Il mio shock culturale in Australia

Le amiche di fuso hanno lanciato una bella iniziativa, esortando a riflettere su quelli che sono stati gli shock culturali del nostro espatrio. Partecipare a questa iniziativa è stato molto interessante, perché mi ha costretto a ripensare alle prime impressioni che questo paese mi ha fatto la prima volta che ci ho messo piede nel 2008, e poi di nuovo l’anno successivo e infine nel 2011 quando mi sono trasferita definitivamente qui. E mi rendo conto così che le emozioni più forti che l’Australia mi ha suscitato sono poi state confermate con il passare del tempo. In particolare quello che mi stupì all’epoca (e spesso ancora adesso)’era:

  • Ritmi: nonostante il clima mediterraneo dell’Australia, i suoi ritmi sono molto più simili a quelli dei paesi nordici. Si mangia presto, si esce presto, e si rientra presto. Dopo aver vissuto in Irlanda e negli usa, cenare alle 6 non è stata una “prima volta”, ma sicuramente ha richiesto un po’ affinché mi abituassi. Ora, dopo 3 anni, non ho nessun problema a cenare alle 6.30/7 a uscire alle 8 e rientrare a mezzanotte… Tanto che lo shock ce l’ho quando rientro in Italia!
  • Multiculturalitá: ho riflettuto recentemente su quest’aspetto dell’Australia, paese bianco che in realtà tanto bianco non è. Ricordo appena arrivata ad Adelaide il mio shock nel passeggiare nel campus dell’Università e quella sensazione di essere arrivata in Asia. Oggi vivo in un quartiere cinese e questa multiculturalita è parte della mia vita quotidiana e non ci faccio più caso, ma apprezzo in continuazione la varietà culturale di questo paese nella sua versione culinaria :p
  • Alcol: durante i miei primi viaggi l’Avvocato era ancora all’università, e quindi la nostra vita sociale era molto attiva e consisteva di tante feste e uscite al pub. E qui ho scoperto il rapporto degli australiani con l’alcol. Un rapporto anormale, un rapporto abusivo, un rapporto esagerato, un rapporto senza limiti… Ho già scritto qui di quello che penso di questo binge drinking degli australiani, quindi non mi ripeterò. Quello che posso dire è che sono contenta di non essere diventata australiana in questa pratica…
  • Informalità: penso sia una delle prime impressioni per ogni straniero in Australia quanto questi paese sia informale e rilassato. C’è chi indossa infradito tutto l’anno e ovunque, c’è chi va in giro a piedi nudi (in ristoranti o bagni pubblici che sia), c’è chi indossa solo canottiere e chi solo bermuda… L’Australia davvero non sa cosa sia lo stile! L’informalita australiana traspare anche dalla rilassatezza degli appuntamenti (sempre in ritardo), dall’impossibilita di fare piani a lungo termine, e dalla facilità con cui tutte le certezza vengono buttate fuori dalla finestra in cerca di spontaneità.
  • Pericoli: abitando in Italia non mi sono mai dovuta preoccupare più di tanto di dove camminavo, dove mettevo le mani o come uscivo vestita. Da quando sono in Australia tutto questo è cambiato. Ho imparato a non mettere mai le mani dove non vedo e specialmente in anfratti bui e umidi (per i ragni); ho imparato a indossare sempre scarpe chiuse alla caviglia se cammino nell’erba alta o nel bush (per i serpenti); ho imparato a non fare mai il bagno in laghi e fiumi nel nord (per i coccodrilli); ho imparato a nuotare sempre tra le bandiere (per evitare le correnti); ho imparato a non essere mai la persona più al largo (per gli squali); ho imparato a uscire sempre con il cappello e la crema solare (per evitare tumori alla pelle); ecc. Mi sembra di non aver fatto altro che imparare a vivere da quando sono arrivata in Australia!

E voi che ci dite? Qual’è stato il vostro shock culturale?

14 thoughts on “Il mio shock culturale in Australia

  1. In australia ci ho lasciato il cuore durante il semestre del mio quarto anno di liceo passato a sydney. quando sono partita ho pianto tutte le mie lacrime. Ma lo shock culturale me lo ricordo come se fosse ieri e in effetti, tanti dei punti che hai citato, avevano colpito profondamente anche me 🙂

      1. non mi ricordo il nome. all’inizio sarei dovuta rientrare a settembre ma poi sono riuscita a prolungare fino a dicembre e avrei voluto fermarmi di più ma non ho potuto per la scuola 🙁 sto pianoficando un viaggio da quelle parti non appena le nane saranno un po’ più grandi e potranno rimanere con i nonni 🙂

  2. Anch’io sono mooooolto più attenta quando cammino e a dove metto le mani!! Io sono rimasta stupefatta della lentezza che hanno a servire i caffè ad esempio! Sono una cameriera da anno e ti assicuro che il lavoro che qui fanno in dieci in italia lo facciamo in 5!

  3. Secondo me hai ragione! ma ciò che mi ha più shockato è stato forse il fatto che la maggior parte dei grandi supermercati (ovviamente non parliamo dei CBD) chiude prestissimo!! E la generale rilassatezza della gente.. il take it easy! E confermo quanto dice Cioch per quanto riguarda la lentezza nei fare i caffè! Ne fanno uno alla voltà! ahahah 🙂

  4. Avevo perso questo tuo post. Bello ed utile per me. Proverò a chiamare tutta questa incertezza tipica australiana “informalità”… Magari mi aiuta 😉

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