La mia gravidanza in Australia – il racconto di una neomamma

Di lei vi avevo già parlato in questo post. E’ l’amica con cui posso prendere un caffè al volo; è l’amica con cui non devo fare progetti, perchè basta un messaggio; è l’amica con la panza che nonostante le sue 38 settimane mi ha soccorso quando sono svenuta. Ora la panza non ce l’ha più, al suo posto un bellissimo bambino. Ho seguito tutta la sua gravidanza al suo fianco: mi sono meravigliata con lei, mi sono preoccupata con lei, ho gioito con lei, mi sono emozionata con lei. La gravidanza è davvero un periodo straordinario, ma quando succede per la prima volta e soprattutto in un paese straniero, può fare anche paura. E siccome io ancora non ho esperienza direttamente su questo aspetto così unico della vita da expat, ho chiesto a lei di raccontare a me e a tutti voi cosa vuol dire portare avanti una gravidanza e dare alla luce un bambino da expat in Australia. 

Un po’ di tempo fa un’amica mi ha chiesto di mettere nero su bianco le esperienze vissute durante la mia gravidanza a Sydney. Oggi, a sei settimane dalla nascita del piccolo Daniel, mi sono decisa a scrivere ed a condividere la mia avventura con voi blogger e lettori.

Il 5 luglio 2014, tre giorni dopo il mio 23esimo compleanno, compro il primo test di gravidanza della mia vita. Ho un ritardo e con il test, CHE SARA’ SICURAMENTE NEGATIVO, voglio confermare che sia tutto nella norma. Dopo aver aspettato i fatidici tre minuti, la mia attenzione si posa su quelle due linee, perfettamente visibili una accanto all’altra. “Deve esserci un errore”, mi dico. No, nessun errore, mi confermano i due test fatti nelle successive 12 ore. Nel panico più totale, chiamo il futuro papà, che nel bel mezzo di un meeting accoglie la notizia con il mio stesso stupore.

Quella stessa sera ci sediamo sul letto e ci guardiamo negli occhi. Ricordo il suo sguardo come fosse ieri: acceso, vivo e pieno di gioia. Di certo non corrisponde al mio stato d’animo. Sono spaventata e confusa, tutto ciò che riesco a pensare è come dirlo a mio papà? Cosa ne farò della mia non ancora iniziata carriera? Cosa ne sarà della nostra relazione iniziata da appena sei mesi? Il panico. Nonostante le parole rincuoranti del futuro papà, non riesco a togliermi i pensieri negativi dalla testa. Sarò una buona madre? Per fortuna non ho molto tempo per pensare, tra la ricerca di un lavoro e le prime visite mediche non posso permettermi il lusso di fermarmi a pensare. E pochi giorni dopo le analisi del sangue mi danno conferma: sono incinta di quattro settimane.

pixabay.com
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Tempo di informare la famiglia. Le reazioni positive e alquanto inaspettate di mamma e papà mi danno una forza nuova. La promessa del loro sostegno accanto a quello del futuro papà vuole dire tutto per me. E da quel momento inizia il lungo e reale percorso della mia gravidanza in Australia, e i nuovi dubbi: come e dove si prenota l’ecografia? Le spese mediche sono coperte da assicurazione? Devo prenotare l’ospedale? Cos’è una midwife? La buona notizia è che per quanto riguarda gravidanza, parto e visite post partum, non ci sono spese nell’ospedale pubblico. La cattiva notizia è che noi lo scopriamo dopo aver fatto la prima visita da un ginecologo privato, conosciuto come “il migliore di Sydney”, che ci spilla la fortuna di 450$ per un controllo. Ovviamente, abbiamo fatto una ricerca online ed è uscito il suo nome; solo dopo una mia amica mi consiglia di andare in ospedale dove tutto è gratuito.

E così arriva il 29 settembre 2014: il mio primo incontro con la midwife, la prima ecografia, le analisi del sangue, il questionario sulle malattie di famiglia e i miei vaccini e il controllo del peso. Alla fine dell’incontro abbiamo la presunta data del parto: 29 marzo 2015. Da quel momento in poi, tutto è organizzato dall’ospedale: gli appuntamenti successivi, la prenotazione del letto in ospedale, gli incontri per i futuri genitori ecc.. La prima vera ecografia (in cui riusciamo a vedere la forma di un bambino e scoprire che aspettiamo un maschietto) la facciamo in Italia il 9 novembre 2014, durante le nostre vacanze romane. La successiva l’avremmo fatta solo parecchio tempo più tardi, a trentasei settimane. Il 22 dicembre faccio il test per il diabete in gestazione (ovviamente prenotato tramite ospedale), il 19 gennaio un altro controllo e dal 23 febbraio un controllo a settimana, fino alla data prevista del parto.

