Questione di amicizia

A giugno saranno 4 anni che mi sono trasferita in Australia. Un anno e mezzo lavorando ad Adelaide e due e mezzo studiando (e brevemente lavorando) a Sydney. In questi quasi 4 anni di persone ne ho conosciute tante. Compagni di università dell’Avvocato, colleghe mie e colleghi suoi, altri ricercatori, tanti schermidori, italiani di passaggio come ero io una volta, zumbatrici, amici di amici, pallavoliste, italiani ormai radicati qui come spero di diventare un giorno, ecc. Eppure fino a 6 mesi fa mi sentivo sola.

Ad Adelaide, nonostante conoscessi tante persone e alcune decisamente meglio di altre, non avevo la sensazione di avere amici tutti miei. La maggior parte erano amici di lunga data dell’Avvocato, e per quanto andassimo d’accordo, per me rimanevano (e rimangono tuttora) amici suoi. Altre erano colleghe, con cui mi trovavo benissimo sul luogo di lavoro, ma al di là di quello non avevamo davvero niente in comune. Parecchie altre erano le mie compagne di squadra, ma, nonostante ne salvi tuttora un paio con cui c’è stato un bellissimo rapporto, lì il divario di età, maturità ed esperienza era davvero enorme e non avevamo proprio niente di cui parlare.

A Sydney le cose non sono migliorate subito, e gli inizi non sono stati facili. Essendo una città nuova per entrambi, sia io che l’Avvocato abbiamo dovuto ricominciare da zero. Ma se lui è stato facilitato da un lavoro e uno sport che gli ha permesso di conoscere in breve tempo molte persone, per me è stato decisamente più difficile. La mia unica ancora di salvezza, l’unica amica tutta mia, era E., con cui mi legano 7 e passa anni di amicizia. Purtroppo (ma beata lei) lei abitava (e abita) a Manly, non proprio dietro l’angolo da casa mia, e se le domeniche al mare con lei sono giornate splendide e i viaggi con lei indimenticabili, nella quotidianità non abbiamo mai potuto vederci. E così le mie giornate passavano in solitaria. Ogni incontro, ogni uscita con qualche amico andava programmato in anticipo. Non avevo nessuno che potessi vedere senza dovermi prenotare almeno una settimana prima. E questo mi mancava.

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E poi piano piano qualcosa si è mosso.

Quando F. è entrata nella mia vita. Con la sua giovinezza prima, con la sua panza portatrice di vita poi, e infine con il suo splendido pargoletto. Lei, che sei mesi fa ha deciso di trasferirsi a 5 minuti da casa mia per stare più vicine. Lei che posso chiamare per un caffè e incontrarla mezz’ora dopo. Lei che corre da me, nonostante le sue 38 settimane, quando svengo da sola in casa e non ho nessun altro da chiamare. Lei con cui improvvisiamo barbecue all’ultimo minuto al parco sotto casa. Lei, per cui non ho problemi a mollare il lavoro, se ha bisogno di una mano con il pupetto. Lei che mi ha ridato la felicità di avere un’amica “a portata di mano”.

E ci sono i colleghi, il mio compagno di ricerca fin dal primo giorno e tanti altri di passaggio. Tedeschi, italiani, cubani. Una serata a cena in un ristorante messicano e una birra la pub. Poter finalmente chiacchierare con qualcuno che vive quello che sto vivendo io, cha fa quello che sto facendo io, e che soffre per quello per cui sto soffrendo io. Le difficoltà, gli ostacoli, i limiti. Sono tutti mal comuni.  Dopo due anni in cui mi sono sentita completamente sola in quest’esperienza, ho finalmente trovato solidarietà e compagnia in questa (dis)avventura.

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E poi c’è l’amica che mi chiama disperata una mattina, dopo che il suo piccolino l’ha tenuta sveglia tutta notte a causa dei dentini. E mi prega, mi supplica di badare alla peste un paio d’ore in modo che lei possa dormire. E allora io inforco la mia bici, percorro tutta la nostra baia e arrivo da lei, che mi accoglie, sfatta, esausta. È amicizia vera, quando puoi farti vedere dall’altra persona al tuo peggio, dopo una notte insonne, prima ancora di esserti fatta la doccia, e con i capelli ancora spettinati. È amicizia vera sapere che non sei sola nel momento del bisogno.

Sono loro, le amiche con cui non mi importa perdermi e vagare senza meta per un’ora, perchè ci dà modo di chiaccherare di più. Sono loro, le amiche per cui si affronta un’ora di strada in una domenica di pioggia, pur di stare insieme qualche ora. Sono loro, le amiche che non mi lasciano mai sola quando l’Avvocato è fuori città o impegnato a fare lo spadaccino. Sono loro, le amiche di cui sento la mancanza quando rientrano in Italia per una vacanza. O quando le loro famiglie vengono qui in visita e loro sono prese prese. O quando per un motivo o per l’altro per un po’ non riusciamo a vederci. O quando semplicemente passa più di qualche giorno senza sentirci. È amicizia vera, quando stai male all’idea di non vedere un’amica per una settimana intera. E ora ne ho ben due di cui sentire la mancanza.

