Svenitrice cronica

Era il gennaio 1996. Eravamo a Folgarida. L’anno in cui anche mia madre si è fatta convincere a provare a sciare, e anche i bambini del baby club la prendevano in giro perché lei in piedi proprio non riusciva a starci. Era anche l’anno in cui io, Big Brother e papà avevamo preso un maestro di sci tutto per noi. La mattina era stata stancante, come sempre sugli sci, e il pranzo era una pausa ben accolta. Ma il self-service era affollato e la coda era piuttosto lunga. Non ricordo quanto avessimo aspettato in piedi, ma ricordo la sensazione di calore, la fastidiosa mancanza di aria e la testa pesante… e poi leggera, molto leggera… Mi sono svegliata tra le braccia del mio papà che cercava di rifarmi prendere conoscenza su un tavolo di quel self-service. Avevo 10 anni e quella era la prima volta che svenivo.

Un mese dopo, sabato mattina. Era una mattinata gelida. All’uscita da catechismo avevo convinto mia mamma a comprarmi delle caramelle. Non lo faceva mai, e io me ne ero abbuffata. Ma con il freddo, e il correre in giro per la piazza della chiesa, quelle caramelle mi erano rimaste sullo stomaco. Torniamo a casa. Mi viene la nausea. Mi gira la testa. Barcollando esco dal bagno. Mia mamma è in corridoio. Le chiedo aiuto, ma non mi sente. Arrivo in sala e crollo sul tavolino di vetro di faccia. Quella era la seconda volta che svenivo.

E così è iniziata la mia carriera da svenitrice cronica. In ogni dove, in ogni stagione, facendo qualsiasi cosa, con le conseguenze più disparate.

C’è stata la volta alle medie, quando per fare la gradassa con una compagnia, ho fatto la spaccata (all’epoca ero ancora aspirante-ballerina) senza riscaldarmi, e mi sono stirata il muscolo inguinale. Per il dolore sono svenuta, a faccia in giù sui banchi. E mi sono aperta il mento. Ho la cicatrice ancora oggi.

C’è stata la volta in piscina, sotto i phon, che mi ha relegato all’ospedale per un’intera settimana. Mi hanno esaminato sotto-sopra e dentro-fuori, ma niente. Non hanno trovato niente. Nessuno si spiegava questi svenimenti continui. Mi hanno anche tenuta sveglia un’intera notte (in cui ho fatto i compiti insieme alle infermiere del turno di notte) per poi farmi l’elettroencefalogramma da addormentata la mattina dopo. Non ha funzionato, perché io a comando non ci so dormire.

E poi ci sono state le volte, tante, in cui ho rallegrato rovinato la giornata di tanti studenti e lavoratori, svenendo sull’autobus o sulla metropolitana, costringendo il mezzo a fermarsi e a chiamare l’ambulanza. E con ogni viaggio in ospedale, con ogni flebo, con ogni ECG e visite neurologica, ci capivamo sempre meno. Per lo meno tutti queste corse in ambulanza mi hanno fatto conoscere tutti gli ospedali di Milano!

fleboMa non mi sono certo limitata a svenire nei confini della mia città. C’è stata la volta in Umbria, durante la “colonia” estiva, quando ho perso conoscenza durante una gara in bicicletta. Sbregata il gomito e botta in testa, che mi ha costretto a stare ricoverata all’Ospedale di Perugia per 48 ore. Ricordo ancora il mio arrivo trionfale a bordo di un trenino, accolta da tutti gli altri ragazzini, quando finalmente mi hanno dimesso.

E c’è stata la volta in cui ero a Roma con Intercultura ad accogliere i ragazzi stranieri in scambio in Italia. E dopo una cena a Trastevere e una bevuta con altri volontari, la mattina dopo all’aeroporto un maledetto virus mi ha costretto a correre in bagno e tirare su l’anima ogni 5 minuti. E il ritorno in hotel non è stato dei migliori. E mentre i ragazzi erano di sotto a prepararsi all’esperienza che stavano cominciando, io ero al piano di sopra, priva di sensi sul pavimento della mia camera d’hotel. Dopo aver dato una capocciata tremenda alla porta. Era la prima volta che svenivo senza nessuno attorno. Sono sopravvissuta lo stesso.

