10 ricordi di Hanoi-Ha Long

Dopo avervi portato con me alla scoperta dei miei ricordi di Montreal, Stoccolma, New York e Marrakesh, oggi è la volta del Vietnam. Del viaggio del 2013 in realtà ho già parlato qui, ma siccome è stato un viaggio importante, un viaggio a cui mi piace pensare, un viaggio che mi piace ricordare, ho voluto inserirlo anche in questa rubrica. Il Vietnam è uno splendido paese da visitare, ma noi purtroppo abbiamo solo avuto modo di passare qualche giorno ad Hanoi e Ha Long. Ma non temete, perchè prima o poi tornerò a vedere in resto. Nel frattempo, ecco quello che porto con me delle città che ho visitato.

  • Il traffico. Il traffico di Hanoi ha dell’incredibile. Apparentemente non esistono regole di guida, il senso di marcia è solo un consiglio, le precedenze non esistono e i semafori sono lì di bellezza. In strada vince la regola del più forte e del più grande.  C’è una quantità assurda di motorini. C’è chi definisce il Vietnam come la Napoli asiatica, ma penso che rispetto ad Hanoi Napoli sia niente: addirittura in tre, quattro, cinque (tutti senza casco ovviamente) su un cinquantino, gente che trasporta qualsiasi cosa sui motorini, dalle lastra di vetro, a statue, o immense quantità di carta igienica…! Vi lascio solo immaginare con che ansia ci apprestavamo ad attraversare una strada…

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  • La storia del Vietnam, che si respira in ogni dove. Dal quartiere francese alla prigione di Hoa La; dal Tempio della Letteratura al museo di storia. E’ impossibile ignorare il passato remoto e recente di questo paese, perchè è tuttora molto presente nella sua realtà.
  • L’alba nella baia di Ha Long. Incluso nella mini crociera di una notte che abbiamo fatto nella baia di Ha Long c’era una lezione di tai chi all’alba, a cui hanno aderito quasi tutti. Io non ero una di questi, perchè ho preferito godermi l’alba su questo angolo di paradiso e imprimere quei colori e quelle forme nella memoria per sempre.

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  • I villaggi di pescatori nella baia di Ha Long. Abbiamo avuto la fortuna di visitare il più grande di questi villaggi, Vung Vieng ed è stato spettacolare: vedere queste case sull’acqua, con bambini, cani e gatti e pensare al tipo di vita che conducono, è stato davvero molto intenso. Nel villaggio c’è una scuola, e i “negozi” sono composti da barche che passano di casa in casa a vendere i prodotti che una volta alla settimana arrivano dalla terraferma. Le case hanno un generatore per qualche ora la sera, ma niente acqua corrente. Per lavarsi o lavare i piatti e i panni usano l’acqua del mare, la stessa in cui scaricano i rifiuti dei “bagni”. Sicuramente non riesco a immaginare uno stile di vita più diverso dal nostro.

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  • Ho Chi Minh. Un’altra cosa che mi ha colpito è stato il culto che i vietnamiti hanno per Ho Chi Minh, che chiamano in modo confidenziale Zio Ho. Mai avrei immaginato un simile attaccamento per un personaggio pubblico scomparso da tanti anni (nel 1969), invece il ricordo è sempre vivo e i pellegrinaggi alla sua casa e al mausoleo che ne ospita il corpo imbalsamato sono all’ordine del giorno.
  • Le tradizioni e i costumi di questo popolo. Ecco un aspetto che mi ha conquistato ancor più dei monumenti e delle città: sono stati una vera, affascinante scoperta. Soprattutto nel museo di entomologia ho veramente avuto un’infarinatura di quella che è la cultura di queste popolazioni, i loro rituali religiosi, culinari, etc. Un popolo profondo, e tradizionale. La tradizione che più mi è piaciuta? Gli spettacoli di marionette d’acqua.

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  • L’affabilità dei vietnamiti e i loro sorrisi. Quando ti parlano ridono, ti toccano, ti stanno appiccicati, ti danno pacche sulle spalle, ti prendono la mano con entrambe le mani. Adoro questo modo di fare, il loro dirti che sei bella, che sei gradita e accolta in questo popolo che ha sempre saputo rialzarsi in modo eroico da ogni guerra. So che a qualcuno potrebbe dare fastidio, e alla lunga forse infastidirebbe anche a me: ma in confronto con altri popoli, non ho trovato i vietnamiti particolarmente stressanti.
  • Le case verticali. Evidenti soprattutto lungo la strada da Hanoi ad Ha Long. Siccome in Vietnam si paga  una tassa sulla casa che è in proporzione allo spazio di terreno occupato, si usa costruire le case in verticale, piuttosto che in orizzontale, per pagare meno tasse. Fa però davvero strano vedere una casa stretta e alta 3 piani nel mezzo del niente!

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  • Il cibo, così esotico e misto. In 4 giorni passati li abbiamo sempre mangiato cose diverse, tutte cose deliziose. Ad Hanoi si mangia davvero con poco, anche in ristoranti per turisti. Per strada ci sono molti venditori ambulanti che vendono cibo cotto al momento, ma le scarse condizioni igieniche di questi carretti ci hanno fatto desistere dal comprare niente. Il mio piatto preferito? Probabilmente la zuppa Pho o i pork rolls, con un mango lassi.
  • I cavi elettrici. Ovunque. Non protetti, esposti, pericolosi. Non mi spiego il motivo di tutti questi cavi per terra o appesi per aria, ma sono sicuramente un’immagine di Hanoi che non mi dimenticherò!

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Stay tuned! La prossima volta vi porterò alla scoperta della Vienna imperiale!

6 thoughts on “10 ricordi di Hanoi-Ha Long

  1. Il Vietnam è uno di quei posti che anche tornandoci più volte, si scoprono e assaporano sempre nuove sfumature. Dei luoghi, della cultura, dei sapori e della gente. È uno di quei luoghi dove ci si può innamorare subito del mix di semplicità e ospitalità. Ogni volta che ci torno, per certi versi è come se fosse la prima. Se torni, non lasciar ti scappare tutto il variegato nord. E una piccola perla di fianco alla baia di halong… la baia di Lan Ha

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