La Perouse e il festival della salsiccia

Ci sono due italiane, un australiano e un messicano in una perfetta domenica primaverile. Punto di partenza: Pasticceria Papa per una tarda colazione all’italiana per darci la carica per la giornata. Caffè, paste e chiacchere. La giornata non potrebbe cominciare meglio. Prima tappa, Raineri Continental Delicatessen, uno dei miei alimentari preferiti di Sydney, per dei panini al sacco come sono in Italia (e in autentici negozi italiani) sappiamo fare. E via verso l’avventura…

La Perouse. Penisola all’interno del parco nazionale di Botany Bay che prende il nome dal navigatore francese Jean-François de Galaup, comte de Lapérouse, che sbarcò sulla spiaggia il 26 gennaio 1788. Sfortunatamente, la flotta inglese del Capitano Arthur Phillip aveva attraccato a Botany Bay solo qualche giorno prima, dichiarando l’Australia colonia inglese. Se solo i francesi fossero arrivati prima, l’Australia si sarebbe risparmiata un paio di secoli di cibo inglese, trovandosi invece a indulgere in favolosi formaggi francesi e champagne!

La Perouse

La Perouse è perfetta. Nonostante il vento, la giornata era calda, e così ci siamo goduti i nostri panini seduti su un prato davanti a un mare dai colori indescrivibili. Non ho parole per descrivere la bellezza dell’oceano da queste parti, soprattutto quando contrasta con il verde dei boschi e dei prati tutto intorno. E quando a fatica sono riuscita a distogliere lo sguardo da quella meraviglia, altre sorprese mi aspettavano. Una torretta al centro della penisola ha subito colto la mia attenzione: si stratta di una torretta di guardia risalente al 1820 o giù di lì. E dietro la torretta si intravede un’isoletta, Bare Island, fortificata nel 1885. Curiosità: dal 1912 al 1963 quest’isola diventò una casa di riposa per i veterani di guerra.

Dopo una passeggiata al forte, che purtroppo non possiamo visitare, ci avviamo verso la spiaggia. Una meraviglia. Il mare è incredibile, non riesco a distolgere lo sguardo e vorrei tanto potermi tuffare e crogiolare nell’acqua bassa… ma temo che la stagione dei bagni non sia ancora ufficialmente aperta, nonostante qualche pazzo in acqua già ci sia.

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E così, complice l’odio dell’Avvocato per la spiaggia (ma non è che mi ha mentito, e non è davvero australiano?), decidiamo di lasciare gli altri due piccioncini a rilassarsi al sole, mentre noi facciamo una passeggiata fino alla spiaggia vicino. Tiriamo qualche madonna sul sentiero disseminato di sassi che ci tagliano i piedi nudi, ma finalmente il paradiso si apre davanti a noi. Un’altra bella spiaggia incastonata tra due promontori e un mare cristallino che ci lambisce i piedi. Soddisfatti ci guardiamo intorno e notiamo con sgomento un dettaglio di cui non ci eravamo accorti prima. Siamo capitati in una spiaggia di nudisti. La nostra prima volta. Oddio che imbarazzo! Non sappiamo dove guardare, per non guardare. Tutto intorno a noi, una cinquantina di persone passeggiano, nuotano o si abbronzano come mamma li ha fatti. Alcuni con qualche aggiunta artificiale. E per il disappunto dell’Avvocato, come nella maggiora parte delle spiagge di naturisti, la maggior parte dei bagnanti sono uomini. Vecchi. Cascanti. Mi fermerò qui perché ci sono minori e mia madre che leggono questo blog.

E così ci lasciamo la spiaggia e i suoi magnifici colori alle spalle e ci avviamo verso la macchina. Ma non prima di dare un’occhiata allo spettacolo dei serpenti che il comune offre gratuitamente ogni domenica pomeriggio, per istruire gli spettatori sui serpenti locali. Noi cogliamo solo la parte finale dello spettacolo, davanti a noi tra  l’erba sguscia un brown snake (serpente bruno), considerato il secondo serpente più velenoso della terra, e chiaramente uno dei più comuni in Australia. L’esperto può dire quello che vuole, di non spaventarsi e non disturbare il serpente, che non fa niente…. ma quello che so, è che se mai uno di questi dovesse trovarsi sul mio cammino, di certo non mi fermerò a pensare a quanto sia bello e a fargli una foto.

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Ed eccosi così conclusa un’altra bella domenica alla scoperta dell’ennesimo angolo di paradiso! Incredibile quante bellezze possa nascondere questo paese!

7 thoughts on “La Perouse e il festival della salsiccia

  1. Stavo pensando: oddio che bello, ci vado subito appena posso! Poi ho visto le foto del serpente…..ecco. Magari ci vado un po’ più avanti.

      1. Sì ma non mi piacciono lo stesso 🙁 comunque vabbe, farò questo sforzo perché volevo comunque andarci e le tue bellissime foto mi hanno convinto 🙂

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