Capisci di lavorare in una non profit

Ho lavorato nel settore privato e nel pubblico, ho lavorato per piccole imprese a conduzione famigliare e grosse aziende internazionali. E ora posso dire di aver provato l’ebbrezza di lavorare anche per una non-profit! O meglio due! Sia AFS che MSF infatti sono due organizzazioni non a scopo di lucro e dopo più di un anno di lavoro in questo particolare tipo di compagnia ecco cosa ho imparato. Continue reading “Capisci di lavorare in una non profit”

Good bye, my Big Willy

Everyone has a biological father. Many people have a dad worth of this name. Few are lucky enough to have two dads. I was among those few, albeit only for a short period. One raised me for 18 years, the other welcomed me into his home for only one year, but has loved me 13 more. When one left me, the other one filled the void. Albeit from far away. And now that he too is gone, who will fill that abyss in my heart? Continue reading “Good bye, my Big Willy”

Effetti collaterali

Ci sono due tipi di expat in circolazione: quelli che questa vita all’estero se la sono scelta e quelli a cui questa vita é stata imposta. I primi hanno lasciato il proprio paese in cerca di opportunità migliori o per trovare quel brivido che la vita all’estero necessariamente porta; i secondi sono emigrati perché non avevano altra scelta o per seguire – a volte a malincuore – un partner con un lavoro all’estero.  Continue reading “Effetti collaterali”

Quando dire basta?

Karma is a b*itch, si dice in inglese. Bhè, io proprio non lo so cosa ho fatto di male in questa o in altre vite per meritare così tanto astio da ‘sto cavolo di karma. Sono 18 mesi – giorno più giorno mese – che aspetto che questa benedetta ruota giri a mio favore, ma si vede che si è intoppato qualche meccanismo perché qui ancora non è arrivato niente di buono. Dicono di non mettere fretta al destino e che la pazienza sia la virtù dei santi. Ma io santa non lo sono mai stata, ho lasciato quel posto al mio Big Brother una vita fa. Continue reading “Quando dire basta?”

Niente da perdere

Giovedì pioveva, il ciclone Debbie che nei giorni prima aveva colpito il Queensland aveva portato piogge anche a Sydney. Indossavo un tailleur nuovo, blu, dal bel taglio, comprato quando speravo di ottenere il lavoro per cui avevo fatto un colloquio. Colloquio che era andato molto bene, avevo fatto ottima figura e i 3 che mi avevano intervistato sembravano soddisfatti e contenti delle mie risposte. Ho aspettato due settimane per il risultato di quel colloquio. Ero nei top 3 candidati, ma alla fine hanno scelto un’altra persona con più esperienza nell’ambito del local government. The story of my life. Continue reading “Niente da perdere”

(Non) sentirsi a casa

A giugno saranno 6 anni da quando mi sono trasferita in Australia permanentemente, e quasi 9 da quando ci ho messo piede per la prima volta. Prima Adelaide era casa, poi lo é diventata Sydney, da ormai 4 anni e mezzo. In Australia abbiamo metà famiglia, qui a Sydney abbiamo comprato casa e quaggiù abbiamo l’Avvocato ha avviato una carriera di successo. L’Australia e Sydney dovrebbero essere decisamente casa, e per molti versi lo sono… ma perché a volte allora proprio non mi sento a casa qui?  Continue reading “(Non) sentirsi a casa”

Ci sono un italiano, un australiano e un americano…

Sono cresciuta in un paesino alla periferia di Milano, dove il massimo della multiculturalità erano due ragazze del mio anno di colore, che generavano pettegolezzi e mormorii ovunque andassero. Ovviamente la comunità é cambiata nel frattempo e adesso ci sono molti più stranieri anche lì, ma la mia vita fino all’anno in America é stata molto omogenea (e banale) da questo punto di vista.  Continue reading “Ci sono un italiano, un australiano e un americano…”

L’arte dell’attesa

Attendere fa parte della natura umana. Ma se chiedete a me, saper aspettare – senza perdere la testa – è una forma d’arte tra le più alte e nell’ultimo anno ho raffinato quest’arte fino a farne uno dei miei skills migliori… Questo è il risultato di 12 mesi di ricerca lavoro e attesa, una condizione non facile e sicuramente non piacevole in cui trovarsi. Ma tant’è, così è e anche a questo ci si fa l’abitudine. Continue reading “L’arte dell’attesa”

Lavorare per un mondo migliore

AFS Intercultural Programs è entrato nella mia vita 18 anni fa quando Big Brother per primo fu convinto decise di partire per uno scambio culturale in quarta liceo. A ruota, 3 anni dopo, l’ho seguito anche io, ma la mia storia con questa organizzazione non è finita lì. Chi di voi mi segue infatti saprà che a oggi AFS fa ancora parte della mia vita, in quanto da 9 mesi lavoro per la sede nazionale dell’organizzazione in Australia. Continue reading “Lavorare per un mondo migliore”

Il mio anno di scambio in America

Molto prima dell’Australia, e prima ancora della Francia, c’è stata l’America. Come forse saprete, la mia prima grande fuga all’estero é avvenuta tramite uno scambio scolastico, quando avevo 16 anni. Grazie all’associazione no-profit AFS/Intercultura, ho potuto frequentare la 4 liceo in una High School Americana, a Seattle, nello stato di Washington. Scopo di quest’esperienza con quest’organizzazione non era e non è solamente imparare la lingua, ma entrare nel vivo di culture diverse; conoscere la storia moderna come i ragazzi francesi, la fisica come gli studenti cinesi, l’arte che viene insegnata nelle scuole russe o finlandesi, la geografia in Australia, le scienze naturali in Tailandia… Continue reading “Il mio anno di scambio in America”