Post PhD blues: cosa vuoi fare da grande?

In questi giorni mi sto preparando a presentare la mia domanda di conclusione del dottorato, e dopo quasi 4 anni di PhD vedere la luce in fondo al tunnel non mi sembra ancora vero. Questo percorso non é ancora finito, c’é questa benedetta conclusione da scrivere (se concludo con The End va bene?) e la tesi da far editare, prima di inoltrare la tesi agli esaminatori (che per fortuna hanno accettato tutti). Ma quasi ci siamo. E poi?

E poi é tempo di decidere cosa voglio fare da grande. E così nel frattempo, da quasi un anno ormai, ho cominciato la ricerca lavoro. Che non é andata bene come speravo. Avevo già raccontato per Amiche di Fuso quanto sconfortante e frustrante fosse il cercare un lavoro nel mio settore. La concorrenza spietata con centinaia di ottimi candidati, i complicati test da passare per ogni candidatura, l’assenza di esperienze lavorative significative… Insomma, da mesi mi sembra di stare sulle montagne russe: alterno momenti di euforia quando trovo un lavoro che sembra essere fatto su misura per me, a momenti di sconforto quando per quel lavoro non ottengo neanche un colloquio.

Ma nel frattempo non me ne sto con le mani in mano, sia chiaro. Come forse ricorderete, da maggio lavoro per AFS Intercultural Programs, prima solamente 2 giorni la settimana e recentemente 4 giorni. Nonostante non sia un lavoro particolarmente challenging o relativo al mio percorso di studi, sono comunque soddisfatta perché mi permette di lavorare per una causa in cui credo e per un’organizzazione che stimo. Ma tutto questo ha una data di scadenza: il 3 febbraio 2017. Dopo di che non potranno più tenermi in ufficio a causa del rifacimento di tutto lo staff. E io che farò?

cosa fare da grande - diario dal mondo

Mi trovo, nuovamente, a dover decidere cosa fare da grande… L’ultima volta, presa dallo sconforto del non riuscire a trovare un lavoro nella mia area, ho optato per il piano B: il dottorato di ricerca. Non avevo e non ho mai avuto la presunzione di volermi far chiamare dottore, non porto il PhD come una medaglia. La mia era semplicemente la scelta più logica (o almeno così mi pareva al momento) all’epoca per superare il mio stallo lavorativo. Avevo, ovviamente, l’aspettativa che questo dottorato mi avrebbe aperto piú porte dopo. Ma io questo PhD l’ho preso come un’opportunità lavorativa: un guadagno fisso per 3 anni e mezzo, che INOLTRE mi avrebbe dato un ulteriore titolo di studio, in inglese, in giurisprudenza. Insomma, per me é stato il modo migliore per predendere 3 piccioni (o 4) con una fava… e innumerevoli ore passate al computer.

Ma insomma, quasi ci siamo, la consegna é vicina, il piano B é quasi terminato e io mi ritrovo di nuovo al punto di partenza… solo che questa volta ho quasi un anno di rifiuti e colloqui mancati alla spalle e questo é un boccone amaro da mandare giú. Ma sono fiduciosa (anche perché non ho alternative) che la ruota girerá… sono fiera e felice del percorso di studio e ricerca che mi ha portato fin qui… e ora non mi resta che aspettare che l’occasione giusta arrivi… magari si é solo persa per strada!

 

4 thoughts on “Post PhD blues: cosa vuoi fare da grande?

  1. Come ti capisco!!! Io ho “evitato” il phd ma ho collezionato varie specializzazioni e sono anche io al punto di partenza, nonostante un annetto di esperienza locale. Tra un po’ mi cacceranno da linkedin per eccessivo stalking, ma non mollo tra alti e bassi. Che il 2017 ci porti un bel lavoro 😉

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