E quando l’Italia ha cominciato a starmi stretta e ho iniziato a girare il mondo, ho portato con me i miei svenimenti ovunque andassi. C’è stata la volta della Francia, la prima volta che andavo a sciare con l’Avvocato, quando l’incredibile sbalzo di altezza che mi ha portato a 3600 metri mi ha letteralmente tolto il fiato dai polmoni. E vi dirò che riprendere conoscenza, aprire gli occhi, e trovarsi davanti il Monte Bianco non è un’esperienza che capita tutti i giorni. Per fortuna! 😉

Ma mica potevo limitarmi all’Europa. L’Africa e l’Egitto sono state le mie prossime vittime. Con ben due svenimenti nel giro di 3 giorni e un quasi annegamento nel mezzo. Un record personale! Anche in questo caso posso dire di aver avuto il privilegio di perdere e riprendere conoscenza davanti a uno dei luoghi più caratteristici al mondo: ai piedi della Sfinge! E posso dire senza ombra di dubbio che proprio in quell’occasione, in quella situazione di estrema povertà, ho sperimentato uno degli atti di maggiore generosità e gentilezza che mi sia mai successo. Con questi ragazzini egiziani, che fino a un attimo prima stavano a mendicare e a vendere bottigliette d’acqua a prezzi assurdi, che sono corsi al mio capezzale, mi hanno fatto ombra e mi hanno lasciato un sacco di bottiglie senza volere niente in cambio.

E per finire è stata la volta dell’Australia. Proprio l’altro giorno. Mentre ero seduta alla mia scrivania a lavorare. Come tutti i giorni. Senza proprio fare niente. D’improvviso un capogiro pazzesco e una nausea da paura. Il divano sta dietro di me a un metro di distanza. Ce la posso fare a raggiungerlo. Mi alzo. Il buio. Un calore incredibile mi sveglia. La scomoda sensazione di essere sdraiata su qualcosa di duro. Apro gli occhi e vedo il mio micio che mi guarda preoccupato. Sono sdraiata sul pavimento di casa, le braccia incrociate sotto la pancia, la fronte che mi brucia. “Ah, è vero che mi girava la testa”, penso. Controllo di essere tutta intera, di non sanguinare. Mi fa male la testa, ma non sanguino. Mi giro, sollevo le gambe sulla sedia, respiro. Bailey mi viene vicino, mi annusa e mi si accoccola addosso. Ecco, finalmente posso dire di essere svenuta anche in Australia. Peccato che sia successo mentre ero a casa da sola, nell’unico weekend in cui l’Avvocato era fuori città.

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Insomma, niente di nuovo sotto il sole. Non era la prima volta che succedeva e purtroppo non sarà l’ultima. Quella sensazione di testa pesante e poi leggera, quel calore pazzesco al momento del risveglio e poi quel freddo e i brividi quando l’adrenalina se ne va, sono sensazioni fin troppo familiari. Sono 20 anni che fanno parte della mia vita, e purtroppo lo saranno per sempre. Non ne morirò, ma mi potrò fare male. Cadendo. Come è già successo quando mi sono aperta il mento, quando mi sono danneggiata il legamento del ginocchio, quando mi sono sbregata il gomito, e tutte le volte in cui ho dato capocciate pazzesche a varie superfici dure nei paraggi. C’è di peggio, sicuramente, ma anche vivere con questo timer dentro di me non è il massimo. Sapere che uno sbalzo di temperatura, un luogo affollato, un dolore molto forte, un virus, o anche solo un movimento troppo brusco possono farmi perdere conoscenza non è certo la sensazione più bella che ci sia. Ma è il mio corpo. La mia vita. E con questo dovrò convivere.

A voi che mi state intorno chiedo solo una cosa. Se mi vedete crollare davanti a voi, non entrate nel panico. Alzatemi le gambe e siate pazienti. Prima o poi ritornerò da voi.

ps: dopo anni e anni di test ed esami, grazie al tilt test siamo riusciti a stabilire che si tratta di sincopi vasovagali facilitate da un’aritmia cardiaca. La sincope si verifica prevalentemente in ambienti caldi e/o affollati in situazione dove si è costretti alla stazione eretta o seduta per lungo tempo (es. chiesa, cinema, discoteca, ristorante). La sincope può inoltre essere influenzata da fattori esterni come stress emotivo, spavento, dolore intenso, cambi posturali repentini (es. nel passaggio dalla posizione seduta/sdraiata in piedi) o riflessi spesso non controllabili. Cure possibili: nessuna.

