Città del Messico: a spasso per Chapultepec, tra natura e storia

La domenica l’intera  popolazione di Città del Messico (26 milioni di abitanti) sembra riversarsi nelle strade del centro, lungo il Paseo de la Reforma (che diventa pedonale e ciclabile) e nel Bosque di Chapultepec. Se volete sentirvi parte della massa, è proprio qui che dovete recarvi. E così abbiamo fatto noi!

Chapultepec è una zona fatta apposta per essere conosciuta durante una piacevole passeggiata domenicale, durante la quale potrete ammirare un giardino botanico, uno zoo e svariati laghi, ma anche dedicarvi alla visita di mostre culturali e sedi museali, come l’imponente Museo de Antropología e Historia. Con un’area di 647 ettari, il Bosque di Chapultepec è una delle oasi più grandi di Città del Messico, nonché uno dei luoghi più incantevoli da scoprire. Chapultepec, il cui nome deriva dal náhuatl e significa “colle del Chapulín”, o “colle delle cavallette”, è diviso in tre sezioni ricche di boschi, laghi e diverse zone di interesse. La maggior parte dei luoghi di interesse si trova nella prima sezione, molto vicina al Paseo de la Reforma, uno dei principali viali della capitale.

Bosque de Chapultepec

Se entrate da questa entrata vi ritroverete davanti al Monumento a los Niños Héroes, che rende omaggio ai giovani studenti della scuola militare che difesero la fortezza durante l’invasione statunitense del 1847. Essendo la mia tesi di dottorato sui bambini soldato, questo omaggio ai cadetti militari e al ruolo che hanno avuto durante l’invasione americana sicuramente non è passato inosservato. Da lì vi attenderà una piccola sfida: la salita alla sommità della collina sulla quale sorge il magnifico Castillo de Chapultepec, che in passato fu palazzo imperiale e residenza presidenziale. Insomma, un castello che tutto è meno che un castello come ce lo immagineremmo noi: è un palazzo imperiale a tutti gli effetti da cui si gode una magnifica vista panoramica sulla città e sulle montagne circostanti. Oggi il Castillo de Chapultepec ospita il Museo Nacional de Historia, che gestisce le sontuose stanze del presidente Porfirio Díaz e di sua moglie, Carmen Romero Rubio. Veramente un tuffo nel passato (sontuoso e recente) di questo Messico!

Castillo de Chapultepec

Scesi dal Castillo vi ritroverete immersi nell’immensità del parco e da lì potete continuare verso uno dei vari laghi dove si possono noleggiare pedalò o barche a vela e fino allo zoo. Ecco, lo zoo merita un commento, perché è gratis, è immenso ma è anche molto triste. Ci sono tantissimi animali ma la qualità delle loro gabbie e recinti sembra davvero pessima. Lo spazio a disposizione è davvero piccolo, e non sembra poi così ricco di stimoli, forse dato che il parco è gratuito. Noi siamo entrati perché avrei voluto vedere gli animali tipici del Messico, che però non erano in esposizione, mentre siamo riusciti a vedere i panda, gli orsi, scimmie varie e un sacco di cervi. Se avete bambini portateli sicuramente qui, ma non aspettatevi di trovare uno zoo che vi faccia sentire bene con voi stessi.

Black bear chapultepec

Da qui potete facilmente raggiungere il Museo Nacional de Antropología, talmente grande che visitarlo in un’unica volta è praticamente impossibile, ma un assoluto must per ogni visita a Città del Messico. Dalle tribù nomadi preistoriche fino alla conquista spagnola, il più grande museo del Paese conserva le tracce del passato del Messico. Una volta entrati nel cortile centrale, rimarrete sicuramente sbalorditi dall’enorme fontana a forma di ombrello che rappresenta un albero mitologico con incisioni di aquile e giaguari, tutti simboli di grande importanza per le culture mesoamericane. Il museo è diviso in 23 sale tematiche, nelle quali troverete uno spazio dedicato alle prime tribù nomadi e un altro dedicato alla cultura Olmeca, che fiorì più di tremila anni fa. Vi sono inoltre sale dedicate ai maya, agli zapotechi, ai toltechi, ai teotihuacani e agli aztechi o mexica. L’opera di maggior richiamo per i turisti è sicuramente la Piedra del Sol, erroneamente nota come “calendario azteco”, un monolite di 25 tonnellate risalente al XV secolo che fu ritrovato nell’area dell’attuale Zócalo. All’interno del museo potrete inoltre ammirare la ricostruzione di una tomba maya dell’ottavo secolo e una copia del pennacchio di Montezuma.

anthropology museum mexico city

E per finire, un’altra importante attrazione turistica nel Bosque di Chapultepec è il rituale dei  di Papantla. Originario dello stato di Veracruz, questo rituale ha luogo ogni giorno davanti all’ingresso principale del Museo Nacional de Antropología. Quattro uomini con colorati vestiti tradizionali si “librano in volo” da un palo di 20 metri di altezza al quale sono legati con delle corde. Un altro rimane in cima al palo e suona una melodia armoniosa con un tamburo e un flauto. Non dimenticate la macchina fotografica!

Voladores

Che dite, vi ho fatto venire voglia di fare un salto nel polmone verde di Città del Messico?

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