Re-imparare da zero: convivere con la dislessia

Mio marito é dislessico. La dislessia gli é stata riconosciuta alle fine delle elementari, dopo esser stato sottoposto a un esame del QI, esame dell’udito ed esame della vista. Quando tutti questi test hanno dimostrato che non aveva nessun problema intellettivo né fisico (anzi, il suo QI era superiore alla norma), allora hanno ipotizzato un problema di apprendimento. E la dislessia gli é stata riconosciuta.

Riconosciuta, e non ‘diagnosticata’. Perché la dislessia non é una condizione medica, una malattia mentale o una sentenza di vita. La dislessia non é qualcosa che può o deve essere curato. Essere dislessico vuol dire semplicemente non essere neurotipici: vuol dire essere neurodiversi. La dislessia é una differenza, non é uno svantaggio.

Il 10% della popolazione mondiale é dislessico. Dislessico era lo scienziato Nikola Tesla e il pittore Pablo Picasso, dislessica é l’attrice Whoopi Goldberg, il direttore Steven Spielberg e la cantante Cher. Come tutte le alter persone, i dislessici sono bravi in alcune cose e scarsi in alter. Trovano facile imparare alcune cose e impossibile impararne altre.

Come i dislessici vedono il mondo

I neurotipici (le persone i cui cervelli e processi cognitivi funzionano nel modo più comune) imparano in modo lineare. Ma i dislessici vedono tutto in maniera ‘aerea’: hanno problemi a codificare e decodificare e recepiscono le informazioni tutte in una volta, invece che un po’ alla volta.

Essere neurodiversi vuol dire imparare in modo diverso rispetto alla maggior parte delle altre persone. Ma vuol dire anche eccellere nel problem solving perché i dislessici sono in grado di connettere idee provenienti da aree diverse, vedendole tutte in  una volta.

Siamo stati tutti bambini e sappiamo tutti che a scuola, a casa, ovunque, ci viene insegnato “il modo giusto”di imparare e fare le cose. Peccato che questo modo non funzioni per i dislessici. E non é per mancanza di volontà o per pigrizia. Anzi. I dislessici solitamente ci provano più degli altri. Devono farlo, perché per ogni compito che affrontano devono imparare da soli come superarlo.

dislessia-difficolta-di-letturaI dislessici non seguono le regole e non “pensano fuori dalla scatola”, perché per i dislessici non esiste la scatola. I dislessici improvvisano, solvono i problemi e sono gli esperti del pensiero laterale.

Come i dislessici affrontano il mondo

Da 20 anni mio marito convive con la dislessia, che ha influenzato la sua vita personale, la sua carriera universitaria e quella lavorativa. Da quando è stato definito dislessico, l’Avvocato ha sempre fatto i suoi compiti ed esami sul computer e all’universitá aveva diritto a 15 minuti extra per esame per poter rileggere con calma. Ma adesso sta per affrontare un esame molto importante in cui non potrá usare il computer, ma dovrá scrivere a mano (benvenuti nel XXI secolo!). Peccato che la sua calligrafia sia assolutamente illeggibile. E allora ha deciso di re-imparare a scrivere. Ogni sera si mette alla scrivania e scrive e riscrive l’alfabeto, lettera per lettera, come un bambino di 6 anni. Facendo ricerca online ha scoperto che esiste un modo specifico per imparare a scrivere per dislessici, e non é il modo in cui ha imparato lui. All’epoca la dislessia non era molto conosciuta e le sue insegnanti semplicemente non erano in grado di insegnargli a scrivere in un modo che gli fosse congeniale. Con il risultato che la sua scrittura fa davvero schifo!

Ma adesso può reimparare da zero. Ha scoperto quale tecnica funziona per lui e la sta mettendo in pratica per reimparare quegli skills che alla maggior parte degli adulti vengono spontanei. E’ un lavoro lungo e noioso, ci vuole dedizione e pazienza, ma in questo i dislessici eccellono davvero!

La dislessia é genetica. Dove c’é un dislessico in famiglia, di solito ce ne sono vari. Essendo mio marito dislessico c’è la possibilità che anche i nostri figli lo siano. Ma la cosa nè mi preoccupa nè mi spaventa: perchè, a differenza sua che ha dovuto imparare da solo come convivere con questo disturbo, loro avranno il loro papà che gli insegnerà come capire il mondo dal loro punto di vista.

9 thoughts on “Re-imparare da zero: convivere con la dislessia

  1. Non sapevo che tuo marito fosse dislessico… Un anno fa abbiamo fatto uno screening anche a CA ed è risultato molto vicino alla Disgrafia mentre nessun problema per lettura e calcolo. Abbiamo deciso di non procedere per la diagnosicertificazione per ora perché per come è fatto lui permettergli di usare la tastiera avrebbe significato non esercitarsi più con la scrittura a mano. Interesserebbe anche a me sapere qualcosa di più su questo metodo che sta seguendo!

    1. Se non te lo dicessimo, nessuno indovinerebbe che lui ha questo problema. Ma sul lavoro gli ha causato parecchi problemi. Posso immaginare che all’età di CA sia importante esercitarsi nella scrittura e non usare solo il computer, ma può darsi che in futuro quella sia la strategia migliore. Appena mi gira il link te lo mando!

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