Quando manca l’aiuto giusto

Se mi seguite con constanza, sicuramente vi ricordete del mio simpatico vicino alcolizzato…. Che tanto simpatico non è mai stato, e lo è ancora meno da quando ha cominciato a stalkerizzarmi… Ma non pensate subito al peggio, per favore. Vi avevo già raccontato nello scorso post della sua orribile abitudine di bussare per ore alla mia porta, senza nessun motivo, o del suo tentativo di entrare nel mio appartamento. Ma c’è altro. Perchè da qualche settimana a questa parte, ogni volta che lui ha una delle sue nottate di bravate, a cui segue un’intera giornata di bevute, urla, e schiamazzi, e io esco di casa, lui apre la sua porta, mi urla frasi più o meno comprensibili e più o meno appropriate, e a volte mi segue giù dalle scale. Vi spiego meglio: noi abbiamo delle porte con dead bolt per cui basta tirarsi la porta dietro per chiuderla… Il problema è che questa porta, quando si chiude, fa parecchio rumore. Ecco, io esco di casa, mi chiudo la porta alle spalle e mi avvio verso le scale; lui sente la mia porta chiudersi, apre la sua (attaccata alla mia) e mi parla/segue. Io ovviamente non gli rispondo, a volte neanche lo guardo, e tiro dritto giù per le scale, senza correre ma senza fermarmi. E lui di solito a quel punto se ne torna a casa. Ecco, questo è quello che succede da qualche settimane, una o due volte la settimana. Non è niente di eccessivo, non ha mai provato a toccarmi o a fermarmi (e ci mancherebbe!), e non mi ha mai seguito in strada… Ma per me è abuso, è stalking, è mancanza di rispetto e voglia di invadere la mia privacy e minare la mia sicurezza. Non è una violenza fisica, ma è violenza mentale.

E così oggi abbiamo fatto l’ennesimo passo per provare a risolvere questa situazione. Non so come funzioni in Italia, ma qui in Australia per quanto riguarda le liti/dispute tra vicini, esiste un protocollo abbastanza rigido da seguire per cercare di risolvere il problema. Il primo step ovviamente è quello di cercare di parlare con il vicino in questione e chiedergli di interrompere l’atteggiamento che crea il problema. Noi l’abbiamo fatto di persone appena trasferiti qui, ma poi, visto il soggetto che avevamo di fronte, abbiamo deciso di affidarci all’amministratore del condomiio, che ha mandato lettere su lettere al vicino chiedendo di piantarla. Lettere che ovviamente non hanno avuto nessun effetto. Il secondo step è quindi di inviare una notice to comply, ovvero una richiesta formale da parte dell’amministrazione di rispettare una regola, in questo caso il silenzio. Se questo non dovesse venire entroun determinato termine di tempo (nel mio caso, immediatamente), il vicino può essere multato fino a $550. Qualora anche questo non dovesse funzionare, il terzo step è quello di ricorrere alla mediazione. Questo servizio a basso costo viene offerto dal dipartimento del Fair Trading, che si occupa, tra le altre cose, anche di dispute tra vicini. La mediazione è volontaria e si tratta appunto di mediazione, per cui le due parti cercano di trovare una soluzione al problema con l’aiuto del mediatore. Qualora una soluzione non si trovi, allora il quarto step è chiedere un’udienza al tribunale civile e amministrativo dello stato, che può imporre sentenze e multe, ed ordinare che determinate azioni avvengano.

E quindi, tornando a noi, questa mattina abbiamo avuto il nostro incontro di mediazione, per cui eravamo estremamente in ansia, non sapendo a cosa andavamo incontro. Mille scenari ci si aprivano davanti: che all’incontro venisse solo la sorella (proprietaria di casa), che venisse anche lui, che negassero tutti, che fossero aggressivi, ecc. Ci siamo preparati al peggio, e forse questo ci ha aiutato a reagire meglio oggi. All’incontro sono venuti la sorella e il marito. Ci hanno lasciato esporre la nostra posizione, e poi, con gli occhi bassi, hanno ammesso che fosse tutto vero. Hanno ammesso che, nonostante non fossero a conoscenza di alcuni dettagli (come i suoi abusi nei miei confronti), sia consci di come questo problema vada avanti da anni. E che il motivo è l’alcolismo del fratello. E i suoi problemi di schizofrenia. E questo noi non lo sapevamo: così adesso sappiamo che abbiamo a che fare con un vicino schizofrenico, oltre che alcolizzato. Combinazione esplosiva? Per la mia ignoranza sì, ma mi affido volentieri a qualche esperto per consigli e suggerimenti. Detto questo, la sorella ha ammesso di non sapere cosa fare e di avere le mani legate. Perchè nel New South Wales (non so nel resto d’Australia) non esiste la possibilità di ricoverare una persona per alcolismo (o altre dipendenze) contro la sua volontà. E lui chiaramente non vuole curarsi. E quindi loro (e noi) si trovano davanti a un impasse: vogliono risolvere il problema, vogliono aiutare il fratello, ma non sanno come farlo.