Ovviamente non tutto va sempre secondo i piani, così che la notte del 16 marzo mi si rompono le acque. Nel panico più totale metto due cose nella valigetta mentre il futuro papà avvisa l’ospedale. Con le gambe tremolanti, pensando “oh mio Dio il momento è arrivato, non-ce-la-posso-fare”, salto in macchina. Arriviamo in ospedale e, dopo un breve controllo, la midwife decide di indurre il parto. Le contrazioni iniziano solo dopo due ore. Alle 7 di mattina, a sei ore dal mio arrivo in ospedale, le contrazioni diventano più forti e frequenti: ma tra un’ondata di dolore e un’altra mi dico che “ce la posso fare”. Il futuro papà sta svolgendo un ottimo lavoro aiutandomi a respirare, distraendomi e contando le contrazioni. Sono davvero felice che sia lì con me. Sono felice che nonostante non siamo fidanzati da molto tempo stiamo vivendo questo momento magico ed unico insieme. Non so perché volessi così tanto un parto naturale, fatto sta che quando mi metto una cosa in testa neanche il dolore la vince. “Resisti, resisti, RESISTI”, mi dico alle 10 di mattina, mentre la Midwife mi rassicura che TRA UN’ORA posso iniziare a spingere. Un’altra ora?! Detto fatto, nel delirio più totale alle 11 di mattina inizio a spingere, tre contrazioni dopo e Daniel è sul mio petto. Il neo papà piange, la midwife si congratula, e io incredula non faccio altro che guardare questo esserino di 48 cm per 3.37 kg.

Gravidanza in Australia
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Mi innamoro. La stanza si svuota, ci siamo solo io e lui. Ha gli occhi aperti e so già che quello sguardo “mamma sei la cosa che amo di più al mondo” non lo dimenticherò mai (neanche quando guarderà in quel modo la sua futura LEI)! Siamo diventati una famiglia. Sono diventata mamma. Placenta, punti, doccia e mi spostano in quella che per due giorni sarà la mia camera. 48 ore durante le quali le midwives visitano mamma e neonato costantemente, aiutano la neo mamma con l’allattamento e fanno il primo bagnetto, il vaccino contro l’epatite b, l’iniezione della vitamina k e il test dell’udito al neonato. Trascorsi questi due surreali giorni è tempo di andare a casa ad iniziare questa nuova vita in tre!

Nei seguenti cinque giorni una midwife viene a visitare me e Daniel. Altro magnifico servizio offerto dall’ospedale. Entro due settimane un’infermiera viene a casa a visitarmi. Da questo momento in poi tutto continua ad essere magicamente organizzato nonostante le visite si interrompano: troviamo tutte le info che ci servono sul “blue book”, rilasciato dall’ospedale (per esempio quando e dove prenotare le prossime visite, quando fare i controlli, i vaccini ecc..). Tutt’ora riguardando indietro non posso far altro che sentirmi grata per il meraviglioso ruolo svolto dalle midwife prima, durante e dopo il parto. Sono preparate come dottori, ma hanno l’umanità e la sensibilità delle mamme. Disposte a rispondere ad ogni tua domanda e mai a giudicarti. Che posso dire, è stata davvero un’esperienza bellissima, unica ed irrepetibile, e do un 10 e lode all’Australia (o per lo meno alla parte di Sydney che ho visto) per la sua gestione della gravidanza e del parto!

25 thoughts on “La mia gravidanza in Australia – il racconto di una neomamma

  1. La mia bimba è una forza della natura, lo è sempre stata e con Daniel si è superata! Avrei tanto voluto esserle vicino in quel momento, era stato tutto programmato da mesi per arrivare in tempo ma, Il nostro cucciolo era impaziente di conoscere la sua mamma e così è venuto al mondo 2 settimane prima. Grazie Claudia e non è solo perchè hai pubblicato il racconto di una neomamma…….

  2. Che bel bambino 🙂 Congratulazioni!

    Ma quindi in termini di costo è expensive o no partorire in Australia? Davvero tutto gratuito? Che visto ha la tua amica?

  3. Ma che storia dolcissima! Grazie alla mamma per averla voluta raccontare e a te per avercela fatta conoscere! Un abbraccio al piccolino

  4. Ciao complimenti per la tua storia, 6 stata davvero brava, avrei bisogno di farti alcune domande in prv, io vivo a sydney anche, stiamo vivendo la tua stessa storia! Potrei sapere con quale visto ti trovavi al momento delle visite&parto? Anche il tuo ragazzo, italiano o australiano? Grazie

    1. Ciao Daniel. La ragazza/mamma di questo post non sono io, ma una mia amica. Comunque posso dirti che lei era con un bridging visa in attesa del partner visa, mentre il compagno e’ PR.

