Integrazione vs multiculturalismo

Integrazione vs multiculturalismo? Nazionalismo vs melting pot? Si tratta di un binomio vecchio quanto l’immigrazione, eppure è un dibattito sempre attuale. Se ne parla dopo ogni strage, se ne discute dopo ogni tragedia, eppure la questione resta sempre la stessa. E dopo i terrificanti eventi di Parigi di novembre e quelli di Bruxelles di marzo mi sono fatta anche io qualche domanda. Io, da cittadina italiana che vive in Australia, e che ora gode anche di cittadinanza australiana, non posso che riflettere su questi temi che mi toccano così da vicina. In Australia prevale la multiculturalità o il nazionalismo? E in Francia? In Italia o in Belgio? Cosa vuol dire multiculturalità e cosa integrazione? Una esclude l’altra?

Partiamo da quest’ultimo problema, e cerchiamo di definire questi due termini così problematici. Per me “multiculturalismo” è il coesistere pacifico ed equo di culture diverse in uno stesso paese. Questo si oppone al “nazionalismo”, ovvero la dottrina secondo cui la cultura nazionale e gli interessi di una nazione sono superiori a quelli di qualsiasi altro paese. A livello pratico il multiculturalismo si traduce in politiche pubbliche volte alla gestione di questa diversità culturale in un società multietnica. Il rispetto reciproco e la tolleranza delle diversità culturali all’interno di un unico territorio dovrebbero quindi essere i pilastri principali di un simile governo.

Per “integrazione” invece si intende di solito la necessità per un individuo di diventare pienamente membro di una comunità, piuttosto che rimanere in un gruppo seperato. Integrazione non vuol dire assimilazione. Attraverso l’integrazione in una società, non è solo l’individuo che cambia: fino a un certo punto infatti è anche la società a cambiare, attraverso le influenze dei singoli individui. Una società che non vuole cambiare pretende assimilazione, non integrazione. Perciò direi che l’integrazione si trova a metà strada tra il multiculturalismo e l’assimilazione.

L’Australia dove si pone quindi nello spettro tra nazionalismo e multiculturalismo? E la Francia che in un anno è stata vittima di due diversi attacchi terroristici? Direi che senza dubbio l’Australia ha una forte valenza multiculturale, mentre la Francia tende più al monoculturalismo. Per mia esperienza personale e per quella di tanti miei amici, la Francia si aspetta che gli immigrati assimilino completamente la cultura francese. La lingua è una sola, la religione di stato non esiste e la religiosità dei singoli non deve mostrarsi in pubblico, e così via. In Australia invece agli immigrati è permesso mantenere completamente la propria cultura, a patto ovviamente di rispettare le regole e i valori australiani. Qui sono moltissime le culture che convivono pacificamente l’una con l’altra, in molti quartieri la lingua parlata non è l’inglese, in molte aree i bianchi sono decisamente la minoranza e quando si ha a che fare con il governo si ha sempre la possibilità di avere un traduttore o di avere i documenti tradotti nella propria lingua. C’è molta più attenzione verso la diversità, che viene apprezzata e incoraggiata. Sicuramente qui più della Francia o di tanti altri paesi.

Questa è la mia opinione da straniera e immigrata in Australia, e da studentessa in Francia. Voi avete avuto un’esperienza diversa nei due paesi? Cosa credete che si possa fare per integrare meglio gli stranieri ed evitare l’ennesima strage?

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Foto in evidenza courtesy di unsplash.com

 

 

2 thoughts on “Integrazione vs multiculturalismo

  1. Giusta riflessione… secondo me in Francia e’ tutto ancora piu’ problematico, perche’ se da un lato c’e’ l’idea “sei Francese se ti integri nei valori della Francia”, dall’altro gli immigrati delle ex-colonie, educati in sistema francese e che parlano la lingua, sono comunque spesso visti come “cittadini di serie B” (tipo, nelle banlieu di Parigi”…

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