Le mie città

Parecchio tempo fa ormai la mia amica Claudia scrisse un post che mi inspirò molto, perchè toccava un concetto molto caso a noi expat: la casa. Girando il mondo, vivendo in diversi paesi e città, è normale allentare un po’ le proprie radici e scoprire di sentirsi “a casa” dove meno ce lo saremmo aspettato. Di città ne ho girate parecchio, ma ce ne sono alcune che hanno un significato particolare per me. Eccovi le mie città.

Innanzitutto c’è Milano e Settimo Milanese, la città dove sono nata e il paese dove sono cresciuta.  A Milano sono nati e cresciuti i miei genitori, e anche io e Big Brother abbiamo trascorso i primi anni di vita in città, fino a quando i nostri genitori hanno comprato casa a Settimo Milanese. Era decisamente campagna all’epoca, il nostro palazzo appena costruito l’ultimo del paese: dopo di noi solo campi. Settimo in questi 23 anni è cambiato molto, ma non è cambiata la sua atmosfera un po’ campagnola, che me lo fa amare e apprezzare ogni volta che ritorno. Perchè se a Milano è la frenesia e la ressa a farla da padroni, a Settimo il tempo rallenta e ci si può godere la vita con più calma. A Settimo ho fatto le scuole elementari e le medie, ho fatto danza e giocato a pallavolo; a Settimo ho avuto le prime storielle e trovato le amicizie più importanti. Settimo è sempre stato il mio nido, accogliente e protettivo. A Milano invece mi sono confrontata con la realtà più amara e complicata delle scuole superiori, dell’università e del mondo del lavoro; a Milano ho instaurato relazioni più complesse con professori e datori di lavoro. Milano è sempre stato il luogo dove evadere e dove trovare un mondo diverso. Quando ero ragazzina Settimo la sentivo come soffocante, mentre Milano era eccitante. Ora, quando torno in Italia, preferisco di gran lunga rifugiarmi nel mio paesino, passeggiare per i parchi o rinfrescarmi al fontanile, piuttosto che perdermi tra la folla milanese. Ora più che mai, tra le due sento Settimo come casa mia.

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La prima casa lontana da casa è stata senza dubbio Port Townsend, che rimane la cittadina del mio cuore. Quando ho fatto domanda per trascorrere un anno negli USA non avevo facoltà di scegliere dove: sarei potuta capitare in Alaska, come alle Hawaii, nel Midwest come a New York. La mia sola preferenza era che non fosse una grande città. Quando è arrivata la lettera con l’indirizzo della mia famiglia ospitante e ho letto Port Townsend, WA, non avevo idea di dove fosse. Per fortuna Google è venuto in mio aiuto e sono riuscia a collocarla geograficamente. Ma poi Google mi ha fatto una sorpresa: mi ha regalato le prima immagini di quella che sarebbe stata casa mia per l’anno a venire. Che spettacolo! Circondata quasi a 360° dall’acqua e protetta dalle montagne, Port Townsend mi sembrava il paradiso. E lo era davvero! Il mio arrivo in città non ha fatto che confermare la mia idea di essere capitata esattamente nel posto giusto per me. Il mio posto ideale nel mondo. Non avrei potuto chiedere di meglio, e durante la mia permanenza a Port Townsend ho cercato di fare tesoro di questo magnifico paesaggio. Le gite in barca, le passeggiate lungo la spiaggia, le corse al parco, le camminate in montagna; i cervi in giardino, i procioni sugli alberi, le aquile nel cielo, i cavalli nei campi. A Port Townsend ho trovato il mio paradiso! Che poi sia stato un anno meraviglioso anche dal punto di vista personale, non fa che aggiungere valore a questa piccola cittadina nell’angolo nord occidentale degli USA!

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E dopo Port Townsend è arrivata Grenoble, la città che mi ha fatto conoscere l’amore della mia vita. Abbracciata da ogni lato dalle Alpi, e attraversata da due fiumi, Grenoble è una cittadina veramente carina. O per lo meno, le parti che ho visitato io durante il semestre in cui ci ho abitato lo sono. Ma devo dire che durante i miei sei mesi di Erasmus, scoprire gli angoli nascosti della città non era la mia priorità 🙂 Ma non per questo ero immune alla bellezza di certi suoi scorci! Per esempio, abitando in cima alla Bastille, ogni mattina mi svegliavo con una splendida vista sulla città. Oppure per andare in campus dovevo attraversare l’Isere, e camminare per il quartiere arabo per arrivare alla fermata del tram. Ho scoperto Greoble come la si scopre quando si vive in un posto con risorse limitate, tempo limitato e interesse limitato: l’ho scoperta per caso. A parte alcune zone cruciali dove noi studenti ci ritrovavamo sempre, il resto della città mi si è rivelato a poco a poco, quando per sbaglio prendevo una strada sconosciuta, o quando per caso mi trovavo in un quartiere non noto. Ed è così, senza premesse nè aspettative, che ho scoperto questa città che merita davvero di più dell’attenzione che le ho dato.

