Sentimenti contrastanti da bi-cittadina

Da 6 mesi sono diventata cittadina australiana. Cittadinanza che va ad aggiungersi  alla mia italiana di nascita. Sono fortunata, perchè entrambi i miei paesi consentono di avere cittadinanze multiple. (*) E così, da 6 mesi sono bi-cittadina.

Come vivo quindi questa mia condizione (sicuramente non unica, nè rara, ma sicuramente meno comune dell’alternativa della cittadinanza unica)? La vivo in modo conflittuale al momento. Sicuramente non ho smesso di sentirmi italiana e non so se questo succederà mai. D’altronde sono nata in Italia da cittadini italiani; sono cresciuta in Italia e sono stata educata secondo i valori e la cultura italiana; in Italia ho ancora famiglia e per questo continuo a tornarci (e immagino lo farò sempre) con regolarità.

Sono australiana per acquisizione e, diciamocelo, per comodità. Non avevo bisogno di questa seconda cittadinanza per sopravvivenza, per sicurezza o per forze di causa maggiori. L’ho presa perchè, vivendo in Australia ed essendo sposata con un australiano, mi avrebbe reso la vita più semplice. Innanzitutto dal punto di vista dell’immigrazione: come cittadina ovviamente non devo più richiedere visti per rimanere qui; posso uscire e rientrare a mio piacimento; posso beneficiare degli accordi bilaterali tra l’Australia e altri paese (che possono non essere necessariamente gli stessi con l’Italia); ma soprattutto, posso lavorare nel governo, che più è la cosa che mi interessa. Ho preso la cittadinanza australiana perchè ne ho avuta la possibilità.

Al momento quindi non mi sento australiana e non so se lo farò mai. E vado in crisi quando mi chiedono da dove vengo. La mia prima (e naturale) risposta è dire che vengo dall’Italia, il che mi accomuna ai tantissimi italiani arrivati da poco dall’Italia e che, nella maggior parte dei casi, sono qui solo temporaneamente. Ma adesso sono anche australiana, quindi potrei tranquillamente rispondere che sono australiana. Ma il mio accento mi tradirebbe e mi accomunerebbe agli italo-australiani di seconda o terza generazione… che di italiano hanno ben poco, a mio avviso. E così la cosa mi manda un po’ nello sconforto… quindi la mia risposta in questo periodo è: “Sono italiana, ma da poco anche australiana”. Il che di solito mi garantisce le congratulazioni da parte del mio interlocutore.

Insomma, non so ancora bene cosa sono. Sono sicuramente italiana, ma sono anche australiana. Mi sento al 90% italiana, ma non sopporto sentirmi dare dell’italiana… Sto assimilando la vita aussie con entusiasmo, ma ancora non mi sento una di loro al 100%… Insomma, che questa seconda cittadinanza mi abbia causato grandi crisi di identità? E voi prendereste una seconda o una terza cittadinanza? E se già la avete, come vivete il rapport ocon quella italiana?

(*) Mentre l’Italia con  legge n. 91/1992 ammette il possesso della cittadinanza multipla, non tutti i paesi lo permettono. In quel caso, un individuo che voglia acquisire una nuova cittadinanza, deve rinunciare a quella di nascita.

17 thoughts on “Sentimenti contrastanti da bi-cittadina

  1. Io credo che mi sentiro’ sempre e comunque italiana, qualunque cittadinanza possa prendere in futuro…anche se posso non condividere tante cose del mio paese o starci meglio lontana per varie ragioni!

  2. Sono cittadina australiana da quasi vent’anni, ma sono e, penso, rimarrò sempre italiana. Ho preso la cittadinanza per i tuoi stessi motivi, tutti molto pratici e non sentimentali. Amo la mia vita in Australia e le possibilità che offre, ma non sono australiana. La cosa buffa e’ che le mie figlie, nate qui ma anche loro con doppia cittadinanza, pur non avendo mai vissuto in Italia si sentono mezze italiane e mezze australiane! Sono curiosa di vedere cosa succederà con i miei nipoti!

    1. Meno male che allora non sono la sola ad avere questi sentimenti! Immagino che la % di italianicità un po’ di affievolirà col tempo, ma sono certa che non scomparirà mai del tutto. Se le tue figlie si sentono così italiane, vuol dire che hai fatto un buon lavoro nel tramandar loro la nostra cultura!

