100 anni di ANZAC

Mentre in Italia si festeggiano i 70 della liberazione, in Australia ricorrono i 100 dell’ANZAC ( = Corpi dell’Esercito Australiano e Neozelandese). Come vi avevo già raccontato qui, il corpo dell’ANZAC venne formato in Egitto nel 1915 e prese parte alla Battaglia di Gallipoli, uno dei fallimenti più catastrofici della storia, che comportò lo scioglimento del corpo. Nato per commemorare i caduti della Battaglia di Gallipoli, l’Anzac Day si è quindi trasformato in una commemorazione per tutti i caduti australiani e neozelandesi che hanno servito e sono morti in tutte le guerre, i conflitti e le operazioni di peacekeeping.

Quello che rende speciali le commemorazioni per il 25 aprile è il servizio dell’alba, volto a ricordare i momenti di pace che i soldati vivevano prima dell’alba, oltre che allo sbarco dell’alba di Gallipoli. Le celebrazioni di solito includono inni e preghiere, le performance di Last Post e Reveille, minuti di silenzio, entrambi gli inni nazionali dell’Australia e Nuova Zelanda. Il simbolo di questa festa è senza dubbio il papavero rosso, che le famiglie dei caduti mettono accanto ai nomi dei loro caduti nei vari memoriali sparsi in tutta l’Australia e NZ.

IMG_0024L’Australia è un paese alquanto piccolo in termini di popolazione, eppure di caduti ne hanno avuti moltissimi. Durante la Prima Guerra Mondiale, ad esempio, l’Australia fu il paese con il più alto numero di caduti, in proporzione al numero di soldati inviati. Per questo, gli australiani sono molto fieri dei propri soldati, e ci tengono moltissimo a ricordarli come si deve. I monumenti, memoriali e musei su questo tema si sprecano davvero in questo paese.

Di memoriali in Australia ne ho visti parecchi, e quelli nelle città principali sono in qualche modo simili e diversi. Quello principale è ovviamente quello di Canberra. L’Australian War Memorial combina un santuario, un museo, monumento, e un archivio. La parte più toccante per me è stata la sala della memoria con la sua roll of honour ( = lista di eroi), i papaveri accanti ai nomi e la vista sulla fontana al piano di sotto.

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A Sydney c’è l’Anzac War Memorial, al centro di Hyde Park. La sua particolarità è senza dubbio la cupola stellata sopra la sala della memoria. Con la sua costruzione in progress nel bel mezzo della Depressione, fu solo grazie alle donazioni di privati che acquistarono queste stelle dorate, che il memoriale fu finito. Al prezzo di soli 2 scellini l’una, ci sono più di 120.000 stelle in tutta la cupola. Uno spettacolo davvero. Al giorno d’oggi, non essendo le stelle dorate più in vendita, è possibile ottenere stelline dorate di cartone, ognuna riportante il nome di un caduto. Tutte queste stelline vengono quindi buttate nel Well of Contemplation ( = pozzo della contemplazione) al centro della cupola. Regolarmente, tutte le stelle nel pozzo vengono raccolte e cremate, e le ceneri vengono poi consegnate a studenti di storia in visita ai campi di battaglia dove combatterono le truppe australiane, affinchè le disperdano in questi luoghi così simbolici. Trovo questa una tradizione semplicemente magnifica!

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A Melbourne invece c’è lo Shrine of Remembrance, che ho avuto modo di visitarea inizio mese. Basato sul Partenone e sul Mausoleo di Alicarnasso di Aten, lo Shrine offre una vista fantastica sulla città. Al centro del santuario c’è la famosa Roccia della Memoria, su cui ci sono incise le parole “Greater love hath no man”, che si riferiscono al sacrificio che i soldati che danno la propria vita per i compagni. Una volta all’anno, l’11 novembre (giorno della memoria) alle 11 del mattina, un raggio di sole penetra nel mausoleo da un’apertura del soffitto e illumina la parola “Love”, prima di attraversare tutta la roccia.
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L’Australia è una nazione giovane e piccola (dal punto di vista della popolazione), eppure il loro patriottismo non è secondo a nessun altro paese. Infatti, oltre ai memoriali e monumenti fissi, in occasione di ogni ANZAC Day vengono organizzate parate, celebrazioni e vengono allestiti anche esibizioni, mostri, e memoriali temporanei. La mia universita’ ad esempio, quest’anno ha voluto ricordare i propri caduti, non solo con una cerimonia tradizionale all’alba, ma anche ereggendo 201 croci bianche nei prati del Quadrangolo (che e’ il cuore del campus)… una per ogni soldato e volontario dell’University of Sydney che ha perso la propria vita durante la prima guerra mondiale. Studenti e professori combatterono infatti fianco a fianco nei campi di battaglia di tutta Europa e nord Africa, in un inferno nettamente diverso dalla tranquillita’ del Quadrangolo.
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Tutti i memoriali sono gratuiti, e suggerisco davvero la loro visita, se vi capita l’occasione. In occasione dell’ANZAC Day, o in qualsiasi altro giorno dell’anno!
They shall grow not old, as we that are left grow old,
Age shall not weary them, nor the years condemn,
At the going down of the sun and in the morning,
We will remember them,
Lest We Forget.

6 thoughts on “100 anni di ANZAC

    1. Secondo maestra wikipedia, “La relazione tra i papaveri e il Remembrance Day deriva dalla poesia “Nei campi di Fiandra”, dell’ufficiale medico canadese John McCrae. L’emblema del papavero venne scelto perché questi fiori sbocciavano in alcuni dei peggiori campi di battaglia delle Fiandre nella I guerra mondiale. Il loro colore rosso è un simbolo appropriato per lo spargimento di sangue della guerra di trincea. Una donna francese di nome Madame E. Guérin introdusse l’utilizzo ormai diffuso dei papaveri artificiali distribuiti oggi”.

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