All’ombra della tomba

foto presa dal web
cimitero di Port Townsend

Ho un ricordo breve e offuscato della prima volta che ho visto un cimitero in America. Lo ricordo ai margini della cittadina, un prato verde dal taglio perfetto, costellato da centinaia di lapidi bianche. Immacolate e tutte uguali. Non c’era nessuno in tutto il cimitero. Ricordo un breve senso di stupore a quel cimitero così diverso da quelli a cui ero abituata, ma nell’arco di quello che è stato l’anno più ricco e complesso della mia vita, questo non era che una della tante cose diverse e uniche che l’America mi stava regalando. Tante, troppe le cose a cui fare attenzione, tante le novità, troppi i dettagli da imprimere nella memoria. E così quel prato verde dalle lapidi bianche è rimasto in un angolo della mia memoria, senza che potessi rifletterci sopra più di tento. Almeno fino a quando mi sono trasferita qui a Sydney.

L’anno scorso per qualche mese ho fatto la dogsitter a un bellissimo cagnolo simil-dingo. Kleo era un cane molto bizzarro, con tanti problemi che si portava dietro dal canile… Ma più che la sua fobia per gli uomini in uniforme o la sua ossessione omicida per i gatti, a incuriosirmi fin da subito fu la sua passione per il cimitero locale. Eh già, il posto preferito di Kleo dove passeggiare e “produrre”, era proprio il cimitero di Camperdown. Quando la sua padrona mi ha suggerito di portarlo li, ho avuto i miei dubbi. Come si fa a portare un cane a fare i bisogni in un cimitero? Ma non hanno rispetto qui per i propri defunti? E’ una cosa cosi’ normale qui? Ebbene si’, almeno in quelli che sono i cimiteri “storici” (= abbadonati).

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E così, più che per curiosità che per altro (ho sempre cercato di non fargli fare mai i bisognini lì) ho cominciato a “frequentare” il cimitero di Camperdown… e quello che ho scoperto è davvero un posto dal passato affascinante, associato con molte storie sensazionali, numerosi fantasmi e un omicidio. Fondato nel 1848 e consacrato l’anno dopo, a oggi rimane uno dei 3 cimiteri originali di Sydney ancora esistente. In funzione fino agli anni ’40, in questo cimitero sono stati seppelliti 18.000 persone, tra cui molti personaggi importanti della storia coloniale d’Australia.

Eliza Donnithorne’s gravestone is placed beneath her father’s in Camperdown Cemetery. PicUna delle storie più famose riguarda Eliza Donnithorpe. Fidanzata con George Cuthbertson, il loro matrimonio nel 1856 sarebbe dovuto essere un grand evento dell’alta società di Sydney. Per motivi sconosciuti, George non si presentò in chiesa e non fu mai più visto successivamente, lasciando Eliza disperata e con il cuore a pezzi. Pare che Eliza fosse convinta che George sarebbe un giorno ritornato da lei, e così si rifiutò di lasciare la sua casa. Nella stessa casa Eliza morì 60 anni dopo, senza aver mai messo piede oltre l’uscio. Sembrerebbe tra l’altro che Eliza non abbia mai tolto il suo abito di nozze, e per questo viene spesso citata come ispirazione per il personaggio di Miss Havisham in “Great Expectations” di Charles Dickens.
Nel 1946 il cimitero di Camperdown finì in prima pagina quando il corpo dell’undicenne Joan Norma Ginn fu trovato nel cimitero. Nonostante tre uomini abbiano successivamente confessato di aver violentato e strangolato la ragazzina, la polizia ignorò le confessioni e l’omicidio rimase irrisolto.

Dopo questa tragedia le autorità locali decisero di trasformare tutto il cimetero meno 4 acri a parco pubblico. I 4 acri invece divennero il Camperdown Memorial Rest Park, dove ancora oggi si trovano i monumenti tombali più grandi e importanti. Dopo l’abbandono e il vandalismo degli anni ’50 e ’60, verso la fine degli anni ’70 il cimitero e il parco intorno divennero spazi ricreazionali molto popolari, in particolare per passeggiare i cani, fare picnics, feste di compleanno e di matrimonio, e per altri eventi del genere (il cimitero è apparso anche nel film “Priscilla, Queen of the Desert”).

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Avete capito bene: la gente tiene feste di compleanno per bambini tra le tombe, gli sposi fanno i servizi fotografici tra i monumenti, e i cani vengono passeggiano tra le lapidi… A mio parere è una cosa allucinante, irrispettosa e incredibile! Ma tant’è, questi sono gli usi locali! Tanto che è addirittura stata creata l’associazione dei “Camperdown Cemetery Dog Walkers”, che pare sia molto attiva nella conservazione e mantenimento del cimitero.