  3. Grazie a mio nonno materno, io sono anche Svizzera dalla nascita. Non ho però avuto mai grandi contatti con la Svizzera, perciò mi sento 100% italiana. Quando ero più piccola la cosa mi metteva in agitazione al controllo passaporti e quando dovevo compilare dei moduli ufficiali!!!
    Ora vivo in Australia e forse tra qualche anno chiederò anche io la cittadinanza. Sicuramente avrò più in comune con l’Australia, essendoci vissuta, che con la Svizzera, ma credo che rimarrò sempre e solo italiana.
    Le mie figlie, dovessero continuare a crescere in Australia, potrebbero sentirsi parzialmente australiane… Chissà 😉

    1. Una cittadinanza presa alla nascita senza però aver mai vissuto in quel paese sicuramente è diversa da un’altra presa da adulta dopo una permanenza in quel paese. Per le tue bimbe però penso che sarà diverso, perchè se resterete qui loro cresceranno sicuramente più australiane di quanto noi potremmo mai essere!

  4. Io credo che rimarremo sempre italiani, qualsiasi cittadinanza e passaporto prenderemo in futuro. Siamo nati e cresciuti in Italia, la nostra cultura e le tradizioni sono italiane. Ma quanto è bello però possedere una doppia cittadinanza e quella australiana ti confesso che mi piacerebbe molto!

    1. Sì penso anche io che non perderò mai l’italianità, però se dovessi passare decenni in Australia, immagino che qualche tratto italiano verrà sostituito!

  5. Ciao a tutti . Volevo un informazione al riguardo . Io sono di origine albanese ho più di 15 anni in Italia che lavoro e abito nella stessa comune . Provincia ho fatto la richiesta per cittadinanza italiana più di un anno fa e nn lo so per quanti altri anni bisogna aspettare !!! Però sono sposato con una cittadina australiana che ora vive in Italia regolare di permesso di soggiorno e carta d’identità . Cosa devo fare per chiedere la cittadinanza australiana ??? Grazie mille Paolo

  6. Sono cittadino Canadese, dal 1987, i miei genitori sono emigrati nel 1983 quando avevo solo tre mesi. Ho vissuto in Canada i primi 4 anni della mia vita, poi i miei genitori hanno deciso di tornare in Italia dove ormai vivo da allora. La doppia cittadinanza non intacca la mia Italianità, sono sempre made in Italy, amo la mia terra e le mie radici e ammetto che a volte, visto il momento storico sono molto contrariato. La doppia cittadinanza rappresenta solo un valore aggiunto per me e per i miei figli. Adesso ho perso il lavoro ed il pensiero di lasciare l’Italia per il Canada, dove ho comunque moltissimi legami, è sempre più frequente, molto più per il futuro dei miei bambini che per me. Ho sempre viaggiato esclusivamente con il passaporto canadese, la mia cittadinanza contrariamente a quanto possa sembrare rappresenta una parte molto importante della mia vita ed ha un valore affettivo molto forte.

    1. Avere la doppia cittadinanza rappresenta sicuramente una grandissima opportunità, qualora si decida di espatriare. Ad esempio nel mio caso le possibilità di vivere in determinati paesi da australiana sono diversi che se fossi italiana. In bocca al lupo per il tuo futuro, che sia in Canada o da qualche altra parte!

  7. Se dovessi spostarmi in un altro Stato vorrei poter anch’io prendere il passaporto di quel luogo, ma non credo che smetterei mai di sentirmi Italiana, pur essendo felice di avere il doppio passaporto.
    Forse fra vent’anni tu darai un’altra risposta. Chissà!!!

  8. Io vivo in Australia dai piu di 23 anni e ho preso la cittadinanza Australiana solo un anno fa . Perche’ ? Perche’ avevo promesso a me stesso Che quando avrei vissuto meta’ Della Mia vita in Australia Avrei preso una decisione a riguardo .Posso dire con molta sincerita’ che oggi sono molto fiero di essere anche Australiano . Ho sviluppato questa parte in me stesso Che vuol dire essere l’opposto di quello Che sono stato nei miei primi 23 anni e che grazie a questo la Mia vita no ne’ solo migliorata economicamente ma l’australia mi ha insegnato e’ formato in quello Che sono oggi .il passaporto per me significa esprimere il mio pensiero politico con un voto ,decidendo cosi I cambiamenti o no Che voglio , perche’ in fondo e’ il mio paese , quello dove vivo , quello Che tutti I giorni vedo , respiro l’aria , uso le strade, parlo con la gente me lo sento Che scorre nelle vene . Il paese in cui , sono diventato padre , ho fatto l’amore con le australiane nella spiaggia , conosco tutti nel mio quartiere .
    Sono un wag , mezzo Italiano e mezzo australiano
    Amo questo paese e morirei per proteggerlo da qualsiasi invasore Che voglia cambiare I Suoi valori .

    1. Hai ragione, sicuramente il poter “dire la tua” sul paese dove vivi è sicuramente molto importante. E soprattutto ti fa sentire veramente parte di questa comunità e non soltanto di passaggio

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