Aiuto: arrivano i parenti!

Quando sono partita per l’Erasmus in Francia gli autoinviti di chi “avrebbe tanto voluto venirmi a trovare” si sprecavano. Tutte le mie amiche mi garantirono che sarebbero sicuramente venute a farmi visita, ma nei 5 mesi che ho vissuto oltralpe di ospiti non ne ho avuto neanche uno. Quando ho deciso di fare armi e bagagli e trasferirmi dall’altro capo del mondo, la solfa si è ripetuta e sono 6 anni che va avanti a suon di “sicuramente l’estate prossima vengo in Australia” oppure “guarda che quest’anno vengo di sicuro!”. Manco a dirlo, le visite che ho ricevuto in questi anni si contano sulle dita di una mano.

Ovviamente l’Australia è lontana, le ore di volo sono tante e il costo del biglietto non è insignificante, ma…. l’Australia è unica e spettacolare, e per fortuna ci sono amici e parenti che l’hanno scelta come meta del loro viaggio di nozze o destinazione del loro espatrio. E allora eccomi a dover aprire le porte – anche se MOLTO, MOLTO raramente – ad amici, conoscenti e parenti in visita o di passaggio a Sydney.

E se gli amici si sono, purtroppo, sempre trattenuti solo qualche giorno, le due volte che è stata la mia famiglia a venire a trovarmi le visite sono state decisamente più lunghe e  intense. Perché diciamocelo, avere un ospite per settimane che dipende da te al 100% 24/7 non è decisamente una passeggiata nel parco. Se poi l’ospite è solo, magari non parla bene la lingua del posto e non è molto avventuroso, allora ciao: non ve lo scollerete di dosso neanche per andare in bagno!

E allora eccovi il mio personalissimo decalogo – spiritoso ed ironico, ovviamente – per sopravvivere ai parenti in visita! Che non vuole per nulla scoraggiare future visite Down Under, quanto più far sorridere chi si trova a salutare mamma e papà all’aereoporto tirando un grande sospiro di sollievo!

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