Va dove ti porta il cuore

Per la prima volta dopo quasi 3 anni e mezzo di dottorato  ho partecipato alla mia prima conferenza internazionale, dove sono stata invitata a presentare gli aspetti chiave della mia ricerca insieme ad altri 160 presentatori. Dato che la conferenza si teneva a Salisburgo a metà luglio, ne ho approfittato per passare anche un paio di settimane a casa. Mancavo da 13 mesi, l’ultima volta ero rientrata per convolare a nozze e il mio intero soggiorno italiano era stato all’insegna del caos e dai preparativi per il grande giorno. Insomma, non era stata una vera vacanza e non mi ero goduta l’Italia più di tanto, soprattutto perchè ero dovuta stare a stecchetto per poter entrare nel vestito da sposa! Insomma, tutto questo per dire che a questo giro non vedevo l’ora di passare del tempo in Italia, anche se sarebbe stato meno di quanto avrei voluto e in solitaria.

Vi avevo già raccontato qui come negli ultimi anni per me ritornare a “casa” significhi sempre di più passare del tempo nei luoghi del mio cuore invece che in giro per Milano, anche se è proprio qui che ho passato tutti gli anni delle superiori e università. Ma per me casa non è Milano, questa città non tocca le corde del mio cuore come lo fa il mio paesello che mi ha visto crescere. E quando l’afa della città diventa insopportabile, ecco che mi rifugio nei luoghi del mio cuore, lì dove ritrovo una me bambina e ragazza, il calore della famiglia e i ricordi di tre generazioni.

Padenghe sul GardaAl Lago di Garda ci sono metà delle mie radici, è la cornice di ogni mia estate fino ai miei 10 anni, e di innumerevoli gite domenicali a trovare i parenti e a fare un bagno di ricordi. Nei primi 18 anni della mia vita il collante tra me e il lago è sempre stato mio padre. Pur essendo l’unico dei suoi fratelli a essere nato a Milano, è stato l’unico ad aver mantenuto un legame così forte con il luogo che ha dato i natali ai suoi genitori (e fratelli). Pur vivendo a Milano, mio papà ha sempre mantenuto rapporti molto stretti con i suoi cugini del lago, e una volta che entrambe le coppie hanno figliato più o meno contemporaneamente, i rapporti sono diventati ancora più stretti. Con la scusa di portare la nonna a trovare il marito e i genitori (al cimitero), le sorelle e i nipoti almeno una o due volte all’anno si è sempre fatto il viaggio Milano-Desenzano-Padenghe-Salò-Roè Volciano, senza considerare tutta la stagione estiva passata in roulotte sul lungo lago.

Più o meno il tragitto era sempre lo stesso, le fermate sempre quelle, così come le passeggiate. Perchè squadra che vince non si cambia, giusto? Era evidente che la nonna non aveva mai tagliato il legame con il suo lago e che il papà lì si sentiva a casa nonostante casa per lui non fosse mai stato. E così crescendo il Lago di Garda è diventato casa anche per noi. Quei parenti di secondo grado sono diventati per noi cari come quelli di primo, e le loro case famigliari come quelle che frequentavamo ogni fine settimana.

Nei primi 18 anni della mia vita ogni gita al lago era un viaggio tra i ricordi della nonna e del papà, con le stesse storie raccontate ed ascoltate a ogni giro. Negli ultimi 11 anni della mia vita ogni gita al lago è diventato un viaggio tra i nostri ricordi del papà. È diventato catartico quel viaggio, un ritorno tra i luoghi a lui tanto cari, che a ogni passo ci parlavano di lui come a lui avevano parlato dei suoi genitori. Nonostante gli anni che passavano, nonostante qualsiasi altra cosa che stesse succedendo delle nostre vite, lì, sulle sponde del Lago di Garda, abbiamo sempre ritrovato il nostro papà.

garda

E così continuiamo a tornarci, anno dopo anno. Non solo perchè la nonna da quasi 3 anni riposa tra i pini del suo amato lago; non solo perchè sua sorella è ancora tra di noi e andarla a trovare è un po’ come ritrovare la nonna stessa; non solo perchè ogni gita al lago è sempre piacevole di per sè. Ma anche e soprattutto perchè il Lago di Garda è casa, in un modo in cui solo un luogo in cui non hai mai abitato ma che ti parla dritto al cuore ogni volta che ci metti piede può fare.

E con questo post oggi voglio augurarti buon compleanno, papà! Per i 61 che sarebbero stati oggi voglio festeggiarti così, con i moltissimi momenti felici che mi hai regalato in un posto così bello e speciale.

 

 

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