La nostra mini-moon. Parte II: Rennes, Nantes & Saint Nazaire

Oltre alla voglia di stare un po’ insieme e di fare un viaggetto per festeggiare le nostre nozze, questo viaggio in Francia è stato anche l’occasione per partecipare al matrimonio di due amici francesi dell’Avvocato… Matrimonio gay in Francia: come si può rifiutare? E per fortuna i tempi coincidevano e siamo riusciti a incastrare tutto.

E così abbiamo lasciato una Parigi grigia e fredda e ci siamo diretti verso la Bretagna per una sosta di qualche ora a Rennes, città famosa per le sue crêpes e sidro. Da amante di entrambe le cose, di certo non potevo farmi mancare questa sosta! Rennes è una città davvero adorabile, con un passato molto ricco: il centro grazioso con le sue viette di ciottoli, le casette di legno e le piazzette con i tavolini all’aperto… E dopo aver fatto il pieno di galettes e sidro, siamo riusciti anche a fare una breve visita alla cattedrale, davvero molto più ricca e decorata all’interno di quello che si penserebbe dall’esterno. Mi spiace non aver avuto più tempo di visitare questa città così carina, perchè meriterebbe davvero; purtroppo l’assenza di un deposito bagagli alla stazione ci ha costretto a girare con i nostri trolley e la necessità di arrivare a Nantes prima di sera ci hanno costretto ad accelerare i tempi. Peccato, sarà per la prossima volta!

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Ed eccoci di nuovo in treno per Nantes, dove siamo arrivati nel tardo pomeriggio. E non vedevo l’ora di raggiungere la nostra casa per la notte. Altro che anonima camera d’hotel… L’Avvocato ed io abbiamo soggiornato a bordo di una peniche ormeggiata in un canale tranquillo della Loira. Una sistemazione davvero unica, particolare e diversa. Che a noi è piaciuta moltissimo! Approfittando delle ultime ore di luce siamo usciti a esplorare la città, che ancora una volta mi ha sorpreso. Nantes vanta un bellissimo castello, una cattedrale enorme, resti romani, piazzette e viuzze acciottolate, e posti particolari come il Lieux unique (grazie a Elvi per il suggerimento). La sera ci siamo goduti la privacy e la libertà della nostra chiatta con champagne, canti e balli. E una notte trascorsa divinamente nella quiete del canale…

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Il giorno dopo era il giorno del matrimonio! Due amici dei futuri sposi ci hanno recuperato in macchina e nel giro di un’ora siamo arrivati a St Brevin Les Pins, sulla costa atlantica. La cerimonia al municipio (che in Francia precede sempre la cerimonia religiosa, per chi può e sceglie di farla) è stata molto breve, semplice e senza nessuno sfarzo. Non c’erano fiori, musica né poesie. Ma nel momento in cui il sindaco ha dichiarato J. & N. legalmente sposati (a mio disappunto non li ha dichiarati marito & marito), non solo gli sposi, ma l’intera sala è scoppiata in un pianto di felicità. Il sollievo e la gioia degli sposi per essere riusciti a raggiungere questo traguardo era così palpabile, e il loro amore così evidente che nessuno è riuscito a trattenere le lacrime. Vi risparmierò i dettagli del dramma successo all’uscita dal municipio, tra cadute, sangue, svenimenti e giramenti di stomaco. Vi dirò solo che io sono stata una delle protagoniste di questa storia, che logicamente mi ha permesso di farmi conoscere immediatamente da tutti e di avere un argomento di conversazione per tutta la serata. Ma a parte questo il ricevimento della sera è andato benissimo: la location in un castello su una scogliera a Saint Nazaire, il cibo, il vino e l’allestimento della sala erano stati scelti alla perfezione con l’aiuto della wedding planner. La festa è andata avanti fino a mattina, e nessuno sembrava volersene a dare a casa.

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Di sicuro io e l’Avvocato non avevamo così tanta fretta di lasciare la Francia, di finire la nostra mini-moon e di tornare alla vita di sempre. Anche se non sarà più la vita di prima. Perché è vero che siamo sempre noi, ma siamo noi per sempre adesso. Ma in realtà non vedevo l’ora di tornare nel nostro appartamento tra gli alberi con mio marito, abbracciare il nostro Bailey e cominciare la nostra vita da marito e moglie. Per sempre.

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