La tomba comune per le vittime del naufradio della Dunbar
La tomba comune per le vittime del naufradio della Dunbar

Facendo un pò di ricerca su internet sulla storia del cimitero, ho scoperto le immancabili storie di fantasmi. Dal fantasma di nome e di fatto, Bathsheba Ghost, prigioniera e seconda matrona del Sydney General Hospital, che è stata avvistata mentre assisteva i malati al St Stephen’s Rectory; alla figura di un uomo con un mantello marrone sefuto sulla tomba di William Ebbetts, a cui pare possano parlare solo i bambini; da un uomo vestito con un’uniforme militare del primo ‘800 che nelle notti senza luna è stato visto guardare le stelle con un telescopio vicino alla tomba del Maggiore Mitchell; ai famosi  amanti Hannah Watson e John Steane… storia che vale la pena raccontare! Allora, Hannah era la moglie del Capitano Thomas Watson, Harbour Master di Port Jackson, ma pare avesse una relazione con il Capitano John Steane della marina inglese. Thomas Watson, scoprendo l’infedeltà della moglie, mandò una maledizione sui due amanti. Hannah scrisse a Jogn per avvisarlo di non tornare a Sydney, ma era già troppo tardi. Hannah morì poco dopo, seguita dopo qualche giorno da John nel naufragio della Dunbar (la Titanic australiana). Entrambi furono seppelliti a Camperdown, a pochi metri di distanza, e pare che il fantasma di Hannah sia stato visto uscire dalla sua tomba e volteggiare verso quella di John.

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Insomma, i cimiteri qui in Australia non hanno niente a che vedere con quelli italiani. Non sono un luogo dove ricordare i propri defunti e trovare un po’ di pace, ma un posto dove far divertire i bambini, dove nascondersi a pomiciare o a far scagazzare i cani!

ps. nel quartiere dove abito adesso c’è un cimitero risalente alla metà del 1800 che non solo vanta di un parcogiochi, ma al suo interno ha addiritutto un asilo nido!

10 thoughts on “All’ombra della tomba

  1. Mi ha affascinata tantissimo il tuo racconto, io personalmente adoro i cimiteri monumentali e se devo essere sincera amo entrare a curiosare anche durante i miei viaggi , per poter cogliere le differenze coi nostri, e come hai potuto notare anche tu , sono tante!! Forse il loro rapporto con i cimiteri e con la morte non è sbagliato, cercano di viverli al meglio e di metabolizzare una fase della vita che è la morte.. i nostri sono luoghi così terribilmente angusti… Per ora il mio preferito rimane quello ebraico di Praga, sembrava estratto da un film horror, estremamente suggestivo… Buona settimana 🙂

    1. Ciao Giovanna, grazie mille per il tuo commento. È vero, solitamente i cimiteri non rientrano tra le attrazioni di una città, ma a volte valgono davvero la pena di essere visitati! Sono stata al cimitero ebraico di Praga anni fa e mi ha lasciata davvero senza fiato!

  2. Adoro i cimiteri! A Londra ci sono le volpi selvatiche, come fai a non amarli??
    Tutto sommato direi che se i dog walker non danneggiano, anzi aiutano a tenere il posto in grazia… allora ben vengano! 🙂

    1. Che belle le volpi!!!!
      Per quanto riguarda i cani, se i padroni raccogliessero i bisogni dei cagnoli non sarebbe un problema per il cimitero. Un pò più distruttivi penso che siano i bambini o i ragazzi che si arrampicano e giocano su lapidi e monumenti, perchè effettivamente distruggono pezzi di storia!

  3. Ma povera Eliza e povera bimba!! ;___;

    Per me i cimiteri sono luoghi affascinanti, mi perdo a leggere tra le lapidi e quelli nei paesini Italiani sono tanto caratteristici.
    Pero’ il cane non mi verrebbe di portarcelo e manco le foto del matrimonio

    1. Esatto… quando ho scoperto questi cimiteri cosi vecchi (e cosi mal tenuti), ero davvero affascinata…. ma da questo a farci la festa di compleanno di bambini ce ne passa!

  4. Bellissimo post da leggere al buio in una serata di pioggia. Che tempismo che ho 🙁
    Cmq in quasi 4 anni a Lisbona non ho visto un cimitero e pensare che in alcuni ci fanno le visite guidate! Devo rimediare assolutamente

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