Forse sono cose da poco. Per chi la fortuna di avere accanto amici di lunga data, colleghi, e compagni di studi, questo mio esaltarmi per avere finalmente più di un’amica sola potrà sembrare eccessivo. Ma per noi expat che vediamo tante persone entrare e poi uscire dalla nostra vita, per noi che dobbiamo sempre ricominciare da zero, per noi che viviamo le amicizie più su whazzapp e Skype che faccia a faccia, il poter dire di avere AMICI è una gioia immensa.

E allora grazie amici miei quaggiù per essere al mio fianco! <3

32 thoughts on “Questione di amicizia

  1. Eh.. la vera amicizia ritengo che sia una delle cose più importanti e allora stesso tempo più difficili da trovare. Fa veramente la differenza! Nella vita di tutti i giorni, ma anche negli eventi importanti. Quando vivi nella tua madrepatria, e specialmente quando sei a migliaia di km da casa. Le amiche ti fanno sentire sollevata, supportata, capita. E sono sempre lì!

    1. Esatto! Per anni ho sentito davvero la mancanza delle mie amiche con cui sono cresciuta in Italia… volevo ricreare quegli affetti ma non ci riuscivo… fino ad ora!

  2. Uuuih come ti capisco. Io per ora credo di aver trovato un’amica vera su cui poter contare. Poi ci sono altre mamme a cui mi sono affezionata e credo che in caso di bisogno non si tirerebbero indietro, però vedersi nel quotidiano tra casa, mariti e bimbi non è facile. Comunque a parte alcune giornate no, non mi sento sola ed è già tanto 😉

    1. Avere un’amica e’ gia’ un passo avanti! Poi il fatto di avere figli sicuramente aiuta a conoscere altre persone, e sicuramente troveresti qualcuno che ti aiuta se ne dovessi avere bisogno. Comunque gia’ il fatto che non ti senti solo essendo appena arrivata, mi sembra un’ottima cosa… io sicuramente non posso dire lo stesso della me di 4 anni fa!

  3. Riuscire ad avere amici veri quando si vive in un paese straniero è fondamentale per vivere bene. Questo post è veramente bello e fa capire quanto sia importante l’amicizia. Sono felice per te! Un abbraccio

    1. Grazie tesoro! Tu ne sai sicuramente qualcosa del fatto di trovare un’amica in terra straniera! Ti auguro che l’Arabia ti regali tante nuove bellissime amicizie! Bacio

  4. Sono tanto felice per te, Claudia. Post bellissimo. Ti auguro di mantenere queste due amicizie per sempre e che se ne aggiungano altre di pari valore ♡ un bacio

    1. Grazie bella! Mi auguro anche io che le mie amiche restino al mio fianco per molto tempo… e nel frattempo che magari se ne aggiungano delle altre… ma gia’ cosi’ mi ritengo molto fortunata

  5. Hai detto tutto! Io sto vivendo lo stesso che tu, Claudia, anche se negli Stati Uniti e anche se sono ucraina. Mi sono trasferita qui da 3 anni e sto ancora cercando. Abito a una cittadina piccola che e’ un “resort town” dove le persone vengono per le vacanze estive quindi non e’ facile. Mentre sto cercando per quell’amica vera da vicino faccio tutto possibile per tenere i miei amici da lontano con me. Grazie a Dio per Skype e Whatsapp)

    1. Come ti capisco! Mantenere i contatti con le vecchie amicizie e’ fondamentale, anche quando ce ne creiamo di nuove! Immagino non sia facile fare amicizia in un posto dove tutti sono di passaggio… magari con lo staff del resort e altro personale fisso?

    1. Non lo metto in dubbio… La compagnia dei nostri fidanzati e mariti e’ essenziale, ma vuoi mettere l’importanza di avere una donna amica al nostro fianco?

  6. Che coraggiosa! io ho cambiato città una volta, e adesso, dopo aver trovato degli amici veri qui, non me la sento di spostarmi di nuovo. Sarò di vedute ristrette forse, ma è un viaggio che richiede troppi sacrifici per intraprenderlo solo “per vedere il mondo”!

    1. Capisco la tua reticenza a lasciare gli amici, e immagino che dipenda sempre dal motivo per cui si parte. Se ti sposti per una qualità di vita migliore, o per avere maggiori opportunità lavorative, allora forse vale la pena lasciare gli amici. In ogni modo, i sacrifici sono molto individuali e nessuno potrà dirti cosa o chi vale la pena di lasciare o per cui vale la pena di rimanere.

  7. Mi unisco anche io al coro dei “come ti capisco” 🙂 Hai descritto perfettamente la vita di un expat! Sono strafelice che tu abbia trovato una vera amica, spero funzioni allo stesso modo per noi altri 🙂 Abbracci da Londra!

  8. Sono contenta per te. A me quel tipo di amicizia manca molto. Sono molto sola qui… Oggi non è una buona giornata, la malinconia è più fastidiosa del solito. Domani andrà meglio

    1. Ti capisco… io ho passato anni in solitudine, senza neanche un pupetto a tenermi compagnia… Con il tempo per fortuna sono riuscita a trovare amicizie stabili, ma ci sono ancora le giornate solitarie e malinconiche! Vedrai che domani andra’ meglio. Un abbraccio

    1. Grazie! Non è assolutamente facile trovare le amicizie giuste, io ci ho messo molto tempo e mi sembrava giusto rendere giustizia a queste splendide amiche con questo post-tributo. 🙂

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