  5. Ciao complimenti dell’articolo…io dovrei trasferirmi in Australia e richiedere un partner visa,tu sai se il suo visto l’ha richiesto dall’Italia o dall’Australia ? Dopo quanto tempo ha ottenuto il bridgevisa?perché vorrei sapere quando si e coperti per le visite mediche e il parto?grazie

    1. Ciao Rosy. Il partner visa può essere richiesto sia dall’Australia che fuori, ma poi devi essere nello stesso posto nel momento in cui ricevi il visto. Il bridging visa ti arriva non appena ricevono la domanda, quindi solitamente entro un paio di giorni, e da quel momento sei coperta con medicare anche per la gravidanza

      1. Ciao Claudia grazie per la risposta…. Ma la tua amica per avere il bridge visa il visto l’ha chiesto dall’Australia esatto?perché io devo inoltrare ad ottobre la richiesta partner visa dall’Italia e partire per l’Australia a gennaio con un whv e sarei coperta da medicare solo per i primi sei mesi poi devo aspettare che il visto mi arrivi,uscire dall’Australia e poi entrarci,da quel momento in poi sarei coperta da medicaremedicare anche se il visto è temporaneo??? Lei come ha fatto? Grazie non vorrei poi non essere coperta dato il costo delle visite….

        1. Perché non fai la richiesta direttamente dall’Australia? In questo modo ti risparmi i soldi del whv e di dover uscire e rientrare. Lei era già qui quando ha fatto domanda, così come ho fatto io e il bridging visa te lo danno subito. In ogni modo, con il whv hai diritto a soli 6 mesi di medicare e la gravidanza non è coperta, mentre se sei con bridging visa si. Se comunque vuoi essere sicura ti conviene chiamare o scrivere a medicare per essere sicura al 100% di essere coperta

          1. Grazid per i consigli…. Ma per entrare in Australia per poi chiederlo hai dovuto fare un visto quale?tipo se faccio il turistico di tre mesi,e in quei tre mesi inoltrò la domanda del partner visa allo scadere dei tre mesi mi rilasciano il bridge visa o devo andare via?tu come hai fatto?? Poi mi hanno detto l’ambasciata che se la faccio dall’Australia per due anni attesa del visto non posso uscire da li è vero?il bridge visa quanto ti dura? Poi ti danno il temporaneo esatto??Grazie per l’aiuto e la tua esperienza perché quando chiami ti dicono tante cose diverse…

          2. Allora, la questione è delicata. Innanzitutto immagino che tu abbia i requisiti per chiedere il visto di coppia, ovvero che il tuo compagno sia australiano, neo zelandese o PR e che abbiate convissuto almeno 12 mesi e che abbiate tutti i documenti per comprovare ciò. Presumendo tutto questo, non ti consiglio di entrare con visto turistico e poi chiedere il visto di coppia, perchè il visto turistico ha la clausola del “no further stay” e quindi rischi che il tuo visto di coppia non venga accettato o che tu venga deportata. Le opzioni secondo me sono 2: o fai la domanda dall’Italia e poi aspetti in Italia il visto (il che vuol dire che puoi lo stesso venire in Australia come turista), oppure entri con working holiday e poi fai domanda di visto di coppia da qui (come ho fatto io). Con il bridgind visa non hai la garanzia di poter rientrare in Australia, perciò se vuoi viaggiare mentre aspetti il visto di coppia dei fare domanda per un altro bridging visa (B) per poter viaggiare. E’ a discrezione loro se rilasciartelo o meno. Spero di averti aiutato un po, ma se hai altri dubbi chiedi pure!

  6. Grazie Claudia i tuoi consigli sono utilissimi….. Mio marito è cittadino è nato a Perth w.Australia e siamo spostati da 5 anni e 2 anni si fidanzamento avrei tutto in regola,lui a gennaio vuole tornare al suo paese e il nostro problema era fare il visto o qua dall’Italia o dall’Australia….!! Quindi mettiamo che a gennaio vado in Australia con un work holiday visa della durata di un anno, la richiesta del visto la devo fare già da subito o la devo fare poco prima dello scadere di un anno?tu come hai fatto?…..dal momento che fai la richiesta del partner visa e hai ancora il whv ti danno lo stesso il bridge visa o devi aspettare lo scadere del whv?…….poi quando ti danno il bridge visa quanto tempo passa che ti danno il partner visa temporaneo col quale puoi anche uscire dall’Australia?? Grazie per la tua pazienza e gentilezza…
    Rosy

    1. Ciao Rosy. Con la tua storia non avrai sicuramente problemi ad ottenere il visto! Sta a te decidere quando fare richiesta di visto: prima la fai e prima otterrai il visto, ma ovviamente hai un anno di tempo per farla, quindi non devi fare le cose di fretta. Io l’ho fatta appena ho potuto, ovvero appena ho avuto i 12 mesi di convivenza, circa 9 mesi dopo il mio arrivo. Il bridge visa entra in vigore nel momento in cui scade il working holiday. I tempi di attesa per il visto di fatto sono piuttosto lunghi, tra i 12 e i 15 mesi. Se invece fai domanda da fuori dall’Australia i tempi sono notevolmente più corti. Ecco a te le risposte alle tue domande, se qualcosa non ti è chiaro ovviamente scrivimi! Ciao

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