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E poi c’è Adelaide, la prima città australiana ad accogliermi. Ho scoperto e imparato ad amare questa cittadina poco per volta, da turista, quando ancora non avevo idea che un giorno sarebbe diventata casa. Adelaide non ti abbaglia con la sua bellezza come Sydney, ma ti ammalia poco per volta, giorno dopo giorno. Con la sua lunga spiaggia, o le sue verdi colline, con le pulite vie del centro o il lungo fiume dove passeggiare. Adelaide è stato il mio primo impatto con la vita Down Under, dove ho imparato a stare dall’altro lato della strada, dove abbiamo affittato la nostra prima casa insieme, e dopo abbiamo messo le fondamenta per la nostra vita insieme. Ad Adelaide ho avuto la prima infarinatura di come funzioni l’università quaggiù; ad Adelaide ho lavorato per la prima volta nel mondo della ristorazione; e ad Adelaide ho preso le mie prime batoste e fregature. Adelaide mi ha dato modo di scoprire l’Australia e di riscoprire il mio amore per l’Avvocato; è la sua città d’origine, la città dove è nato e cresciuto, e per questo farà sempre parte del mio cuore.

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E poi c’è Sydney che il mio cuore l’ha rubato fin dalla prima volta che l’ho vista. Sydney per me non ha bisogno di spiegazioni, non ha bisogno di giustificazioni: per me è così ovvio il perchè Sydney mi abbia fatto perdere la testa. Sydney è la mia casa casa lontana da casa. E’ la città dove io e l’Avvocato abbiamo messo radici e dove abbiamo comprato casa. E’ qui che lui mi ha chiesto di sposarlo, è qui che abbiamo ho organizzato il nostro matrimonio, ed è qui che siamo tornati da marito e moglie. A Sydney mi sono rimessa a studiare e anche a servire i tavoli e qui ho davvero imparato a conoscere me stessa così come ho fatto amicizie fantastiche. Ora come ora Sydney è la città dove ho vissuto più a lungo dopo Milano, e ogni giorno che passa la sento sempre più mia. Ma allo stesso tempo vivo ogni giorno qui come se fossi una turista, sono sempre alla ricerca di nuovi angoli e nuovi scorci e cerco di non perdermi niente che Sydney abbia da offire!

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Ed eccovi le mie città, quelle che mi hanno segnato, quelle che hanno segnato la mia vita e quelle che sono stata felice di chiamare casa. E voi? Quali sono le città che hanno un posto speciale nel vostro cuore?

6 thoughts on “Le mie città

  1. Bello questo excursus!
    Anche io ho varie città del cuore tra cui ovviamente Milano dove sono nata e cresciuta, Lisbona dove ho fatto un anno di Erasmus, Soveria Simeri dove siamo andati a vivere da neosposini, di nuovo Milano dove è nata 2G, Genova dove è nata 3G ed ora Perth…. Vedremo cosa succederà in futuro 😉

  2. Bellissimo questo post! In fondo, noi che viviamo in giro per il mondo abbiamo la fortuna di avere tante case, non solo una!
    Per me è casa Canneto sull’Oglio dove sono cresciuta, Padenghe sul Garda dove abbiamo casa in Italia, Tripoli anche se per pochissimo tempo, Kuwait ed ora anche Riyadh.

  3. Per me casa e’ Como che e’ bellissima ma mi ha sempre annoiata, Tokyo dove ho passato periodi brevi ma dove ho raggiunto picchi di felicita’ che non credevo possibili, Parigi dove ho fatto l’Erasmus e di cui mi sono disperamente innamorata, Bruxelles che odiavo e amavo al tempo stesso, Boulder che e’ un posto stupendo ma che e’ sempre stata una casa provvisoria… ma tra tutte quella che rimarra’ sempre casa mia e’ Venezia dove ho studiato. E presto se ne aggiungono altre alla lista…

  4. Ciao! Port Townsend è una città statunitense che non conosco; Grenoble mi sarebbe piaciuto visitarla, quando sono stata a Lione, ma non ce n’è stato il tempo. Il post è molto simpatico, penso che ne trarrò spunto: grazie!

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