In Via dei Matti numero zero 2.0

A parte alcune brevi parentesi in America e Adelaide, ho passato tutta la mia vita in appartamento, con vicini sopra, sotto e accanto. Per fortuna, la mia famiglia non ha quasi mai avuto problemi con i nostri vicini, che si sono (quasi) sempre dimostrati rispettosi quanto lo siamo stati noi. Ovvio, l’eccezione c’è sempre ei vicini matti sono ovunque: c’è il vicino sempre arrabbiato, quello che si lamenta troppo, quello che parcheggia sempre dove non dovrebbe e quello che fa troppo rumore la sera. Ma tutte queste sono cose normali nel vicinato. 

Da quando vivo nel mio appartamento tra gli alberi però mi sembra di stare davvero in un mondo di pazzi! Vi avevo già raccontato in questo post alcune delle stramberie che succedono nel mio palazzo. Eccomi tornata per la seconda parte sui miei vicini matti!

Lunedì mattina. Ore 06:45. L’Avvocato ed io ci siamo da poco trascinati fuori dal letto e ci stiamo preparando per l’ennesima giornata di lavoro. Bagno, doccia, caffè e toast con marmellata. Solita routine. A quest’ora mi muovo col pilota automatico, e difficilmente riesco a concepire altro. Il profumo di caffè è l’unica cosa che mi sveglia i sensi e in settimana la colazione è un affare veloce e semplice. Per noi. Non per gli inquilini dell’appartamento di sotto. Una famiglia indiana dai componenti imprecisati. Il loro elettrodomestico preferito in cucina: la pentola a pressione. Che usano ogni santo giorno. Ad ogni pasto. Per cucinare curry e chissà cos’altro. Risultato: alle 06:45 di mattina un lungo sibilio ci annuncia che la loro colazione è pronta, e l’odore di curry lentamente sale fino in casa nostra, dove si infiltra in ogni anfratto. Addio aroma di caffè!

Mercoledì sera. Ore 18:00. G vive nell’appartamento 7 da una ventina d’anni ed è uno dei residenti del nostro palazzo di più lunga data. En passant un giorno fa accenno al fatto che i suoi dirimpettai, al numero 9, anni fa abbiano fatto una suddivisione illegale dell’appartamento: in origine un bilocale, la sala è stata divisa in ulteriori due stanze, il tutto allegramente abusivamente e ovviamente non a prova di legge. Ma non finisce qui, perché pare che il simpatico Afghan man che possiede d’appartamento in passato gestisse un bordello proprio in quelle stanze. Ma mi dicono che sia una persona gentilissima e molto disponibile!

Giovedì pomeriggio. Ore 14:00. Mi sto rilassando dopo pranzo con la mia mamma che è qui in visita quando sentiamo rumori e vociare nel pianerottolo fuori dalla mia porta. Dato il mio trascorso col mio simpatico vicino alcolizzato, il mio udito si è parecchio affinato a qualsiasi rumore sospetto proveniente dal pianerottolo e/o dal vicino. A sorpresa, invece dei soliti poliziotti in divisa, M sta parlando con due uomini in completo, con tanto di cartellina alla mano. Sono detective in borghese. Per circa mezz’ora – senza premurarsi di entrare nel suo appartamento o di abbassare la voce – i due lo tempestano di domande su un suo presunto coinvolgimento in un giro di prostituzione e droga con una donna polacca [con cui tanto per dire l’avevamo visto intrattenersi varie volte nelle settimane e mesi precedenti].

Venerdì mattina. Ore 10:00. La mia vicina e amica dell’appartamento 2 sta iniziando i lavori di rifacimento del suo bagno. I muratori sono all’opera da un paio d’ore con la demolizione del bagno. Sotto il suo balcone hanno posizionato uno dei quei container per la raccolta dei detriti. Tutto ad un tratto, dal balcone del piano superiore, comincia a scendere una cascata d’acqua a riempire il container. L’inquilino del 4 – trasferitosi solo a fine maggio – sta protestando in questo modo contro la polvere che gli sale in casa dal bagno del 2. Sarà solo l’intervento tempestivo dei muratori che eviterà ulteriori danni al container e al balcone del 2. Ps: nelle settimane successive a questo incidente, il simpatico vicino si difenderà dicendo che stava solo dando una mano a mantenere la polvere sotto controllo!

Domenica pomeriggio. Ore 15:00. Parcheggio la macchina nella stradina dietro al mio palazzo, e, carica di borse della spesa, prendo la stradina laterale del palazzo invece che il corsello dei box. Appena giro l’angolo, accucciato nel giardino sotto il balcone del 7, vedo Chinese Man – che fino all’anno scorso abitava al 10, e che ancora usa il garage come magazzino – e cosa sta facendo? La cacca. In pieno giorno. Nel giardino del nostro palazzo. Non so se è più grande il suo shock o il mio, oltre che l’imbarazzo di trovarmi in questa situazione totalmente imprevista. Riesco a malapena a tirargli dietro qualche insulto – per altro molto contenuto – e ricordargli che esiste un bagno pubblico dall’altro lato della strada, prima di rifugiarmi in casa.

Insomma, penso che l’abbiate capito anche voi che questo palazzo è un circo. Ne succedono ogni giorno di ogni, non c’è mai un momento di tranquillità e i drammi si susseguono uno dietro l’altro. Francamente ne ho le scatole piene, e sogno una casetta in riva al mare lontano da tutta questa pazzia… ma nel frattempo che altro posso fare se non riderci sopra? Consolatemi: anche voi avete vicini matti?

7 thoughts on “In Via dei Matti numero zero 2.0

  1. Il cinese che fa la cacca in giardino è da delirio puro. Mamma mia che gabbia di matti. Attualmente non ho vicini, se non animali, cavalli, pecore, cani fastidiosi e poco altro. Io ho sempre abitato in case singole quindi al massimo erano i vicini della casa accanto.

    1. Ti invidio guarda! A volte fa piacere ed è utile – soprattutto in caso di bisogno – avere dei vicini. Ma nella maggior parte dei casi li manderei davvero tutti a quel paese! Molto meglio le mucche, i cavalli e le pecore!

    1. E pensa che il cinese non vive neanche più qui! Davvero fuori di testa! Comunque all’inizio i miei vicini neanche mi salutavano e questo mi pareva strano… ora rimpiango quei momenti!

  2. Credo di essere fortunata. Il mio condominio e’ orizzontale; quindi niente rumori strani da sopra, o urla dalla casa del vicino di pianerottolo ma i soliti problemi tipo condivisione spese per asfaltare la strada, parcheggi, a dir poco, fantasiosi. Diciamo che la tua vita condominiale è più variegata della mia. Io avrei poco da raccontare, sai? Nulla che inviterebbe al sorriso. Ciao

    1. Ciao Gin! Oddio di sorrisi il mio palazzo ne crea ben pochi! No dai, ho un paio di splendidi vicini, ma nel complesso non e’ certo un posto che mi dispiacera’ lasciare il giorno in cui ce ne andremo!

  3. I miei vicini (il mio è un condominio grande, sono 70 appartamenti) non salutano, se arriva l’ascensore e tu stai aspettando salgono e vanno via prima che tu possa dire a e ti chiudono fuori al portone se provi ad entrare dietro di loro. Simpatici, eh?

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