La violenza della porta accanto

Ad agosto saranno 2 anni che abitiamo nel nostro appartamento tra gli alberi. Mi piacerebbe poter dire che non vorrei mai andare via di qui, che non c’è altro posto al mondo dove vorrei essere, e che la mia vita qui è semplicemente perfetta. Ma direi una manciata di palle. Come forse vi ricorderete, mi avevo già raccontato qui come il mio palazzo sia un po’ “particolare”. The understatement of the year!

Purtroppo infatti non siamo stati benedetti con vicini gentili e amorevoli, che mi invitano a casa loro per un caffè o si offrono di badare a Bailey quando noi non ci siamo. Oh meglio, tra gli 11 vicini che abitano nel nostro palazzo, una sola è così, e infatti è la nostra unica amica. Ma il nostro vicino della porta accanto, quello con cui condividiamo il muro della sala e della camera da letto, è semplicemente un mostro.

Non sto scherzando e non sto esagerando. Vi avevo già parlato di lui nel post di prima: lui è il mio vicino alcolizzato e (probabilmente) psicopatico con qualche problema mentale. Non è la prima volta che vi racconto del problema dell’Australia con l’alcol. Non lo sapevo quando ho scritto quel post e non lo so adesso cosa spinga gli australiani a sfondarsi in quel modo. Quello che so è che nei quasi 2 anni da quando abito qui visto davvero il peggio che l’alcol può fare. Ho sopportato notti insonni, quando lui torna a casa ubriaco marcio da una nottata di bevute. Ho sopportato giornate di mal di testa, quando lui tiene la tele o lo stereo a un volume semplicemente assordante. Ho sopportato urla, grida e litigate con sua madre, con la tele, con i passanti, con i suoi amici immaginari. Ho sopportato porte sbattute, pugni sui muri, finestre scorrevoli aperte e chiuse in continuazione. Ma peggio di tutto ho dovuto sopportare i suoi abusi quando decide di rifarsi su di noi e passa ore a bussare alla mia porta senza nessun motivo. Ho dovuto sopportare il suo tentativo più o meno cosciente di entrare nel mio appartamento.

Sono 2 anni che sopporto tutto questo più o meno giornalmente. Sono 2 anni che mi addormento con i tappi nelle orecchie. Sono 2 anni che dormo decisamente meno e peggio di quello che vorrei. Sono 2 anni che non rispondo alla porta se qualcuno bussa. Ma soprattutto, sono 2 anni che esco o rientro a casa con la paura di incontrare lui sulle scale. Sono 2 anni che non mi sento sicura a casa mia.

E non c’è sensazione peggiore. Ve lo posso garantire.

So di non essere la sola purtroppo. La cronaca è piena di casi simili al mio, casi purtroppo finiti come io non voglio assolutamente finire. Per cui mi sto muovendo con i mezzi leciti a mia disposizione per evitare di diventare l’ennesimo nome su un giornale. L’Australia è un paese che funziona, le autorità esistono e i diritti vengono rispettati. Ma l’Australia non è un paese perfetto, e anche qui certe cose non funzionano. Purtroppo.

Ma qualcosa si può fare. Forse un giorno vi racconterò della procedura che sto seguendo. Per ora sappiate che sto vivendo questa situazione davvero brutta. Ed è tutta colpa dell’alcol, che (assunto in quelle quantità) annebbia il cervello, elimina ogni freno, e porta alla violenza. Quello che spero con tutto il mio cuore è che se un giorno vedrete il mio nome sui giornali, sia perché ho fatto qualcosa di bello con la mia vita, e non perché Martin è uscito di testa… Fingers crossed!

23 thoughts on “La violenza della porta accanto

  1. Che brutta situazione, Claudia. Mi dispiace davvero molto. Lavoro per un’organizzazione che offre sostegno a donne con problemi e una delle nostre clienti e’ una vecchina che, come te, ha un vicino alcolizzato e abusivo. Anche lei vive da anni nel terrore ma essendo nata e cresciuta nel quartiere non vuole spostarsi. Purtroppo non e’ facile divincolarsi tra i vari intervention orders e il resto e so’ bene che e’ un percorso lungo e difficile. Un abbraccio

    1. Grazie Barbara. Ogni tuo consiglio sarebbe bene accetto. Per adesso ci stiamo muovendo tramite lo Strata management. Comunque nel nostro caso, la sorella e’ la proprietaria, mentre lui e’ solo un “affittuario”, quindi ci sarebbe la possibilita’ di sbatterlo fuori di casa, ma non senza il consenso della sorella.

