anni di persone ne ho conosciute tante. Compagni di università dell’Avvocato, colleghe mie e colleghi suoi, altri ricercatori, tanti schermidori, italiani di passaggio come ero io una volta, zumbatrici, amici di amici, pallavoliste, italiani ormai radicati qui come spero di diventare un giorno, ecc. Eppure fino a 6 mesi fa mi sentivo sola.

Ad Adelaide, nonostante conoscessi tante persone e alcune decisamente meglio di altre, non avevo la sensazione di avere amici tutti miei. La maggior parte erano amici di lunga data dell’Avvocato, e per quanto andassimo d’accordo, per me rimanevano (e rimangono tuttora) amici suoi. Altre erano colleghe, con cui mi trovavo benissimo sul luogo di lavoro, ma al di là di quello non avevamo davvero niente in comune. Parecchie altre erano le mie compagne di squadra, ma, nonostante ne salvi tuttora un paio con cui c’è stato un bellissimo rapporto, lì il divario di età, maturità ed esperienza era davvero enorme e non avevamo proprio niente di cui parlare.

A Sydney le cose non sono migliorate subito, e gli inizi non sono stati facili. Essendo una città nuova per entrambi, sia io che l’Avvocato abbiamo dovuto ricominciare da zero. Ma se lui è stato facilitato da un lavoro e uno sport che gli ha permesso di conoscere in breve tempo molte persone, per me è stato decisamente più difficile. La mia unica ancora di salvezza, l’unica amica tutta mia, era E., con cui mi legano 7 e passa anni di amicizia. Purtroppo (ma beata lei) lei abitava (e abita) a Manly, non proprio dietro l’angolo da casa mia, e se le domeniche al mare con lei sono giornate splendide e i viaggi con lei indimenticabili, nella quotidianità non abbiamo mai potuto vederci. E così le mie giornate passavano in solitaria. Ogni incontro, ogni uscita con qualche amico andava programmato in anticipo. Non avevo nessuno che potessi vedere senza dovermi prenotare almeno una settimana prima. E questo mi mancava.

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Insofferenza

La mia insofferenza verso gli italiani comincia all’imbarco del volo Singapore-Milano: per me sono quasi le 2 di mattina, sono già esausta e mi aspettano ancora due terzi del viaggio, e la mia tolleranza verso i miei connazionali è ai minimi storici…

Chi salta la coda…
Chi si lamenta di dover mostrare di nuovo il passaporto…
Chi si arrabbia perché in dogana gli hanno trattenuto i due chili di marmellate che aveva in valigia…
Chi urla come un pazzo al telefono…

E prosegue una volta salita a bordo.
Chi blocca il corridoio…
Chi spinge…
Chi fa commenti ad alta voce convinto che nessuno lo capisca…
Chi si lamenta del posto avuto…
Chi non spiccica una parola di inglese e quindi non capisce gli annunci, facendo l’opposto di quello che gli viene detto…
Chi esulta per le penne sul menù e schifa le portate più esotiche…

E finisce con mia madre che mi stressa affinchè mi vesta cosi e cola per fare bella figura con parenti e amici che non vedo da tanto tempo…
Con le commesse dei negozi e supermercati che sono talmente scortesi che pare ti stiano facendo un favore a servirti…
Con gli impiegati pubblici che non sanno fare il loro lavoro e mi fanno perdere un sacco di tempo…
Con l’assurda burocrazia di un paese antiquato che non prova neanche a stare al passo con la tecnologia…

Questo rientro in patria sembrava già partito male, e non posso dire che sia migliorato durante la mia vacanza. Che gli ultimi 9 mesi lontana da casa mi abbiano davvero resa intollerante e insofferente ai miei connazionali? Che ogni prossimo viaggio in Italia debba sempre essere cosi difficile?

Forse mi sono semplicemente integrata nel mio nuovo mondo australiano, e non sento più mie certe abitudini italiane? Forse è questo il motivo… anche perchè devo ammettere che in questo viaggio è stata la prima volta in cui ho sentito davvero la mancanza delle mie amiche in Australia 🙂

Moderne amiche di penna

Fin da ragazzina, ho sempre avuto amici di penna. Solamente, questi non erano ragazzi mai visti che mi scrivevano da terre esotiche e lontane… Prima erano amiche conosciute in vacanza, con cui poi mi tenevo in contatto per anni (tanto da rivedere alcune di loro a 16 anni di distanza), e poi amici virtuali che incontravo su forum di scrittura è che facevo (a volte irresponsabilmente) entrare nella mia vita reale.

Non ho mai avuto problemi a parlare con sconosciuti, a raccontare di me e a interessarmi delle vite degli altri. E pensare che neanche mi interesso ai gossip dei VIP! In ogni modo, da quando scrivo il blog, mi sono dovuta per forza di cosa rapportare e confrontare con tante persone, soprattutto sconosciuti. Tramite le pagine del mio diario ho lasciato che persone mai viste entrassero nella mia vita, ho fatto vedere loro una parte di me e mi sono esposta alle loro lodi e alle loro critiche. E altre blogger hanno fatto lo stesso. Si sono messe in gioco in pubblico, si sono scoperte e si sono rese vulnerabili alle opinioni degli altri.

E così grazie alle mie amiche virtuali mi sono rilassata al club in Kuwait, ho visto i mille colori della Tailandia, ho preso il sole sulle spiagge della Florida e ammirato i colori dell’autunno in Canada. Ho raccolto le melanzane nel nord dell’Australia e nuotato con i delfini alle Bahamas, ho scoperto il mare stupendo del Brasile e il caldo deserto del Marocco. Quanti viaggi meravigliosi attraverso lo schermo di un computer. Quante persone conosciute attraverso le parole di un blog. Queste sono le mie moderne amiche di penna.

Ci leggiamo, ci commentiamo, ci consoliamo, ci consigliamo, ci scriviamo centinaia di messaggi ogni giorno…

Ma ogni tanto da virtuali, queste amiche diventano reali. Quando grazie a un articolo scritto conosco una ragazza che diventerà presto una delle mie piú care amiche quaggiú. Quando apro la mia casa a due giovani raccoglitori di melanzane, dopo un incredibile viaggio di più di 2.000 km… O quando mi perdo in chiacchiere tra un giapponese e un caffè con l’amica di Melbourne…. Quando un viaggio ad Adelaide si trasforma per un’occasione per conoscere una mia lettrice… O quando mi trasformo in guida turistica per i quartieri della mia città per bloggers in visita…

E questo è solo l’inizio… chissà quanti altri bellissimi incontri mi aspetteranno grazie a questo bellissimo mondo delle blogger!

Preparatevi amiche, un giorno verrò a trovare ognuna di voi!

http://pixabay.com/
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L’amicizia è l’unico cemento capace di tenere assieme il mondo.
– Woodrow Wilson