34 thoughts on “Svenitrice cronica

  1. wow. per dire, sull aguille du midi ci stavo per svenire anche io, nel momento in cui siamo usciti dalla teleferica e siamo approdati a tutti quei millemila metri davanti al monte bianco. ed ero a piedi, per fortuna, non sciante. per il resto mi avanza solo una svenuta sulle scale del liceo con viaggio in ambulanza e settimana seguente a casa smagnetizzata. in confronto a te, per nulla professionale e costante 😀
    l importante e’ che non ti sei mai fatta troppo male, certo che magari l Avvocato decidera’ di coprire i pavimenti di casa con carpets e rugs in quantita’!

    1. Grazie! Diciamo che i rischi non aumentano standomene nel mio paesello… Certo, non sempre mi sono trovata nella situazioni ideali, con persone poco preparate e strutture non idonee… Ma per fortuna non ho mai avuto di bisogno di soccorso serio!

  2. Conosco perfettamente quella brutta sensazione, sono svenuta diverse volte in chiesa e sul treno. Ho una sorella che ha dato spettacolo più volte nei locali svenendo e prendendo capocciate tremende. È brutto, bruttissimo, ma tu sei molto brava e coraggiosa! Nn farti fermare mai da questa cosa!

    1. E’ davvero una sensazione unica, impossibile da descrivere a chi non l’ha mai provata! Per voi allora e’ un affare di famiglia! Io sono l’unica nella mia famiglia! Non ti preoccupare, non sara’ certo un cuore che fa le bizze a fermarmi!

  3. Ma che brutta cosa.
    Io quando mi trovo nelle tue situazioni ho un effetto diverso, emorragia nasale. Se sto troppo sotto il sole, in mezzo alla gente e mi sento soffocare, anche se ho caldo la notte….sangue dal naso. Non è certo un effetto pericoloso come il tuo.
    Non hai paura che ti succeda mentre guidi? Riesci a prevenire a volte questi svenimenti, nel senso, capisci quando una situazione ti può portare allo svenimento o è sempre improvviso?

    1. Da un lato forse il sangue dal naso è anche peggio, perchè è molto più ‘grafico’ e chissà quanto si preoccupano le persone che ti sono accanto, se non ti conoscono! In effetti la mia paura più grande è che mi capiti mentre sto guidando, o mentre sto facendo qualcosa di pericoloso. Per fortuna, il peggio che mi è successo è di svenire mentre andavo in bici, che comunque nonè stato piacevole. Solitamente so quali sono le situazione che mi mettono a rischio, come mezzi molto affollati e caldi, etc, ma mi è successo anche di svenire in circostanze diverse, e in quelle situazioni ho il preavviso di pochi secondi

  4. La stellina non è per il fattore “svenimento” che descrivi nell’articolo, ma per il coraggio e la voglia di fare che ne emerge. E’ bello che tu sia svenuta in tutto il mondo, vuol dire che non ti sei data per vinta, nonostante tutto. E questa è cosa buona e giusta! 🙂

  5. Ti capisco… mezza Europa ha fatto conoscenza con me e le mie crisi epilettiche. Tutto ciò però non mi ha mai fermato. Anzi, mi ha spronato a capire che di vita ce n’è una sola e che bisogna uscire a viverla, non aspettare che la vita capiti mentre tu te ne stai sul divano. Ed impari ad accettarti un po’ di più quando hai una malattia cronica, impari a conoscere meglio i tuoi limiti e a non calpestarli.

    1. Cavolo, le crisi epilettiche sono ancora più pericolose delle mie sincopi! Di sicuro dopo 20 anni con questa condizione, ho imparato a conoscere il mio corpo meglio… so cosa tollera e cosa decisamente lo manda in bestia!

  6. Anche io ho cominciato a 10 anni , la prima volta ero in chiesa e siccome c’ dopo una trentina d’anni era un matrimonio mi ero messa davant per vedere la sposa, svenuta e tirata su dal povero testimone. E poi ancora chiesa, cinema, ristoranti in cima al Vesuvio, dal veterinario, sul bus .Sono andata avanti cosi’ per tanti anni. Anche a me elettroencefalogramma e via cosià, ma non mi hanno trovato niente, forse 40-50 anni fa non c’erano le analisi di adesso. Per fortuna che dopo una trentina d’anni, improvvisamente non e’ piu’ successo, ho ancora ogni tanto giramenti di testa e sensi di nausea negli ambienti chiusu ed affollati, ma poco. Oramai , diciamo che e’ passato . Ora ho 68 anni.

