Il mondo universitario tra conferenze ed olimpiadi

Per quel che mi riguarda, che sia in Italia, in Francia o in Australia, il mondo universitario ha determinati tratti in comune. Studenti più o meno svogliati, lezioni più o meno interessanti, professori più o meno portati. Il format delle lezioni e lo stile degli esami possono cambiare da paese a paese (o tra università), ma in tutte le mie esperienze passate la giornata tra i muri dell’università si svolgeva più o meno nello stesso modo.

Ma c’è un aspetto dell’università australiana che non ho trovato altrove: i giochi olimpici universitari. Dal 1993, ogni anno i giochi vengono ospitati da un’università a rotazione, e così si spostano da una città all’altra dell’Australia. Pare che più di 6.000 atleti partecipino ogni anno in più di 30 sport tra i più disparati. Già nel 2009 l’Avvocato aveva partecipato nella Gold Coast e io avevo avuto il mio primo assaggio di questa tradizione australiana, che dovrebbe ruotare intorno allo sport, ma che in realtà comporta molto di più. Infatti i giochi sono un’occasione più che altro per divertirsi (alias, sbronzarsi) e fare casino. Avete presente lo spring break dei film americani, all’insegna di feste in spiaggia, nightclubs e gare di magliette bagnate? Ecco, gli Uni Games australiani sono più o meno la stessa cosa. Per fortuna quest anno i giochi si tengono a Sydney, quindi noi giochiamo in casa e ci siamo risparmiati tutto il contorno di feste e bordello… Anche perché, diciamoci la verità, non abbiamo più 20 anni e faremmo un po’ ridere se ci comportassimo come il resto degli invasati!

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E a rinforzare l’idea che ormai stiamo proprio diventando grandi, l’altro giorno ho partecipato alla mia prima conferenza. Non ho presentato niente – ancora non mi sento pronta – ma è stata comunque la prima a cui sia andata. L’aspetto interessante di questa è che si trattava di una conferenza di criminologia riservata ai dottorandi, e quindi tutti i presentatori erano più o meno nella mia stessa barca. Temi e presentazioni molto interessanti, anche se non rilevanti per la mia ricerca, che come al solito mi hanno fatto sentire un pesce fuor d’acqua. Mentre tutti gli altri ricercatori trattavano temi di attualità e caldi in Australia, come la violenza, l’abuso di droghe, l’intervento della polizia, ecc, io ero l’unica e trattare un tema di natura internazionale. E nonostante il mio argomento susciti sempre l’interesse e l’ammirazione degli altri ricercatori, ho come l’impressione di essere sempre e comunque una mosca bianca… destinata a sogni di gloria per una carriera internazionale, che sicuramente sarà molto più difficile da realizzare che quelle “locali” dei miei colleghi.

2 thoughts on “Il mondo universitario tra conferenze ed olimpiadi

  1. La tua ultima frase per me racchiude il motivo di tanta difficolta’: tu miri all’internazionale… non e’ cosi’ per tutti. 🙂
    Vai avanti, tranquilla… spaccheraI!

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