E questo è decisamente triste per tutte le persone coinvolte: la persona che continua a essere vittima della sua dipendenza, la famiglia che vorrebbe aiutare il malato, i vicini che devono subirne gli abusi, e la comunità in generale che non è protetta da un individuo potenzialmente pericoloso. Il tutto per salvaguardare la libertà di ogni individuo, che non può essere negata a meno che non venga imprigionato. Ma a me pare che in questa situazione, siamo tutti a perderci…

25 thoughts on “Quando manca l’aiuto giusto

  1. Situazione sicuramente non bella nè comoda… Anche in Italia ci vorrebbero situazioni così e step ben definiti e chiari…invece la gente preferisce andare a Forum…. Paese che vai, leggi e regolamenti che trovi!

      1. Cara Claudia, esistono in ogni luogo persone che sfidano le regole, il buon senso e la pazienza delle persone. La loro vita senza regole è una forma di ribellione, di ricerca di attenzione (sbagliata), che inconsciamente, spesso, marca e tende a rovinare anche la vita altrui.
        Leggendo le tue parole si vede che sei una persona sensibile ma dotata anche di responsabilità e forte nelle proprie posizioni… Unica cosa andare avanti per la propria strada, come hai scritto tu, cercando però di tutelarsi e tutelare i propri casi….:) Buona vita cara! e speriamo che prima o poi il vicino si responsabilizzi….

    1. Che carina che sei! Grazie mille per l’award!
      Spero anche io prima o poi di riuscire a mettere la parola fine a questa storia… ma purtroppo temo che sarà il giorno in cui decideremo di trasferirci!

    1. Anche io speravo che ci fossero delle soluzioni… Ma a quanto pare non è così! Adesso stiamo esplorando con la sorella possibili aiuti dal punto di vista psichiatrico…. Sperem!

  2. Oddio, ma scusa, questo non è autonomo, dovrebbe stare in terapia, è pericoloso per sé e altri… e non c’è modo di metterlo in clinica da qualche parte? 😮 pazzesco!

    1. é quello che penso anche io! Dal punto di vista dell’alcolismo tutti i trattamenti sono volontari e lui non li vuole fare. Per quanto riguarda la schizofrenia, potrebbero esserci degli aiuti lì, e adesso cercheremo di vedere cosa possiamo fare.

  3. Claudia ti sono vicina perchè -come credo di avere già scritto nel vecchio post- ho passato una situazione simile,per fortuna poi risoltasi (non in due giorni per carità,ma cmq alla fine si è risolta).

    La sorella è stata cmq molto carina,non deve essere facile per lei ammettere di avere un fratello con questi problemi e sicuramente si sarà sentita mortificata. E poi, poteva anche prendere le sue difese.

    1. Grazie…. Sicuramente siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla sorella. Ci è anche molto dispiaciuto per lei, è chiaro che anche lei è una vittima di questa situazione, era imbarazzata e si sentiva in colpa, ma purtroppo quando si tratta di famigliari è difficile prendere certe decisioni…

  4. Deve essere davvero difficile convivere con questo problema. L’unica idea un po’ pratica che mi viene in mente di suggerirti e’ di cambiare la porta cosi che quando esci lui non se ne accorge. Lo so che ci sono tutte le regole anche per le porte ma visto che lui sembra uscire a infastidirti quando sente che la porta si chiude forse vale la pena provare a mettere una serratura silenziosa.

    1. Potrebbe essere un’idea ma non so se l’amministrazione mi darebbe il permesso. In ogni modo, dovesse capitare un’altra volta richiedo il divieto di contatto, in questo modo se prova ad avvicinarmi di nuovo viene arrestato…

  5. Che situazione orrenda… Mi raccomando fai attenzione e non demordete! Spero davvero per voi ( e anche per il vostro vicino e famiglia) che si arrivi a una soluzione al più presto!

  6. Mamma mia, che brutta situazione! Mi dispiace un sacco per voi.
    Certo anche per la sorella non dev’essere una situazione semplice.

  7. In Italia in caso di persona schizofrenica si può fare il Tso obbligatorio, ovviamente durante la crisi. Si chiama il sindaco, i carabinieri e l’ambulanza. Dopo un ricovero di qualche giorno all’interno di un reparto di psichiatria, il paziente deve presentarsi da uno psichiatra dell’Asl per fare il trattamento obbligatorio, ossia una puntura che rende la persona inoffensiva per sè e per gli altri che vivono con lui o accanto a lui.
    da voi non c’è questa procedura? sarebbe una soluzione, almeno il tizio sarebbe obbligato a curarsi, anche perchè durante le crisi vedono e sentono voci inesistenti che possono suggeir loro qualsiasi cosa.

    1. Al momento non so darti una risposta. Fino all’altro giorno non eravamo a conoscenza di questa sua condizione (anche se avevamo il dubbio che soffrisse di malattie mentali), quindi non sappiamo quasi siano le opzioni disponibili. Ma ci informeremo, insieme alla sorella, su possibili trattamenti e speriamo che questa sia la soluzione giusta

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