    1. Allora c’è ancora speranza per me! Sono contenta che col tempo tu sia ‘guarita’. A me succedeva più spesso prima, ma erano anche gli anni in cui prendevo i mezzi pubblici all’ora di punta quando erano super affollati e non si respirava. Forse con gli anni ho anche imparato a evitare determinate situazioni che mi possono mettere a rischio!

  7. Coraggio.. e’ una cosa molto brutta ma si capisce che ce la farai sempre a fare quello che vuoi nonostante questo problema! 🙂

    Io non svengo spesso come te ma ho la pressione bassissima e quindi diverse volte mi sono ritrovata a mia volta per terra. La piu’ tragica e’ quando stavo finendo giu’ da un vaporetto (mi ha ‘salvata’ un marinaio che poi mi ha fatto la predica perche’ secondo lui ero anoressica).
    E poi c’e’ stata la piu’ tragicomica, cioe’ quando sono svenuta in un centro commerciale in Giappone. Ora, io immagino i Giapponesi non svengano mai perche’ quando mi hanno vista cosi’ si sono fatti prendere dal panico e continuavano a fare cose sbagliate, tipo cercare di farmi stare in piedi. E ricordo che quando ho ripreso conoscenza non mi veniva in mente come dire “voglio dell’acqua” e quando finalmente ce l’ho fatta mi hanno indicato le macchinette automatiche dicendo “vattela a prendere, tanto ora stai bene….”. Quindi appunto: mai svenire in Giappone! 🙂

    1. Per fortuna entrambe le volte che sono stata in Giappone non sono svenuta! Effettivamente l’idea di svenire in un paese dove non posso comunicare un po’ mi spaventa… Ma ancora di piu’ l’idea di finire giu’ da un vaporetto!!!! Nel tuo caso si tratta solo di pressione bassa?

  8. Claudia, che affanno leggere tutti i tuoi episodi, uno dietro all’altro.
    Avrei voluto raccoglierti ogni volta e non farti sbattere la capoccetta che, so bene, essere tosta!

    Ho letto il post con la ferma intenzione di andare su google e dare un nome alla tua malattia.
    E’ stato un sollievo per me sapere che alla fine hai scoperto il nome della tua condizione… almeno per poter inveire contro qualcosa!

    P.S.
    Ti sollevero’ le zampe solo se a Pasqua tu spingerai la carrozzella.
    Amiche sfigate. XD

    1. Veramente, che amiche sfigate che siamo! Almeno il tuo è stato un incidente isolato… Dei miei assolutamente non posso dire il contrario! Ma almeno con gli anni si sono rarefatti un po’!

  9. Pensa, io invece sono svenuta solo una volta a 11 anni dopo un esame del sangue e in adolescenza ho sviluppato una forma di attacco di panico in cui ho il terrore di svenire, in tutte le occasioni che hai descritto. Ma il bello è che non sono mai più svenuta, nemmeno in gravidanza o durante il parto! La tua esperienza mi è molto utile, grazie per aver condiviso!

    1. Quindi nel tuo caso la paura di svenire ti evita di svenire? Beata te! Pensa che a me di solito è il contrario… Quando mi trovo in una situazione a rischio, dove so di poter svenire, comincio a pensare che potrei svenire e di solito zac… Svengo! Il potere della mente! 🙂

    1. L’America mi manca, quindi potrei farci un pensierino per il Messico… 🙂 Ma il mio terrore è che succeda il giorno del mio matrimonio!!!!!!!!!!!! Aiuto!!!!!!!!!

  10. Pazzesco… Complimenti per la tua forza ed il coraggio nel non farti fermare! Certo che – come sempre – la figa ci vede benissimo eh… L’unico weekend in cui sei a casa da sola! Mai pensato di addestrare il micio al recupero? 😉

  11. Mamma mia! Brava che riesci a conviverci. Io soffro di pressione bassa e quando non sto bene per altri motivi, sono spesso sull’orlo dello svenimento. Però mi sono sempre mantenuta in quel limbo che immagino sia l’anticamera dello svenimento: priva di forze, abbandonata in posizione orizzontale, visione dei puntini, caldo e sensazione di stare per dormire

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