  2. Ma è bruttissimo! Non puoi cercare un altro appartamento? Io sarei scappata subito! 🙁 Anche noi abbiamo avuto dei problemi in questo appartamento in cui ci siamo trasferiti nemmeno un mese fa, e sembra si siano risolti per cui restiamo qui, altrimenti stavo già cercando un nuovo posto!

      1. oh… 🙁 dovreste seriamente pensare di rivenderlo! Noi siamo in affitto, e credo lo saremo per anni e anni ancora, e del comprare mi spaventa proprio questo, trovare problemi di cui non sapevi nulla. Mi spiace molto!

        1. Il problema e’ che non sarebbe facile vendere questo appartamento, perche’ il problema risulterebbe dalle carte dell’amministratore che visioni prima di comprare… Quindi non ci resta che risolverlo!

  3. Mi dispiace molto, capisco quello che dici perché gli australiani, purtroppo, sanno davvero sfondarsi di alcool. In bocca al lupo e speriamo che tutto si risolva

  4. Che brutta situazione. Io sarei terrorizzata come te e agire non credo sia facile senza avere ritorsioni.
    Ma l’alcool in Australia non costa caro? Come mai c’è un alto tasso di alcolizzati?

    1. L’alcool è molto tassato qui, quindi è abbastanza caro… Ma questa persona prende il sussidio di disoccupazione, vive con la madre a casa della sorella presumibilmente senza pagare niente… Quindi può spendere i suoi soldi in bevute!

  5. Claudia tanta solidarietà.
    Anche io ho avuto, purtroppo, una vicina così: lei non era alcolizzata, ma aveva semplicemente dei problemi. Urlava continuamente con il compagno e a volte persino contro di noi, suonava al nostro campanello in piena notte, mi seguiva quando portavo fuori i cani e tutta una serie di altre cose poco carine.
    Siamo riusciti a farla smettere, ma ovviamente con l’intervento di chi di dovere (ma sarei ipocrita se ti raccontassi che sono intervenuti subito)… ci abbiamo messo più di un anno ed è stato un incubo.
    Alla fine, in quella casa non ci viviamo più per fortuna, ma se ci penso mi vengono i brividi!
    Spero davvero tu possa risolvere la situazione!!!

  6. Mi dispiace, purtroppo capisco fin troppo bene.
    Un avvocato mi disse “queste storie finiscono sempre con uno dei due dirimpettai che si trasferisce”.
    La trovavo una ingiustizia enorme e non volevo crederci dal momento che avevo investito tutto e tanti sogni in casa mia.

    Ti auguro che l’Australia sia migliore, quello che ti fa passare – inconsciamente magari in questo caso – deve essere risarcito e punito.
    Te lo auguro più che posso.
    Un abbraccio a te e all’avvocato… E al gatto.

  7. che brutta storia! non posso che darti la mia solidarieta` e raccontati , per un sorriso, della mia vicina in Italia, che, quando tornavo dalle notti in farmacia, pensando che fossi andata a guadagnarmi la vita in altro modo, mi accoglieva con un “Puttana!!!” urlato da dietro la porta..tutte le volte, mi aspettava! un buongiorno veramente, ma,rispetto alla tua storia, ma mia erano bazzecole, appunto: da farsi una risata!!

    1. Oddio, che tipa assurda anche la tua! Non aveva di meglio da fare che aspettarti alzata??? Il mio caro vicino a volte mi grida “carabinieri”… Non sa quanto vorrei chiamare i carabienieri per lui ogni santo giorno!

  8. Mamma mia Claudia, mi dispiace! Non ho esperienze così brutte se non l’aver vissuto in zone di Bologna dove avevo paura a rientrare la sera se parcheggiavo troppo lontano dal portone. Avere il terrore costante sul proprio pianerottolo deve essere terribile.
    Ti auguro che tu possa risolvere questa situazione.
    Un abbraccio

  9. Amica, leggere questo tuo post fa tanto male e mi spaventa. Spero con tutto il cuore che la situazione si risolva per il meglio.
    Un abbraccio
    Laura

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