A success story

Con tutto il parlare (spesso a sproposito) di migranti e rifugiati che si fa ormai in tutto il mondo, vorrei condividere con voi una storia che mi sta molto a cuore. La storia di un uomo che è stato bambino soldato prima e rifugiato poi, che ha compiuto atrocità immani e poi ha deciso di combattere per difendere i diritti degli altri. Deng Adut è l’esempio (uno tra tanti) che il proprio passato non sempre determina il proprio futuro, che la nazione di provenienza non sempre definisce una persona, e che una seconda possibilità non si nega a nessuno. Perchè con quella seconda possibilità una persona può cambiare il mondo.

With all the talking (often illinformed) about migrants and refugees that has been done lately everywhere, I want to share with you a story that is really close to my heart. It’s the story of a man who was first a child soldier and then a refugee, a man who committed terrible atrocities and the fought to defend others’ rights. Deng Adut is the example (one among many) that one’s past doesn’t necessarily determine one’s future, that one’s homecountry doesn’t always define a person, and that a second chance should be given to everyone. Because with that second chance, a person can change the world.

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